Duilio Evangelista crede fermamente nella salvezza della Pistoiese: «Siamo compatti e uniti, sono sicuro che arriveranno anche i risultati»
«Quando ti chiama la Pistoiese come fai a dire di no?» Sono queste le parole che hanno battezzato il ritorno in arancione di Duilio Evangelista, che da gennaio fa di nuovo parte del progetto arancione, dopo aver vestito la maglia orange già nello scorso campionato. In estate c’era poi stato il passaggio al Barletta, prima del ritorno al passato e del secondo esordio nella sfida con la Sammaurese: «In questi mesi stare lontano dal campo non è stato semplice – esordisce Evangelista – e tornare a giocare è stato molto bello. Ci tengo a ringraziare la società e lo staff medico che mi hanno aiutato a rientrare molto prima di quanto pensassi. Hanno fatto un lavoro molto professionale, dimostrando di essere molto legati alla causa arancione».
A Barletta Evangelista è stato fermato da problemi fisici e non è mai sceso in campo, mentre lo scorso anno in maglia Pistoiese furono appena cinque le presenze: «Non so perchè ho giocato poco l’anno scorso – racconta il centrocampista – ma ormai il passato è passato. In Puglia avevo iniziato bene ma un problema di salute mi ha tenuto lontano dal campo per un paio di mesi. Quando poi mi sono ristabilito ho deciso di cambiare aria e la proposta della Pistoiese è risultata impossibile da rifiutare. Una piazza, una tifoseria e una storia come quella arancione sono rare da trovare in Serie D. Ero consapevole delle difficoltà societarie ma ho trovato un gruppo con enorme dedizione al lavoro e con uno spirito di rivalsa non comune. Credo e spero che i momenti difficili siano alle spalle e che andremo a Mezzolara con la volontà di vincere».
Nelle prime uscite sotto la gestione Parigi, la Pistoiese ha mostrato qualche debolezza difensiva di troppo. Al contrario, sotto il profilo del coraggio e della voglia di attaccare, le risposte sono state positive. «Per quanto si è visto in queste partite, abbiamo sofferto nel reparto arretrato. Per una squadra che vuole salvarsi, l’obiettivo principale è non prendere gol. Poi il modo per segnare lo si trova e sotto il profilo delle occasioni create abbiamo mostrato di potercela giocare. Sia a Carpi che con la Sammaurese siamo andati al tiro anche con difensori e centrocampisti, mancando però di precisione. Spero di aiutare la squadra anche segnando qualche gol, anche se in fin dei conti non importa chi mette la palla in rete ma solo i punti in classifica».




