Pistoiese, gara al limite del paranormale. E Arezzo fermato sull’1-1

Termina in pareggio la pazza gara tra Pistoiese e Arezzo. Tra infortuni e pioggia, Cutolo e Stijepovic vanno in gol spartendo la posta in palio

Una gara al limite del paranormale quella tra Pistoiese e Arezzo. Dalla sospensione causata dall’infortunio al primo assistente, alle sventure capitate a Stijepovic e Terigi, passando per l’espulsione di Llamas e il gol subìto dagli arancioni dopo appena 1′ di gara. Il risultato finale è di 1-1.

Una prima frazione rocambolesca, aperta dal fulmine a ciel sereno di Cutolo e chiusa dalla marcatura di Stijepovic. Nel frattempo dieci minuti di sospensione per l’accidente capitato a Marco Trinchieri di Milano. Nella ripresa tanto tatticismo e un gol annullato a Gucci per posizione di fuorigioco.

La Pistoiese porta a casa un punto prezioso contro una formazione di buon livello, al termine di una partita davvero singolare. Impossibile dare giudizi diversi da questo, in una giornata che ha visto così tanti saliscendi tecnici ed emotivi.

Un punto che muove la classifica, elevando gli arancioni a quota 21 punti. Sabato 7 dicembre (ore 15) la Pistoiese di Giuseppe Pancaro va a far visita alla Pro Vercelli, sconfitta dalla Carrarese nella gara odierna.

SI ALZA IL GELO Partenza da dimenticare per la Pistoiese, subito sotto al 1′. Gli arancioni indugiano troppo, permettendo a Tasso di servire al limite Cutolo: il bomber si rivela per quello che è, freddando Pisseri con una conclusione destinata all’angolino. Ma le disgrazie non finiscono qui: due minuti più tardi Terigi si fa male alla caviglia ed è costretto ad abbandonare il campo. Al suo posto il giovane Capellini. Al 16′ Gucci cade in area di rigore, ma il direttore di gara non ravvisa il fallo. Due minuti più tardi l’ex Pro Patria si rende pericoloso in ripartenza, trovando la deviazione in corner del portiere avversario.

GARA SOSPESA Il primo assistente dell’arbitro, Marco Trinchieri di Milano, si fa male al 19′: una situazione inedita e che prende tutti alla sprovvista, non essendovi sostituti che possano subentrargli. Si decide per la sostituzione in blocco dei due guardalinee: al loro posto i team manager delle due squadre, Vanni Pessotto per la Pistoiese e Marco Capaccioli per l’Arezzo, salvaguardando il principio di equità richiesto alla classe arbitrale.

RISPOSTA ARANCIONE Dopo dieci minuti di sospensione, si riprende a giocare. La Pistoiese non indugia un attimo, aggredendo la partita come non fosse accaduto niente. Al 28′ gli arancioni colgono il meritato pareggio con un’azione corale iniziata da Llamas, portata avanti da Cappelluzzo e conclusa ottimamente da Stijepovic, che da pochi passi scocca un mancino imparabile. La restante parte della frazione è caotica e anti-tattica: un concentrato di emozioni, insomma.

RIPRESA IN EQUILIBRIO Il secondo tempo capovolge il canovaccio della prima frazione, inaugurando quarantacinque minuti di tatticismo. La Pistoiese appare troppo molle, il centrocampo penetrabile, mentre l’Arezzo si nutre di un’inedita vitalità. Al 5′ sono gli ospiti a rendersi pericolosi con il mancino di Belloni destinato sopra la traversa. Al 15′ Stijepovic si fa male e abbandona la partita: al suo posto Cerretelli.

UOMO IN MENO Tutto cambia al 29′ della ripresa, quando Llamas – già sanzionato dall’arbitro – viene ammonito per la seconda volta e perciò espulso. Giuseppe Pancaro ridisegna l’assetto della squadra inserendo Morachioli e Mazzarani per Cappelluzzo e Ferrarini: un 4-4-1 serrato per tenere il risultato ma non abbassarsi troppo. L’Arezzo spinge con tutte le proprie forza, ma sono gli arancioni ad andare in gol al 42′ con Gucci: rete prontamente annullata dal direttore di gara (magistrale nel suo triplo ruolo, al di là di tutto, ndr) per fuorigioco. É l’occasione che chiude la partita.

IL TABELLINO

Leonardo Agostini
Leonardo Agostini
Laureato in Beni Culturali all'Università di Firenze e in Storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, amante del calcio e dello sport in generale. Scrivere è una passione e un gioco, la domenica allo stadio un vizio che non ha il coraggio di togliersi.

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