Il mancato arrivo del centravanti over pesa parecchio sul voto finale del mercato della Pistoiese. L’uscita di Gucci, Cesarini e Camilleri certificano il fallimento del progetto tecnico pensato in estate
Che fine ha fatto la punta esperta tanto attesa in questo mercato di gennaio? Nell’ultimo giorno di trattative la Pistoiese ha chiuso con due partenze e un arrivo: Cesarini e Camilleri, girati in prestito rispettivamente a Piacenza e Viterbese, mentre è arrivato a titolo definitivo, fino a giugno 2021, il difensore centrale Marco Baldan dall’Arezzo, ma niente centravanti.
Che una punta over fosse una priorità per la Pistoiese non nasce da una suggestione giornalistica, ma da precise parole dei protagonisti arancioni nella conferenza stampa del giorno del passaggio di Gucci alla Vis Pesaro. Il suo sostituto sembrava in arrivo già nella settimana successiva alla partita con il Grosseto, in realtà è poi sfumato. L’identikit e l’oggetto del desiderio in avanti per mister Riolfo aveva anche un nome e cognome: Riccardo Barbuti, attaccante in forza al Fano. Il giocatore, accostato per tutto gennaio non solo alla Pistoiese ma anche ad altre piazze, è stato uno dei nomi più chiaccherati e cercati, a dimostrazione di come in un palcoscenico privo di grandi goleador anche profili meno altisonanti potessero suscitare grande interesse.
Alla fine Barbuti da Fano non si è mosso, nonostante la corte della Pistoiese che il sì del ragazzo probabilmente lo aveva anche strappato, senza però arrivare ad una quadra definitiva con il Fano che ha preferito tenerselo stretto in una situazione del genere, in cui le alternative scarseggiavano. Quando è diventato chiaro che Barbuti non sarebbe più arrivato, la Pistoiese ha vagliato diversi nomi alternativi, come confermato anche da Riolfo nell’ultima conferenza stampa in cui ha parlato di prime, seconde e terze scelte. Il risultato finale, per un motivo o per un altro, è che però la punta tanto chiaccherata in questo gennaio a Pistoia non è arrivata.
Così la cessione di Gucci, avallata da Riolfo, si è trasformata in boomerang pazzesco per la Pistoiese. Niente sostituto vero, perché Maurizi è un fantasista, al massimo adattabile da seconda punta, ma soprattutto è stata un’operazione che ha agevolato l’uscita di Cesarini e cautelato la Pistoiese numericamente per il reparto avanzato, mentre Rovaglia è l’under altrettanto atteso e cercato, ma un obiettivo diverso rispetto alla prima punta esperta e certamente un giocatore a cui ora non si possono affidare anche le aspettative in campo riservate ad un attaccante dal profilo ben diverso. Il mancato arrivo del centravanti, però, pesa parecchio sul voto finale del mercato della Pistoiese, in primis perché potrebbe aver scombinato i piani di mister Riolfo che con molta probabilità aveva ridisegnato nella sua mente un assetto e alternative ben precise per il suo undici titolare dalla cintola in su.
Giovanni Dolci ha assecondato in tutto e per tutto i principali obiettivi di mister Riolfo assicurandosi le prestazioni di Pezzi, Varga e Rovaglia, oltre a Maurizi, ma l’arrivo di una punta esperta doveva essere sicuramente la ciliegina sulla torta per dare la quadra definitiva alla rivoluzione di gennaio e completare un organico poi in grado di giocarsela con tutte le avversarie. Come ad infierire il coltello nella piaga, l’infortunio di Chinellato ha subito messo a nudo la criticità della Pistoiese e l’importanza della questione punta già nella prima partita di febbraio. Resta poi il capitolo cessioni, concretizzato con gli addii, temporanei, di Camilleri e Cesarini, che concluderanno la stagione altrove ma poi torneranno a Pistoia, avendo con la società arancione ancora un altro anno di contratto in essere. Le partenze dei due, insieme a quella definitiva di Gucci, rappresenta la cancellazione della colonna vertebrale della squadra pensata in estate, quella disegnata per mister Frustalupi, anche lui bocciato dai risultati sul campo.
Che il progetto della squadra del centenario fosse naufragato, almeno quello nella sua versione originale, era lampante già dall’addio con Frustalupi, che ne era il perno centrale. Le idee e le scelte di inizio stagione in questo gennaio sono state in gran parte sconfessate e riviste, sacrificate sull’altare della necessità, perché fallire, sportivamente parlando, in questa stagione, non è proprio accettabile.


