Pistoiese, dal letame non nascono fiori

Il futuro della Pistoiese è una responsabilità collettiva: è giunto il momento che ognuno faccia la propria parte

Di Fabio Fondatori

Ci voleva Striscia La Notizia? Anche no. Le domande, giuste ed opportune, rivolte dall’inviata di Striscia al garante (dimissionario) del Trust che rappresenta la proprietà della US Pistoiese 1921 erano già state fatte, in questi anni, da giornalisti di Pistoia Sport e colleghi di altre testate locali. Ad esempio, nella conferenza del 27 dicembre 2023 fu chiesto a De Simone quale fosse il volume d’affari della Jade Group e da dove provenissero le risorse del trust (minuto 52-53 di questo video), mentre nella prima apparizione pubblica del garante, quella del 22 dicembre 2022, De Simone fu ripetutamente sollecitato sul ruolo all’interno della Omav, sulla sua posizione giuridica e sull’eventuale vicinanza con la Pistoiese (minuto 1-10 di questo video).

Niente di nuovo, quindi, ma con una differenza sostanziale. Quando queste domande furono fatte pubblicamente da giornalisti locali, questi furono tacciati di essere contro la Pistoiese; ora, le stesse domande, fatte da una televisione nazionale, in un momento in cui il vento verso la proprietà è cambiato, arrivano purtroppo quando i buoi sono già scappati. Diciamo la verità, fino a qualche mese fa era più comodo salire sul carro che guardare chi lo guidava. Chi lo ha fatto, ha preso le offese. Oggi, forse, è tardi per fermare lo scempio.

Purtroppo, nel caso delle vicende della Us Pistoiese si vede una città rassegnata, passiva e quasi divertita dall’ironia che circonda i personaggi della parabola societaria. Nessuna reazione concreta, se non parole al vento sui social, rispetto al lento ma inesorabile declino di un simbolo sportivo centenario di questa città. Gli unici a reagire, nel modo più giusto e dignitoso, sono stati quei tifosi che hanno deciso di disertare lo stadio. Dal resto della città, calma piatta. Si osserva quel che succede con il distacco divertito di chi sta guardando una commedia tragicomica sul pallone tipo Il presidente del Borgorosso Football Club. A parte qualche polemica politica, più di maniera che realmente propositiva, nessuno ha cercato di costruire soluzioni in grado di salvare il simbolo, la categoria (faticosamente conquistata) e l’amore sopito della città per gli arancioni.

Venti anni fa, non un secolo, ci sarebbe stata una reazione collettiva, di comunità, che non avrebbe permesso l’arrivo a Pistoia di situazioni non chiare. Ma l’epoca dei social porta ad isolarsi e a nascondersi dietro una tastiera, che diventa un’ascia per colpire presunti colpevoli e additarli a capri espiatori. Si accusano quelle istituzioni che negli ultimi anni hanno investito quasi due milioni per sistemare tribuna e Curva Nord dello Stadio Comunale portando la capienza a 4500, pur avendo solo 500 persone allo stadio. Si accusano imprenditori che per decine di anni hanno investito soldi loro in una passione sportiva collettiva, senza chiedere nulla in cambio se non la scritta su una maglia. Andando avanti così, si distrugge tutto e si allontanano anche i “buoni”.

Bisogna fare esattamente il contrario. Rimboccarsi le maniche e ripartire, ricostruire un’immagine positiva di questo simbolo, avvicinare risorse economiche locali e creare una speranza di rilancio. Le voci sui debiti dell’attuale proprietà allontanano i potenziali interessati, ma con progetti seri si può aggregare anche quell’imprenditoria pistoiese che per ora resta nella propria comfort zone. Il fatto che l’Us Pistoiese non sia un “affare” non vuol dire che si lasci andare tutto a ramengo. Il destino di un patrimonio di identità, valori e sentimenti come la Pistoiese è una questione di responsabilità collettiva.

Una last call per questo simbolo sportivo arriverà a giugno. Chi ha a cuore gli arancioni si prepari: ci saranno da fare delle scelte. E tutti potranno dare un contributo, costruendo ponti, progetti e relazioni. Mettendo da parte odio e personalismi. L’epoca delle divisioni tra pistoiesi ha fatto perdere il controllo della città su questo gioiello e l’ha portato al punto più basso nella sua storia centenaria. Ora Pistoia deve tornare ad unirsi per riprendersi il suo simbolo sportivo e sostenere le persone che hanno davvero un cuore arancione, come quegli eroi che ogni domenica vanno allo stadio per amore della maglia. Il futuro della Pistoiese dipende da tutti noi.

Redazione PtSport
Redazione PtSport
La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

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