Dopo la pessima prestazione di Alessandria, mister Asta ha cambiato la sua Pistoiese e la squadra ha inanellato due preziosissime vittorie consecutive
Sull’orlo del burrone la Pistoiese ha infilato due vittorie che potrebbero aver fatto svoltare definitivamente la stagione. Il successo di Siena e il bis in casa con il Cuneo hanno dato quella continuità di risultati che era sempre mancata nella stagione. Gli arancioni ci sono riusciti dopo il primo tempo orribile di Alessandria e quella prestazione, contrapposta all’adrenalinica bagarre dei primi quarantacinque minuti del “Franchi”, dimostra in pieno la trasformazione totale subita dalla squadra in meno di tre giorni.
Cosa ha cambiato in particolare la Pistoiese in queste ultime due uscite? Gli aspetti più evidenti sono la nuova fisionomia e la conformazione dei tre reparti. La difesa ha beneficiato dell’avvicendamento di Meli con Pagnini, con quest’ultimo che ha dato più sicurezza a tutto il reparto arretrato. Poi è cambiata la stessa linea difensiva, con la scelta di passare a quattro uomini, mossa che con il passare dei minuti, dopo l’avvio balbettante a Siena, ha pagato ottimi dividendi, facendo rischiare poco o nulla agli orange. In attacco è stata bocciata la soluzione con Momentè e Fanucchi insieme e appaiati davanti, una versione della coppia che con l’affiancamento orizzontale invece che verticale non riusciva a essere produttiva. La mossa più significativa di mister Asta però è stata quella di ridisegnare il centrocampo con un trio atipico, schierato per la prima volta a Siena e poi riproposto in casa con Cuneo. Regoli-Picchi e Luperini rappresentano la versione più duttile imprevedibile della mediana arancione. Senza un playmaker tradizionale la squadra ha cercato di costruire meno in maniera orizzontale e più in verticale. Merita di essere sottolineato poi come i tre sono riusciti a rifornire l’attacco, ovvero prendendosi l’incombenza tra i piedi e con strappi e progressioni portando fisicamente e attivamente la palla nella trequarti avversaria. Le caratteristiche di inserimento dei tre e le loro peculiarità sono servite a equilibrare in modo nuovo la pattuglia in mezzo al campo.
Mister Asta ha vinto questa scommessa e non era scontato. Luperini è rimasto uno dei più costanti nell’arco della stagione e i dieci gol segnati sono lì a dimostrarlo, ma gli altri due erano in calo e in enorme difficoltà. Regoli, confinato nel ruolo di esterno basso della difesa a cinque, posizione in cui non si sentiva troppo a suo agio, stava vivendo una pericolosa involuzione che sembrava non avere fine. Avanzarlo e dargli più libertà, riproponendolo in una zona del campo a lui più congeniale, è servito a recuperarlo in maniera importante, permettendogli di tornare ad essere, almeno per una settimana, il giocatore ammirato negli anni passati. Anche Picchi, che prima dell’infortunio era finito ai margini delle rotazioni, affossato da alcune prestazioni non positive, ha risposto da grande protagonista alla scelta di mister Asta di schierarlo da regista. Ha perso alcuni palloni importanti, ma il suo dinamismo e la sua capacità di trovare gli spazi palla al piede gli hanno permesso di mascherare la sua poca dimestichezza con quel tipo di responsabilità e di compiti. Così un centrocampo che sulla carta poteva sembrare pretenzioso si è rivelato vincente, grazie alle caratteristiche dei suoi interpreti e alla loro ”atipicità”, che ha spiazzato in difficoltà i rivali togliendogli punti di riferimento.



