Il direttore generale della Pistoiese ha fatto il punto dopo il Consiglio Federale: «Improbabile che la C torni tutta in campo. Ma occorre trovare una soluzione per decretare promosse e retrocesse»
«Non sono stati tenuti in considerazione gli indirizzi emersi durante l’Assemblea di Lega Pro. Quanto deciso durante il Consiglio non accontenta la grande maggioranza dei club di serie C». Parola di Marco Ferrari, direttore generale della Pistoiese, che ha commentato in maniera tutt’altro che euforica la scelta del Consiglio Federale di non sospendere in via definitiva il campionato, come invece successo per le categorie dalla D in giù.
«Il Consiglio Federale però non ha sancito che dovremo tornare a giocare, ma che i campionati dovranno giungere a una loro conclusione naturale, magari rivedendo anche i format – ha sottolineato il figlio del presidente arancione Orazio Ferrari – Bisognerà insomma stabilire promozioni e retrocessioni. Quali strade percorribili? Completare la stagione disputando le partite che mancano è, per tutta la serie C, un’ipotesi improbabile, quasi dannosa, che difficilmente potrà realizzarsi».
E il dg della Pistoiese ha spiegato i motivi di questo. «Attualmente il protocollo sanitario è uguale dalla A alla C: in terza serie è impossibile reperire il numero sufficiente di tamponi e mantenere la distanza di sicurezza. I nostri centri sportivi non sono adatti a questo tipo di prescrizioni. Per non parlare di un aumento dei costi, che metterebbero a rischio la sopravvivenza della serie C, anche perché le entrate sarebbero minori rispetto a una stagione normale».
Allora, come si può districarsi da questa situazione? «Uno scenario plausibile può essere quello di disputare playoff e playout, coinvolgendo quattro squadre per il discorso promozione e altrettante per quello legato alle retrocessioni. Questo consentirebbe la ripresa di un numero ristretto di società, magari aspettando un altro mese, sperando che la situazione sanitaria migliori e che i protocolli di sicurezza diventino più attuabili anche in C».



