Alessandro Tomasi risponde alla nota della Pistoiese: «Fatte molte promesse, anche economiche, che non sono mai state mantenute»
Nella nota diffusa poche ore fa, la presa di posizione della Pistoiese era stata netta e sulla stessa linea d’onda lo è stata anche la risposta del sindaco Alessandro Tomasi. Nel proprio comunicato il club arancione aveva parlato di “silenzio assordante da parte delle istituzioni”, oltre che di un isolamento giunto da tutti gli attori politici e non solo “in quanto qualcuno non ci ritiene all’altezza della situazione o si accolla l’onere di giudicarci senza conoscerci”. Queste le parole di risposta da parte dell’amministrazione comunale.
LA RISPOSTA DELL’AMMINISTRAZIONE
Pistoia è una città sana, civile, in cui si tifa per passione e che ha una lunga storia calcistica. Nella serie A come – e soprattutto – nei momenti difficili, i tifosi non hanno mai abbandonato i colori arancioni. Le contestazioni fanno parte del calcio. Inutile girare intorno alla verità. Le offese, tutte, si condannano e non sono ammesse. Ma va anche detto che gli unici responsabili di questa condizione sono il presidente e la proprietà, che hanno fatto tante promesse, hanno parlato molto, ma non hanno mantenuto. Il fatto di non aver trovato sostentamento e sponsor per la squadra, è dipeso da questo. Come fa ad essere considerato serio un progetto che a dicembre smantella una squadra? Un progetto in cui i giocatori sono i primi a protestare perchè non pagati? I rapporti con l’Amministrazione sono sempre stati difficili, mai lineari. La proprietà non scarichi adesso la responsabilità sulla città, sui tifosi e sull’Amministrazione. Troppo facile. L’unico responsabile è chi ha creato tutto questo. Per prima cosa occorre capire in che condizione è la società. Devono dirci in modo trasparente con chi hanno situazioni da sanare. Facciano conoscere alla città la vera condizione in cui hanno costretto i nostri colori.




