«Decisiva la volontà di Dolci e Pancaro – ha detto Dametto -. Le mie caratteristiche? Più veloce che robusto». «Qui per migliorare, sono un esterno da 4-3-3 che sfrutta dribbling e velocità» ha raccontato il giovane Morachioli
Si sono presentati Paolo Dametto e Gregorio Morachioli: i due neoacquisti della Pistoiese che simboleggiano il mix tra esperienza e gioventù voluto fortemente dal direttore sportivo Dolci e da tutta la società.
Dametto, difensore centrale scuola Cagliari, ha vissuto una stagione difficile alla Feralpisalò e a tal proposito ha parlato così: «Quando sono arrivato a Salò fisicamente non ero al massimo quindi mi sono dovuto rimettere in pari con gli altri, poi ho iniziato a giocare con costanza ma ho avuto un problema al collaterale e la mia stagione è praticamente finita lì, nonostante tutto il rapporto col mister e con l’ambiente è sempre stato buono. Mi ritengo un difensore centrale atipico, più veloce che robusto, mi piace giocare palla a terra e questo piace anche al mister». Dametto ha poi spiegato perché ha scelto la Pistoiese: «Mi hanno cercato anche altre squadre ma la volontà del diesse e del mister è stata decisiva, Pancaro è un allenatore umile e disponibile, richiede tanto lavoro e pretende attenzione ma se ti metti a disposizione ti dà le chance di fare bene».
A parlare è stato poi Morachioli, in prestito dallo Spezia, che ha parlato del suo passato e delle sue caratteristiche tecniche: «L’anno scorso sono stato nel giro della prima squadra con Marino anche se non ho avuto modo di esordire, ho scelto Pistoia per imparare e migliorare il più possibile; sono un esterno offensivo da 4-3-3, mi piace puntare l’uomo per poi saltarlo col dribbling e la velocità. Per ora mi sto adattando bene, a titolo personale mi pongo come obiettivo fare un buon numero di gol e assist». Morachioli ha anche giocato due stagioni nella primavera della Juventus, prima con Grosso allenatore e poi con Del Canto: «La prima stagione andò bene, la seconda un po’ meno a causa di un modulo non adatto alle mie caratteristiche, l’esperienza juventina è stata molto formativa ed allenarsi con la prima squadra mi ha dato emozioni uniche». «Mi ispiro a Douglas Costa -la chiosa – ha qualità fisiche e tecniche impressionanti».



