Pistoiese, contro il Prato è una prova del nove per tecnico e giocatori

Il derby col Prato può essere un crocevia per la Pistoiese, che non può più sbagliare: servono vittoria e prestazione convincente

Alla settima giornata per la Pistoiese è già diventato obbligatorio vincere. E lo è per molte ragioni. La prima, semplice, è che stasera c’è il derby, quello vero e più sentito, con il Prato. Una sfida che alle due piazze e alle rispettive tifoserie mancava da un po’ e che sicuramente rende più stimolante e interessante questa stagione di Serie D. Un altro motivo, altrettanto semplice, è la classifica deficitaria per la compagine orange, allergica al successo in questo avvio. I numeri parlano chiaro: continuando a tenere il passo che sin qui ha fruttato otto punti in sei giornate non si può avere ambizioni di promozione e tanto meno si può sperare di staccare tutte le altre se ad ottobre si ha una sola vittoria conquistata. Le attenuanti ci sono e il dato della miglior difesa del girone, con una solidità nel reparto arretrato che fa dormire sogni tranquilli, non è un dettaglio secondario, anzi, è un ingrediente fondamentale per far bene e poter ambire a tenere il passo con le prime. Ma non basta, perché a calcio per vincere bisogna segnare e la Pistoiese, per ora, non riesce a farlo.

Occasioni da gol o meno, quello che manca a questa squadra e che sembra non avere, almeno dalla cintola in su, è quella sana cattiveria, quella fame e quella praticità che invece tante altre formazioni di questa categoria riescono a mettere in campo. La Pistoiese, che ha qualità tecniche ed eccellenze ben più di ogni altra avversaria, non si è ancora calata del tutto in questa categoria e la difficoltà a farlo è dettata probabilmente anche dal fatto che tanti suoi protagonisti in maglia orange non l’hanno giocata la D nelle ultime stagioni. E così, trovarsi dei muraglioni difensivi di squadre che giocano per strappare un punto, diventa un problema enorme, come lo è fare i conti con la ruvidezza e il gioco sporco e concreto di questa categoria quando invece si è abituati a danzare sul pallone e a giocare in punta di fioretto, valorizzando altri aspetti del calcio. L’attacco sin qui non è ancora decollato, i nomi sono importanti per il reparto, ed è già stata fatta una rivoluzione completa a metà settembre rispetto alle scelte di luglio e agosto, aggiungendo nomi e profili scesi dalla categoria superiore per fare la differenza con la maglia arancione.

La Pistoiese a Prato ha bisogno di vincere, in qualsiasi modo. Perché questa è una gara che può sbloccare e far decollare la stagione in caso di successo, ma può anche già rischiare di comprometterla in caso di sconfitta. Banalmente, ci sono già otto punti di distacco tra Caponi e compagni e la capolista del girone D. Tanti se si considera che sono passate appena sei partite. E potrebbero poi diventare troppi se la forbice dovesse ampliarsi ancora, svegliandosi giovedì mattina addirittura con un distacco in doppia cifra dalla prima della classe. Anche perché la Pistoiese è stata costruita per vincere il campionato e con questo obiettivo, dichiarato dalla società a inizio stagione, va valutata. Gli orange sono la rosa più cara di tutto il girone, con un budget che sfiora i due milioni, costi tra l’altro confermati anche dal club arancione in un incontro con i tifosi svoltosi la scorsa settimana. Normale che ci sia pressione sul gruppo, anche da parte di una piazza che si attende un campionato in cui l’Olandesina reciti un ruolo da protagonista. Scontato dunque che un avvio così, con il freno a mano tirato, abbia generato malumori vari tra il pubblico e non solo. Perché a fronte di obiettivi alti e ambizioni di successo, quello che la squadra ha mostrato in campo non è apparso ancora all’altezza, almeno per quanto riguarda la gestione del gioco, la capacità di imporlo e di imporsi sugli avversari e soprattutto di finalizzare.

Probabilmente serve solo una scintilla per sbloccarsi e indirizzare una partita sin da subito nel verso giusto. Fare questo primo passo nel derby con il Prato potrebbe dare alla Pistoiese la spinta per togliersi tante paure e pressioni di dosso, scatenando il suo potenziale offensivo e liberando la testa dei suoi cannonieri. Il grande nervosismo nel finale con il Real Forte Querceta può essere un campanello d’allarme da non sottovalutare, specie alla vigilia di un turno delicato e speciale come il prossimo. Una gara come il derby con il Prato, anche se piazzato dal calendario in un disgraziato turno infrasettimanale che spenge un po’ gli entusiasmi e la sacralità di una settimana di attesa prima della domenica più speciale di tutte, può e deve rappresentare la chiave di volta in positivo. Per Cascione, per i suoi attaccanti e soprattutto per il pubblico arancione. Perché quando parti con l’obiettivo di vincere e primeggiare, pareggiare alla lunga rappresenta solo un pesante fardello e uno stucchevole elenco di punti persi per strada. E riposizionarsi già a fine 2022 un po’ più giù del sogno sarebbe un esercizio complicato per tanti a Pistoia.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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