Il direttore generale della Pistoiese ha spiegato che ci saranno delle iniziative collaterali alla gara. Per l’occasione sarà rispolverato un particolare trofeo risalente all’ultima sfida con i bianconeri
La Pistoiese aspetta domenica la Juventus under 23 e anche volendo questa non potrebbe essere una partita come le altre. Il blasonato club di Torino, anche se con la squadra B, quella dei giovani, rappresenta l’appuntamento più scintillante della stagione e per l’occasione la società arancione vuol davvero fare una grande festa. A introdurre la sfida affascinante contro i bianconeri è stato Marco Ferrari, direttore generale della Pistoiese, che ha spiegato perché questa gara è tanto importante per l’ambiente arancione. «A prescindere dalle diverse opinioni sulle squadre B e sull’evoluzione di questo progetto, affrontiamo il club più importante in Italia, che ha un appeal diverso rispetto a tutte le altre squadre. In campo sarà una partita come le altre, con punti importanti in palio, però credo che sia anche un avvenimento di richiamo per i nostri tifosi, sia per quelli che hanno vissuto l’ultima sfida in Serie A nella stagione ’80-’81, sia per quelli più piccoli che seguono la Juve».
Il direttore generale della Pistoiese ha continuato spiegando le iniziative collaterali alla gara, un programma davvero ricco e che vedrà tutto l’universo orange schierato al “Melani” per l’evento. «Vogliamo che i nostri tesserati più piccoli, più di trecento ragazzi, possano scendere in campo per vivere il contatto con i nostri calciatori e con quelli bianconeri. Tutti sfileranno in campo nella pausa tra i due tempi, faremo le foto ufficiali della stagione e i più piccoli dell’Academy accompagneranno anche le squadre e la terna durante l’ingresso in campo. Ci sarà una cornice particolare, credo che i più piccoli sarà una bella occasione, per i nostri giocatori invece uno stimolo in più a far bella figura, anche perché ci sarà davvero tutta la Pistoiese sugli spalti del Melani». Certamente non ci saranno le ventinovemila persone della partita di Serie A del 1981, ma comunque il colpo d’occhio si annuncia notevole, considerando anche che tanti tifosi presenzieranno a questa curiosa sfida. Inoltre, considerando che il giorno precedente la prima squadra sarà impegnata a Firenze in campionato, non è da escludere che qualche dirigente possa fermarsi in Toscana per assistere anche alla sfida di Pistoia.
A vegliare sulla sfida ci sarà anche un particolare trofeo, rispolverato per l’occasione e conservato con cura dall’ultima sfida con i bianconeri. A spiegarne la storia e il significato è stato Fabio Fondatori, club manager degli arancioni. «Ero in gradinata durante l’ultima partita con la Juve. Come allora, anche domenica a bordo campo ci sarà il trofeo realizzato da Marcello Melani nel 1975 per profetizzare il ritorno della Pistoiese in Serie A. Il cimelio fu consegnato nelle mani di Ivano Calandri, presidente del tifo organizzato “club arancioni fedelissimi”, l’unico esistente al tempo. L’auspicio di Melani era quello di consegnarlo al capitano della Juventus quando questa avesse sfidato la Pistoiese, cosa che infatti avvenne nel 1981 quando Giuseppe Furino, sul prato del Melani, ricevette il cimelio». La simbologia forte, quasi fosse una sorta di profezia e di filo rosso che unisce la squadra di allora con quella di oggi, non mancherà dunque nemmeno domenica. «Vogliamo che sia ancora di auspicio per un futuro sempre più positivo ma anche come testimonianza di una società ambiziosa, che ha l’obiettivo di fare sempre meglio. La passione e la felicità è quella di portare Pistoia ad una categoria più importante, vorremmo rivivere quella che è stata una stagione di gloria –ha aggiunto ancora Fondatori- la partita di domenica è una soddisfazione, segna la crescita di una società che è al quinto anno tra i professionisti, l’invito per tutti è quello di venire allo stadio e godersi lo spettacolo».
Del resto la serata si annuncia magica e quello che accadrà sul rettangolo verde di gioco sarà solo una parte dello spettacolo. sarà un emozione che andrà ben oltre i novanta minuti, con l’auspicio che la storia si ripeta e che magari questo rappresenti solo l’antipasto di una giornata ancora più grandiosa in un prossimo futuro.


