La Pistoiese colpisce quando può e si difende in modo impeccabile. Viscomi giganteggia, Barzotti e Di Biase solite bocche di fuoco
6 VALENTINI. Incolpevole nei due gol dei padroni di casa, reattivo nella ripresa quando devia e disinnesca con un bel tuffo una insidiosa conclusione che avrebbe potuto pareggiare la partita sul 3-3. Per il resto, con attenzione e senso della posizione sbriga il lavoro di ordinaria amministrazione senza incertezze.
6 VASSALLO. Partita di presenza e di sicurezza. Si muove meglio in fase di spinta, dove comunque riesce a farsi vedere, soprattutto nel primo tempo, con efficacia, dialogando e garantendo liberi appoggi al centrocampo. Un po’ più in difficoltà, soprattutto nella prima mezz’ora, quando il Forlì spinge e attacca con sovrapposizioni dal suo lato.
6,5 DAVÌ. Garanzia di sostanza, perfetto tempismo e una dinamicità che in campo così complicato aiuta e non poco il gioco arancione in entrambe le fasi. Impeccabile nelle letture, è il motore meno appariscente ma più costante, quando viene coinvolto ha certezza.
7 VISCOMI. Di piede, di testa o con il fisico, ma la sostanza non cambia: i giocatori del Forlì rimbalzano uno dopo l’altro senza appello ogni qual volta provano a saltare il granitico difensore arancione. All’efficacia con cui chiude ogni varco e respinge gli assalti unisce la sicurezza con cui tranquillizza i compagni. Leader vero, anche a fine partita è il più scatenato nel festeggiare, con lungo e esplicativo abbraccio con mister Consonni e poi il lancio della maglia ai tifosi al seguito della squadra in questa decisiva trasferta.
6 ARCURI. Il peso della gara e le difficoltà del terreno di gioco lo spingono ad una gara prudente, in cui rinuncia ad alcune sortite pur di non lasciare la difesa scoperta. Se il gioco del Forlì si sviluppa spesso e volentieri sulla corsia è pur vero che quasi mai lui si fa cogliere impreparato o in ritardo.
6,5 SIGHINOLFI. Ha fantasia e voglia con la quale mette in difficoltà spesso il Forlì. Spinge e si inserisce, lotta su ogni pallone sradicandone diversi dai piedi dei rivali. E riesce sempre ad entrare in ogni giocata pericolosa della Pistoiese, tra cui il gol del raddoppio. (Dal 38’st FLORENTINE SV. Gioca il finale di match mettendoci grinta e voglia, non scontato per chi ha a disposizione solo uno scampolo di gara).
6,5 CAPONI. Se la Pistoiese non si fa mai sorprendere e non si trova mai scoperta alle incursioni dei forlivesi il merito è soprattutto suo che riesce a dare un equilibrio perfetto all’Olandesina. La squadra non è mai lunga e la difesa sempre coperta. In fase di impostazione, si adatta al campo, valorizzando ogni pallone che ha tra i piedi con giocate semplici ma dall’alto tasso di efficacia. Un suo intervento procura il rigore con cui apre la gara il Forlì, ma la sensazione è che sia stato eccessivamente severo l’arbitro più che irruento in capitano.
6 MEHIC. Fatica un po’ a entrare nel vivo del gioco e il ritmo non sempre fluido della manovra lo penalizza. Alle difficoltà però rimedia con una gara tatticamente ineccepibile, aggiungendo pure un lavoro efficace di interdizione che complica e rallenta spesso la manovra dei biancorossi.
6,5 ANDREOLI. Su di un campo così malmesso le sue qualità faticano ad emergere, rendendogli eccessivamente complicate le giocate nello stretto e le accelerazioni nello spazio. Lui comunque non demorde, provando a fare il suo gioco e la caparbietà viene premiata con il guizzo e il colpo di testa che regala alla Pistoiese una vittoria d’oro, molto più pesante dei semplici tre punti.
7 DI BIASE. La sua stella brilla luminosa in questo big match: prima serve un assist perfetto a Barzotti, poi si prende anche la gioia del gol credendo su un pallone su cui poteva anche non correre con tanta convinzione. Al posto delle gambe ha due tronchi di quercia, altrimenti non si spiega come abbia fatto a restare in piedi, vincere contrasti e a scattare di continuo su di un campo in cui quasi tutti hanno faticato enormemente a non finire a terra. (Dal 38’st MARTIN GOMEZ SV. Nel finale usa il mestiere per aiutare la squadra a portare a casa la vittoria).
7 BARZOTTI. Apre le marcature orange con un gol che sottolinea ancora una volta le sue qualità dentro l’area di rigore. Tocca il pallone con grazia ed efficace anche nel pantano del “Morgagni”, ma è encomiabile soprattutto per il grande lavoro in ripiegamento difensivo, diventando spesso un prezioso aiuto per la mediana, per altro dimostrandosi anche parecchi efficace in termini di palloni riconquistati. Suo anche l’assist per Andreoli. (Dal 30’st BIAGIONI 6. Entra con il piglio giusto in una gara ruvida e porta il suo mattoncino per erigere la muraglia che respinge tutti gli assalti dei rivali).
L’ALLENATORE: CONSONNI 6,5. La posta in palio è alta ma non per questo sceglie di snaturare il gioco della sua squadra. Però, rispetto al Forlì, è bravo ad adattarsi al campo, badando soprattutto a non far scoprire i suoi e a non lasciare spazi alle spalle della difesa o buchi in mediana. Nel finale, consapevole di avere la miglior difesa del girone, rinforza il muro orange e resiste agli assalti continui ma poco organizzati degli avversari. Pratico e concreto, coglie una vittoria che riapre definitivamente il campionato e tagli fuori dalla volata promozione il Forlì.
TOP E FLOP FORLÌ
IL MIGLIORE: CAPRIONI 6,5 Dinamismo, gamba e caparbietà sono le qualità con cui riesce a emergere come uno dei protagonisti della gara. La Pistoiese fatica a prendergli le misure, non caso riesce a entrare in ogni azione pericolosa del Forlì.
IL PEGGIORE: DE GORI 5 Il portiere del Forlì è come minimo rivedibile sulla seconda rete orange, quando nonostante il vantaggio in termini di distanza dal pallone rispetto alla punta della Pistoiese non riesce a intervenire con efficacia per bloccare la sfera e neutralizzare la minaccia. Ed anche sulla terza rete degli ospiti non è completamente esente da colpe.
IL MISTER: MATTIA GRAFFIEDI 6. Deve vincere e schiera una squadra che in campo cerca di attaccare dall’inizio alla fine. Passa in vantaggio ma la festa non dura nemmeno un minuto. La sua squadra biancorossa se la gioca alla pari con la Pistoiese, ma peccando di poco equilibrio, ben prima dell’assalto finale. Può giustamente recriminare per un palo quando la sfida era aperta, ma soprattutto per le poche e confuse le idee per cambiare il risultato della sfida negli ultimi venti minuti.
LA DIREZIONE DI GARA
Filippo Colaninno di Nola 6 Dubbi sul contatto che genera il rigore a favore del Forlì. Per il resto è bravo a lasciar scorrere la partita, importante per valore delle squadre e della posta in palio, senza ergersi a protagonista. Pur razionando i cartellini, forse anche eccessivamente, ha sempre in mano e sotto controllo la gara.




