I commenti del post-partita di Pistoiese-Giana Erminio, 27° giornata di Serie C Girone A 2017/18, con le impressioni di mister Indiani, di Viviano Minardi e di Riccardo Nardini
I numeri impietosi delle ultime settimane certificano il momento più difficile della Pistoiese. In sala stampa, al termine della gara con la Giana Erminio, il nervosismo di mister Indiani è palese. L’allenatore degli arancioni si rende protagonista di uno show quantomeno disdicevole in cui molto spesso si altera, rispondendo in maniera ironica alle domande dei giornalisti e spesso interrompendoli ancor prima che potessero terminare le domande e le riflessioni da condividere con lui.
“Il pari ci può stare – dice il tecnico di Certaldo – nel primo tempo siamo andati molto bene, la Giana Erminio davanti ha qualità da alta classifica, in opposto, nella fase di non possesso, ha dei limiti come si è visto. Il rammarico è di non finire una gara senza subire gol. Potevamo raddoppiare o andare in vantaggio dopo il loro pareggio. Sono contento anche della partita che abbiamo fatto a livello tattico, la partita era questa, senza ombra di dubbio”.
Il mister dunque assolve la squadra e difende lo schieramento ultra difensivista e con una sola punta proposto per gran parte della partita, a dimostrazione che l’obiettivo della giornata era quello di non perdere in casa contro una squadra che aveva appena tre punti in più in classifica e che ha tenuto in panchina uno dei due attaccanti titolari. “Il primo tempo siamo andati bene, non era facile ripeterlo. Noi volevamo stare chiusi e ripartire, siamo più bravi ad attaccare, però per farlo bisogno avere la forza e tante cose che adesso non abbiamo. Questo è un campionato equilibrato, puoi vincere o perdere con tutte. La partita di Cuneo era uno spartiacque per andare in una certa direzione – aggiunge ancora Indiani – purtroppo è andata male e ne portiamo le conseguenze anche ora”.
L’analisi del mister continua, diventa un fiume in piena, ma certe considerazioni diventano quasi alibi per difendere il suo lavoro, prima di passare al classico clichè del “noi contro il resto del mondo”, per provare a compattare un ambiente visibilmente insoddisfatto, il tutto esternato alla presenza della triade composta dal presidente Orazio Ferrari, dal direttore generale Marco Ferrari e dal direttore tecnico Federico Bargagna, attenti ascoltatori insieme alla platea di giornalisti.
“I tifosi contestano? Pagando hanno il diritto di fare quello che vogliono – conclude Indiani – I ragazzi danno tutto, sia in campo che in allenamento, ci metto la faccia e sono orgoglioso di allenare un gruppo così. Nessuno nota la crescita fatta fino ad ora, il grande lavoro fatto con questi ragazzi, i progressi di Vrioni, Minardi e degli altri ragazzi. Nessuno nota che noi giochiamo con due ’98 e due ’97 mentre gli altri non hanno nemmeno un giovane. Fino ad oggi abbiamo fatto un grosso, grosso lavoro. Nessuno nota che stanno mancando Mulas e Quaranta dalla partita con il Livorno, due ’97, altrimenti con loro oggi avremmo giocato con sei ragazzi tra il ’97 e il ’98”. Tutte annotazioni vere, legittime, ma che in questo momento rischiano di passare come giustificazioni piuttosto che come meriti.
MINARDI Anche i giocatori in sala stampa confermano la linea espressa dall’allenatore, ovvero che la squadra era scesa in campo per non perdere.
“Non dico che sia un punto guadagnato, ma comunque può starci – spiega il centrocampista andato in gol – la Giana è una squadra che da metà campo in su ha messo in difficoltà anche le squadre di alta classifica”. In una giornata in cui il pubblico a fine gara ha contestato la squadra e in cui in termini di presenze si è raggiunto numeri da minimi storici, per Viviano Minardi resta comunque l’orgoglio di aver segnato la seconda rete stagionale, a conferma della crescita di un ragazzo che partito senza troppi clamori si è riuscito a ritagliare un posto quasi sempre assicurato nell’undici di mister Indiani.
“Sono felicissimo per il gol, non potevo chiedere di meglio. Peccato che per la seconda volta con la mia rete sia arrivato solo un pareggio. Riguardo al momento della squadra posso dire che la partita di Cuneo ci ha smosso qualcosa, anche se in settimana continuiamo a lavorare sodo e bene come abbiamo sempre fatto – aggiunge ancora Minardi – non credo che la squadra sia in calo fisico, anche i dati dei gps a fine partita dicono che spesso nella ripresa corriamo di più, il fiato in campo non manca, semplicemente questo è un momento in cui tutto ci sta girando male”.
Ritornando poi al pareggio con la Giana Erminio il centrocampista arancione sottolinea il valore e la pericolosità degli avversari, a dimostrazione di come effettivamente la Pistoiese sia scesa in campo temendo enormemente i rivali. “Vedendoli nei video avevamo notato le loro peculiarità in fase di palleggio e in fase offensiva. La Giana in campo ci ha costretto ad abbassarci durante la loro fase di palleggio, a loro volta però hanno rischiato qualcosa esponendosi alle nostre ripartenze – aggiunge ancora il centrocampista classe ’98 – credo che nel primo tempo la partita comunque l’abbiamo fatta noi”.
NARDINI Sulla stessa lunghezza d’onda anche le parole di Nardini che spiega perché secondo lui la Pistoiese non ha demeritato rispetto agli avversari. “Non credo che la Giana abbia meritato più di noi, se non per le giocate di un singolo. Sapevamo come giocavano e che ci avrebbero concesso più profondità – ha detto l’esterno orange – noi andiamo in campo sempre per il bottino pieno, nelle ultime due gare siamo andati in vantaggio e poi ci hanno ripreso, ai punti forse avremmo meritato più di vincere con l’Olbia che oggi”. Da giocatore esperto Nardini continua la sua analisi mettendo bene a fuoco gli obiettivi per il prossimo futuro. “Cerchiamo di raggiungere la salvezza il prima possibile, l’importante comunque sono le prestazioni e quelle ci sono sempre state, non siamo una squadra che si fa mettere sotto dagli avversari. Continuiamo a lavorare – conclude Nardini – sabato ci aspetta una partita difficile, sarà un bel derby e noi andiamo la per fare bottino pieno”.


