Il tecnico della Pistoiese amareggiato in sala stampa dopo la sconfitta contro il Pisa: «Partita perfetta, poi l’ennesimo errore ci ha condannati. Dimissioni, ma scherzate?»
«Dimissioni, ma scherzate?». Il post partita di mister Indiani inizia in toni blandi ma alla domanda riguardo un suo eventuale passo indietro non le ha mandate a dire. «Le darei se la squadra non fosse con me ma io ho una professionalità e poi sono io. Lo trovano uno meglio di me a livello di C? Vero che abbiamo due punti in cinque giornate ma io sono della mia idea, non sono certo uno che esordisce in C, non scherziamo. Dai le dimissioni quando la squadra ti dice ma cosa racconti, quando ti sfiduciano». Il ko interno con il Pisa ha rinviato ancora l’appuntamento con la vittoria, fino alla doppia sciocchezza di Muscat però la squadra aveva giocato alla pari con gli avversari, lasciando presagire anche un finale diverso. «Incredibile, ero contentissimo. Stavamo facendo una partita bellissima alla pari con il Pisa. Il triplo errore non possiamo permettercelo: se fai un errore non fare rigore, si sarebbe andati sotto 0-1 ma almeno si ripartiva in undici. Purtroppo sono troppi gli sbagli dall’inizio dell’anno e non puoi pararne uno ogni giorno». Il mister predica calma, difficile però spiegare le ragioni profonde di quanto accaduto in queste prime cinque partite, tutte ugualmente sciagurate. «Noi diamo tutto il nostro massimo, sembra che quest’anno ci sia qualcosa che non va. Non puoi fare una partita del genere senza rischiare niente fino al 50’, anzi riuscire noi ad impegnare il loro portiere senza che il nostro avesse ancora fatto una parata. Dopo il secondo gol era chiusa, 2-0 e uno in meno era un’utopia sperare di recuperarla». Continuando poi la sua analisi il mister tocca tutti i temi, dalle panchine ripetute per i veterani dell’attacco al rendimento del centrocampo, fino al valore della rosa attuale rispetto a quella passata. «Minardi è rotto dalla prima di campionato, Vitiello si è allenato mezz’ora in quindici giorni, l’organico però è questo e lavoro con questo, sono abituato ad avere anche di peggio, figuriamoci. Riguardo a Cellini e Fanucchi in panchina dico che evidentemente i due che giocano al loro posto rendono meglio di loro. I risultati dicono che in questa stagione siamo inferiori allo scorso anno, sbagliavamo anche nella passata stagione ma non commettevamo errori così, in questo non c’entra nulla la squadra. Non possiamo rimanere in dieci per una pallonata da quarantacinque metri. Io credo che fino a quella situazione lì la Pistoiese aveva fatto una partita bellissima. Se il problema sono io la situazione si risolve facile, fino ad ora ho sentito sempre la fiducia della società che è totale, casomai non così per quel che riguarda il pubblico». Il messaggio del condottiero arancione è chiaro: lui rimane a bordo pur con il mare in tempesta, da capire però se la società sarà disposta ad aspettare che le onde si plachino e ritorni la bonaccia.


