Lunga conversazione con il direttore generale della Pistoiese a Orange Station: «Chi pensa di poter far meglio può venire da noi»
Tantissimi i temi toccati da Marco Ferrari, direttore generale della Pistoiese, intervenuto alla trasmissione social organizzata dalla pagina Facebook Orange Station. Dalla situazione complicata che gli arancioni stanno vivendo alle difficoltà legate alla gestione della società. Quasi due ore di conversazione che abbiamo cercato di sintetizzare in questo lungo articolo.
IL BILANCIO DELLA FAMIGLIA FERRARI
«Abbiamo la consapevolezza di aver fatto il massimo con il budget a disposizione e le occasioni che si erano venute a creare – ha esordito Marco Ferrari, direttore generale della Pistoiese -. Saranno il tempo e i risultati a determinare il valore di questa squadra; e forse due mesi non sono abbastanza. È chiaro che prima del mercato invernale saranno fatte delle valutazioni assieme all’allenatore. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché la squadra riesca a uscire da questa situazione. Nonostante il difficile momento economico, la società non si è tirata indietro, aumentando gli investimenti sulla Pistoiese: l’intenzione era quella di creare entusiasmo in concomitanza con il traguardo del centenario. Sicuramente saranno state fatte delle scelte sbagliate, altrimenti non avremmo questa classifica. Detto ciò, c’è tutto il tempo per rimediare».
LA ROSA E IL “CASO” FRUSTALUPI
«È il direttore sportivo che costruisce la squadra e sceglie i giocatori. L’acquisto di Chinellato è stato concepito per dare un’alternativa a Gucci e creare una competizione stimolante tra i due. Visti i tanti infrasettimanali era importante avere due giocatori di valore in grado di intercambiarsi. Lo sforzo economico più importante è stato comunque l’innesto di Cesarini, un giocatore in grado fare la differenza e che potrebbe giocare in qualsiasi squadra di alta classifica».
«È chiaro che mandare via un allenatore è sempre un scelta triste, peraltro economicamente dispendiosa, però il bene della società viene prima di tutto e noi abbiamo il dovere di prendere queste decisioni anche se impopolari. L’esonero di Frustalupi è stata una scelta dolorosa perché tra lui e la mia famiglia c’è sempre stato un ottimo rapporto; siamo stati noi a proporlo al direttore sportivo questa estate. La nostra intenzione non era quella di dare una scossa ma di invertire la tendenza e riportare la Pistoiese in una zona della classifica più congeniale al suo valore. Per questo ci siamo affidati al direttore sportivo Giovanni Dolci».
GESTIONE DELLA SOCIETÀ E RAPPORTI INTERNI
«Portare avanti la società ha sempre comportato per noi fatica e sforzi non indifferenti – ha proseguito il dirigente -. Per mantenere in rosa certi giocatori o sottoscrivere contratti di media-lunga durata c’è bisogno di risorse importanti; ed è in quella direzione che ci stiamo muovendo. Quest’anno sono stati confermati nove giocatori e altri tre erano in programma ma alla fine non si sono concretizzati – vedi Pisseri. Nella stagione del centenario sono stati sottoscritti nove contratti biennali: una cifra mai raggiunta nelle annate precedenti».
«Chi fa parte della Holding arancione non è impegnato nella gestione sportiva della squadra e non ne ha responsabilità – ha chiarito Ferrari, entrando nel merito della gestione della società -. I suoi compiti sono legati alla dimensione progettuale degli investimenti e delle strutture, parallela a quella strettamente sportiva e amministrativa. Ai membri è stato richiesto di raccogliere più sponsorizzazioni e confermare quelle già esistenti. Come la maggior parte delle aziende italiane siamo ricorsi al credito perché quest’anno c’erano spese aggiuntive straordinarie di non poco conto. Con i protocolli partivamo già con 400 500mila euro in meno, per non parlare del calo fisiologico delle sponsorizzazioni. Se abbiamo potuto godere del credito è stato grazie alla gestione virtuosa della società».
AVVICINAMENTI E CONTATTI
«Andiamo avanti perché abbiamo un grande senso di responsabilità verso un patrimonio della città che dobbiamo salvaguardare – ha specificato Marco Ferrari -. Per noi sarebbe imperdonabile lasciare la società nelle mani sbagliate, in una categoria inferiore o senza futuro. Per questo bisogna riuscire a trovare le persone giuste, disposte a rafforzare la società o a sostituirsi. Nel corso degli anni ci sono stati vari avvicinamenti, ma bisogna valutare chi sono le persone e quali sono i loro progetti».
«Chi tratta le quote della Pistoiese si rapporta con tutti e ventitré i membri della Holding arancione, guidata dal presidente Bonechi che è uno stimato commercialista: tutto è condotto nella massima trasparenza. In più abbiamo un sindaco (Alessandro Tomasi, ndr) che tiene moltissimo a questi colori, a cui più volte abbiamo richiesto di intercedere con realtà e imprenditori con lo scopo di rafforzare la Pistoiese. Con gli “americani” – ha spiegato – siamo arrivati a fissare un atto dal notaio ma loro non si sono presentati, eppure da parte nostra c’era stato l’impegno di affiancarli nella gestione della società e guidarsi nella conoscenza della città e degli sponsor. Con Serafino c’è stata solo una chiacchierata interlocutoria».
PROSPETTIVE FUTURE
«La Pistoiese, come società di terza categoria, ha due valori: la gestione amministrativa e il mantenimento della categoria – ha chiarito il direttore generale degli arancioni -. Si tratta di due presupposti imprescindibili per mantenere vivo il calcio in città, perché nessuno rileverebbe una società indebitata o nei dilettanti. Pur con tanti sforzi, siamo sempre riusciti a raggiungere l’obiettivo della salvezza ed è a questo il primo obiettivo di quest’anno. Stringiamo i denti e portiamo la barca in porto, poi a fine anni si faranno i bilanci». «Chiunque pensi di poter far meglio di così può venire – ha concluso Ferrari -. Non abbiamo rilevato la Pistoiese per interessi personali perché ce l’hanno fatta prendere quando aveva 200mila euro di debito dopo che non era stato vinto il campionato di Eccellenza. Magari a maggio ne riparleremo: per adesso cerchiamo di tirarci fuori da questa situazione».



