La Pistoiese presenta il diesse Rosati e il tecnico Alessandrini. Caruso: «Massima disponibilità d’intervento sul mercato»
Si è svolta nella mattinata di martedì 25 gennaio la presentazione ufficiale di Gianni Rosati e Marco Alessandrini, rispettivamente direttore sportivo e tecnico della Pistoiese. All’evento hanno preso parte anche Alessandro Gammieri, amministratore delegato, e Rino Caruso, direttore generale: un’occasione per approfondire alcune questioni rimaste aperte negli ultimi giorni.
QUI GAMMIERI
«Finalmente possiamo svelare l’assetto societario al suo completo – ha esordito l’amministratore delegato della Pistoiese -. Siamo felici di essere accompagnati in questa avventura da persone di grande professionalità e che conoscono il calcio. Abbiamo voluto affidarci all’esperienza e alla conoscenza per centrare l’obiettivo che ci siamo prefissi».
«Ringraziamo Lopez per la grande professionalità che ha dimostrato in questi giorni – ha proseguito -. Quando c’è un passaggio di consegne è chiaro che alcune pedine possono mutare, tenendo ferma l’intenzione di fare il meglio per la città e la squadra. Del resto, solo chi non fa non sbaglia. L’assenza di Reggio Emilia? Una valutazione fatta per preservare il più possibile lo spogliatoio. La prestazione che c’è stata in campo è stata positiva».
«L’obiettivo, nell’immediatezza, è quello di rafforzare la squadra e salvare la categoria – ha chiosato Gammieri -. Ogni altra valutazione d’impegno da parte della proprietà è al momento superflua. Gli investimenti si fanno in maniera oculata e ponderata in base alla categoria di appartenenza. Soltanto dopo il conseguimento della salvezza saremmo in grado di programmare un progetto in serenità. Per quanto impellente, ogni discorso riguardante la Holding Arancione e il futuro presidente della Pistoiese è rimandato a dopo la finestra di mercato. A inizio febbraio, vedrete, ci saranno novità rilevanti».
«Stefan Lehmann si è rivolto al mio studio per varie consulenze in materia tributaria e legale – ha spiegato l’avvocato napoletano -. In questo frangente ha molto apprezzato l’onestà intellettuale manifestata da me e dal mio studio quando abbiamo presentato i nostri dubbi riguardo a un suo possibile ingresso nel mondo del calcio. Da qui la proposta avanzata nei miei confronti di ricoprire l’incarico di amministratore delegato alla Pistoiese. Non ho mai operato in ambito calcistico, per questo sono felice di essere accompagnato da persone note e con ampie conoscenze».
«Con Rino (Caruso, nda) ci conosciamo da diverso tempo – ha concluso Gammieri -. Collaboravo con uno studio di Napoli situato nello stesso palazzo dove Caruso aveva un ufficio: da lì alcune amicizie comuni ci hanno messo in contatto. In questa avventura volevo relazionarmi con persone competenti e che conoscessi, per questo l’ho contattato».
QUI CARUSO
«Chiedo scusa alla città e ai tifosi per il lapsus dell’ultima conferenza stampa, dovuto soprattutto all’emozione – ha esordito Rino Caruso, diggì della Pistoiese -. La comparsata a Striscia la Notizia? Prendiamola a ridere. Oggi si inizia a lavorare testa bassa e in modo molto professionale per l’unico obiettivo: la salvezza. Fino al 31 gennaio saremo concentrati al massimo sul rafforzamento dell’organico. Per questo ci siamo affidati a un’istituzione del calcio come Gianni Rosati. Da parte della proprietà c’è stata la massima disponibilità d’intervento sul mercato. Al momento non c’è un budget preciso, ma il direttore sportivo ha carta bianca. Stefanelli? Di comune accordo abbiamo stabilito la rescissione consensuale del contratto».
«L’assenza di Reggio Emilia? Ne avevamo parlato con il team manager, Vanni Pessotto – ha annotato il dirigente dell’Olandesina -. Essendoci stata la cessione di quote giovedì scorso, ci era sembravo doveroso non destabilizzare lo spogliatoio in vista di un difficile impegno come quello contro la Reggiana. Per quanto riguarda Alessandrini e Rosati non c’erano stati proprio i tempi tecnici. Il rapporto con i tifosi? Dopo aver rafforzato la squadra inizieremo a interfacciarci con la tifoseria, ma è il campo che deve parlare. Con i risultati cercheremo di ricompattare l’ambiente».



