Per la Pistoiese la bilancia continua a pendere ancora dal lato degli aspetti positivi ma il tema più caldo rimane quello degli arbitraggi
La Pistoiese torna dalla trasferta in casa del Renate senza punti, ma con la consapevolezza di aver comunque superato, eccezion fatta per il risultato, un difficile esame. La bilancia infatti è ricca anche questa settimana e fortunatamente continua pendere ancora dal lato degli aspetti positivi.
COSA VA
Su tutto la reazione degli arancioni, che hanno creato tanto dopo essere andati sotto nel punteggio, sfiorando per due volte la rete, con un assalto che seppur guidato dalle emozioni e dalla voglia di prendersi almeno un punto non è stato un assalto sconclusionato e scollegato, ma bensì un rigettarsi in massa nella metà campo avversaria cercando comunque di farlo con idee e praticità. Poi, ma questa non è più una novità, c’è la forza di un gruppo che ormai è padrone del proprio gioco e consapevole dei punti di forza. Anche con un’avversaria che adesso è seconda in classifica gli arancioni hanno giocato alla pari, concedendo solo in rare occasioni l’area ai rivali. In più, grazie alle ripartenze e un lavoro a tutto campo di Valiani e degli esterni, l’arma del contropiede è stata una baionetta con cui gli arancioni hanno creato grattacapi alla seconda miglior retroguardia del girone A di Serie C.
COSA NON VA
Ancora una volta, in una gara equilibrata e decisa dagli episodi, la squadra arancione ha mancato l’ultima zampata. I palloni per segnare ci sono stati, ma non è riuscita a metterli dentro e questo è ormai uno dei limiti cronici degli orange. Un po’ di difficoltà la squadra di mister Pancaro l’ha avuta anche contro il gioco a memoria del Renate che con una fitta trama di passaggi veloci e ravvicinati riusciva a trovare i buchi nella mediana arancione. Una difficoltà in cui ha pesato certamente l’equilibrio di un giocatore incisivo nelle due fasi come Bordin.
Anche il nervosismo finale della squadra orange, esasperata dalle scelte del direttore di gara nel recupero rischia di essere un boomerang che potrebbe presentare il conto nelle prossime gare. La frustrazione e la rabbia accumulata in gare come queste solitamente riesplodono, fragorose, ai primi fischi contro nelle gare successive. Ma perdere la serenità e la concentrazione in campo è un lusso enorme per questa Pistoiese.
UN FISCHIETTO PROBLEMATICO
Il tema più caldo comunque in casa Pistoiese è quello legato all’arbitraggio. Nel post partita mister Pancaro non ci è andato giù leggero con il direttore di gara, accusandolo di aver falsato la partita e il risultato. C’è poi una storia curiosa riferita al signor Luca Zufferli, che questa partita non doveva nemmeno arbitrarla e che oltretutto non è nuovo a errori, pure quando in campo c’è la Pistoiese.
Inizialmente infatti era stato indicato il signor Giuseppe Emanuele Repace di Perugia come arbitro dell’incontro, salvo poi dare forfait per un virus influenzale che lo ha costretto a letto. Così è stato chiamato Zufferli, già protagonista lo scorso anno di una partita molto discussa allo stadio Melani. era infatti lui l’arbitro del derby casalingo che gli arancioni di mister Asta persero 2-0 contro i bianconeri. Anche in quella serata il fischietto della sezione di Udine riuscì a lasciare il segno, espellendo il giocatore sbagliato del Siena dopo una rissa scoppia tra Fantacci e Bulevardi, senza contare poi altri fischi e decisioni con cui riuscì ad innervosire la gara e gli animi di tutti, in campo così come sulla tribuna. Basta poi digitare il suo nome sul web per scoprire che il fischietto friulano non abbia grandi estimatori anche in altre parti d’Italia, avendo segnato anche altre partite in giro per lo stivale. Insomma, uno che sovente incappa in errori, condizionando le partite come successo, almeno in parte, anche domenica al “Città di Meda”



