Pistoiese, giocatori e staff vanno comunque celebrati

La stagione non è finita e la squadra, ora più che mai, ha bisogno del popolo arancione. Per riprovarci serve puntare sui quattro pilastri di questo campionato

La Pistoiese non ha vinto il proprio girone di Serie D, ma i giocatori e lo staff tecnico arancione meritano solo applausi per quello che hanno saputo fare in campo. Il lieto fine sperato e sognato dalla piazza è sfumato a novanta minuti dalla fine, ma di emozioni questo gruppo ne ha regalate tante. Le lacrime di tutti a fine gara hanno testimoniato una delusione profonda, quella di una realtà che non ha visto quasi mai la strada spianata nella rincorsa eroica e durissima di questi ragazzi, comunque capaci di far risplendere il colore arancione. La Giana Erminio ha vinto il campionato, la Pistoiese chiuderà il girone D al secondo posto, ma con distacco così risicato è giusto avere più di qualche rimpianto per una stagione che resta comunque bella ma che non ha portato, per il secondo anno consecutivo, al raggiungimento dell’obiettivo fissato.

Nemmeno la spinta della Curva Nord, finalmente riaperta dal Comune dopo la chiusura nel 2018 e i lunghi lavori per poterla restituire al cuore pulsante del tifo orange, è servita a regalare un lieto fine all’annata dell’Olandesina. Al netto di qualsiasi riflessioni e relative analisi, adesso è il tempo di celebrare quanto questi ragazzi hanno saputo dare e trasmettere alla piazza di Pistoia. Il merito è di questi giocatori, di Consonni e del suo staff, capaci di fare quadrato e di trovare stimoli ed emozioni per rimettere in piedi un’annata partita oggettivamente male. Il sorriso di questi uomini, la loro gioia sfrenata e contagiosa nell’inizio della rimonta a gennaio, come anche e soprattutto nelle otto vittorie consecutive da inizio febbraio alla fatal Corticella, resterà impressa negli occhi e nel cuore di molti. E aver ricucito il distacco, arrivando anche a godersi alcune settimane in vetta alla classifica, è un traguardo temporaneo che non deve essere dimenticato

C’è una certezza in questa stagione dell’Olandesina: dalla settimana prima di Natale, quando sembrava già tutto irrimediabilmente compromesso nell’universo arancione, è iniziata la rincorsa epica di questo gruppo che ha dimostrato di essere composto da veri uomini. Quelli che hanno parlato chiaro ai propri tifosi e alla città al termine della gara vinta in casa con la Correggese al Melani e che hanno fatto una promessa, mantenuta, quella di dare tutto per la causa, onorando fino in fondo la maglia che indossavano. E così è stato. Anche per questo, in questa che è la settimana sportivamente più pesante da far passare, il popolo arancione non deve lasciare soli questi ragazzi. Gli appalusi convinti e commossi di tutto il Melani questa domenica, a fine partita, sono stati il grazie più sincero che poteva esserci, ma altrettanto doveroso è far sentire questo entusiasmo al gruppo anche per tutta la settimana, fino a domenica prossima a Correggio, scortando la squadra in campo con tutta la marea arancione anche per quest’ultima partita di campionato che non sarà più decisiva per la vittoria finale ma che è comunque un’altra pagina ricca di storie e volti per un gruppo che si è meritato la stima e l’affetto della piazza.

Le squadre importanti nascono su una spina dorsale forte ed è giusto per questo celebrare i tre assi arancioni, uno per reparto, Francesco Viscomi, Andrea Caponi e Matteo Barzotti, che hanno fatto la differenza fuori e dentro il campo, mettendoci sempre la faccia, nei momenti belli come in quelli più complicati, trascinando i compagni a sfiorare e accarezzare il sogno di una promozione che per la rincorsa lunga che l’ha caratterizzata avrebbe assunto i contorni della leggenda. Resta poi evidente il lavoro del mister Luigi Consonni, capace da novembre di timonare la barca arancione collezionando ottimi risultati sul campo e trasformando un gruppo smarrito ma importante per nomi e valori in una fenice in grado di risorgere e splendere sotto il sole nascente di una nuova alba arancione. A lui, che con il suo lavoro ha fatto diventare la Pistoiese una squadra capace di correre nei risultati e che con il suo modo di fare e di essere ha permesso alla piazza di tornare a sperare, bisogna dire grazie, celebrandolo come se avesse compiuto la missione, anche perché è quello che ha fatto, sfiorando un risultato clamoroso dopo aver preso la squadra in un abisso sportivo.

La speranza e l’auspicio è che da questi quattro moschettieri la Pistoiese possa ripartire per riprovarci, consapevole degli errori commessi in questa stagione e più matura per affrontare un campionato di Serie D che ha mostrato di essere difficile e non particolarmente benevolo nei confronti dei colori arancioni. Con questi quattro pilastri il futuro in campo dell’Olandesina ripartirebbe da basi solidissime e i giovani potrebbero crescere ben indirizzati al loro fianco, come del resto successo anche in questa stagione. Coltivare, dunque, sin da ora il futuro, ma senza perdere di vista il presente. C’è una stagione da finire e dei playoff da onorare, dando ancora il massimo, fino a che questo gruppo ne avrà. E fino ad allora questi giocatori e questo staff dovranno sentire forte e vivo il calore di Pistoia. Spetterà a tutti fare in modo che resti accesa e calda la fiamma dell’entusiasmo e della gratitudine che è divampata tra questi ragazzi e la gente dello stadio Melani.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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