Nel giorno del trionfo della Pistoiese il patron tedesco è riuscito a riportare entusiasmo ad uno stadio pieno come non lo si vedeva da tempo
Il patron Stefan Lehmann allo stadio Melani è stato un evento nell’evento. La sua presenza, da sola, è bastata a caricare ed elettrizzare pubblico, squadra e dirigenza che hanno risposto nel migliore dei modi al suo arrivo. 790 presenze sugli spalti, vittoria rotonda in campo e ultimo posto abbandonato. Già dal pre partita è uno show targato Stefan Lehmann. Il patron degli arancioni, alla prima partita da spettatore allo stadio Melani, si presenta in mezze maniche, indossando la maglietta da gioco dell’Olandesina con dietro il numero uno e il suo cognome, quella regalatagli dall’ex presidente Orazio Ferrari il giorno della firma del passaggio delle quote, lo scorso 20 gennaio. Intervistato ai nostri microfoni, emozionato, si è lasciato andare ad un pronostico: 2-0 per la Pistoiese, una previsione poi rivelatasi fin troppo riduttiva per la giornata degli arancioni.
Poi, una volta salito al suo posto in tribuna centrale, il saluto ufficiale dello speaker dello Stadio Melani, Yuri Baccelli, seguito dall’applauso insistito e scrosciante del pubblico per il suo patron, con Lehmann che una volta informato che gli applausi erano per lui si è alzato salutando e ringraziando il pubblico. E poi, ancora, in piedi insieme al presidente dell’US Pistoiese, Giancarlo Iacoviello, al momento dell’ingresso della squadra arancione in cambio. Poi l’urlo, suo insieme a tutto il Melani, per il gol della Pistoiese all’11 con Sottini, sventolando la sciarpa arancione e festeggiando insieme al resto della dirigenza. Scena identica anche al secondo gol, quello di Di Massimo e poi ancora per quello di Martina.
Quando infine l’arbitro ha assegnato i tre minuti di recupero a fine partita, Lehmann lascia la tribuna centrale per gettarsi in mezzo ai tifosi e festeggiare la vittoria della sua squadra nel derby con la Carrarese. Un vero capopopolo, che ha incendiato la domenica arancione con genuinità e spontaneità. L’abbraccio sanguigno con i tifosi è stata una scena d’altri tempi, che per pochi attimi ha fatto dimenticare il Covid, il passato e le delusioni. Anche perché per un pomeriggio al Melani ci sono stati solo pensieri ed emozioni positive. Una rarità, ma piacevolissima.


