Pistoiese, Marco Ferrari: «Si è chiuso un ciclo della nostra vita»

«La Pistoiese oggi ha ancora più bisogno dei pistoiesi» così l’ex Dg Marco Ferrari intervenuto alla trasmissione Giovedì Sport di Tvl

«Si è chiuso un ciclo della nostra vita» sono le prime parole di Marco Ferrari, intervenuto alla trasmissione Giovedì Sport di TVL, dopo che la Pistoiese è ufficialmente passata nelle mani di Stefan Lehmann. «Per la mia famiglia si è chiuso un capitolo – ha proseguito l’ex Dg della Pistoiese – che riguarda appunto il lavoro ma anche la parte sentimentale, quindi è un momento importante. Come in tutte le cose c’è un inizio e una fine, ed era arrivato il momento di lasciare. Siamo arrivati a questo appuntamento consapevoli di aver fatto un percorso lungo, importante, difficile, con gioie e dolori ma sempre a testa alta con la consapevolezza di aver dato il massimo per la causa».

Marco Ferrari rimarrà comunque in società fino a giugno per affiancare il nuovo Dg Rino Caruso: «Essendo una proprietà che viene da fuori e subentrando a stagione in corso – ha spiegato l’ex direttore generale – ci hanno chiesto un sostegno per il passaggio delle consegne e mi sono reso disponibile anche per un senso di responsabilità. Siamo i primi, insieme alla nuova proprietà, insieme a tutti i tifosi, a sperare che in campo la Pistoiese riprenda a fare punti e raggiungere la salvezza. Cercherò di rappresentare al meglio l’organizzazione della società in tutte le sue componenti: dalla prima squadra, al femminile, alla parte amministrativa, al rapporto con gli sponsor, con i fornitori e con l’amministrazione, questo fino alla fine della stagione, in modo che possono prendere completamente conoscenza di tutte le situazione per poi riprogrammare al meglio la stagione successiva e i programmi futuri della Pistoiese. Chiaramente sperando di aver raggiunto la salvezza che è un obiettivo fondamentale».

Secondo Marco Ferrari, dopo le dimissioni del padre dalla carica di presidente dopo la retrocessione nell’anno del centenario, non ci sono state cordate sia fuori che dentro il territorio, che potessero dare garanzie: «Che è stato difficile lo testimonia il fatto che non c’è stato qualcosa di concreto e non c’è stata nemmeno una bozza di prospettiva. Il discorso dell’imprenditori locali non è stato un problema di domanda offerta, ma è stato un problema che nessuno si è seduto al tavolo, cosa che ha confermato anche il Sindaco agli esiti di quello che è stato un mandato esplorativo per trovare una soluzione alternativa dopo le dimissioni di Orazio dopo questa estate. Non so se è una sconfitta della città e forse bisogna guardare più all’orizzonte. I capoluoghi di provincia in Toscana dimostrano che c’è una tendenza ad avere proprietà legate a gruppi fuori dal territorio, quindi non dobbiamo avere diffidenza ma a maggior ragione essere vigili. La Pistoiese oggi ha ancora più bisogno dei pistoiesi e poi non dimentichiamoci che comunque la Pistoiese mantiene al suo interno venti soci della holding che possono mantenere quella territorialità importante che può coesistere con i nuovi ed esserli di aiuto, oltre naturalmente ad essere una garanzia per la città».

«Com’è nata la trattativa con Lehmann? Il contatto lo abbiamo avuto attraverso l’advisor Leonardo Limatola che ha gestito tutta la situazione e ci ha dato le garanzie. È chiaro che tutto quello che era nelle nostre possibilità, per garantire investimenti in futuro per la Pistoiese, lo abbiamo fatto. Il percorso si è sviluppato secondo le regole e con la massima professionalità. L’advisor è un professionista, c’è stato appunto un impegno importante che sia il sindaco che la Holding avevano chiesto in estate, ovvero un investimento nella Pistoiese. Questo ci è stato garantito e noi ci siamo premuniti di inserirlo nel contratto, oltre alle referenze bancarie e anche quelle dei casellari giudiziari che la Figc chiede dopo la cessione dell’atto. Tutte garanzie che noi abbiamo preteso che arrivassero prima della stipula dell’atto. È stato fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per verificare che il soggetto fosse trasparente, solido e che si impegnasse a investire nella Pistoiese».

Ora la palla passa alla nuova società e saranno solo i fatti a parlare: «Adesso, dopo la sosta forzata che ha un pò facilitato i tempi, la nuova proprietà dovrà presentarsi alla squadra, all’allenatore, entrare in contatto e vivere lo spogliatoio, cercando di trasmettere il grande entusiamo che hanno. Dopo tanti anni un pò di appiattimento è fisiologico e a volte in questi casi, un cambio di proprietà può essere un nuovo stimolo e nuova linfa per sollevarsi da questa situazione».

La priorità è sicuramente rinforzare la rosa per cercare di centrare la salvezza: «Il mercato è sempre difficile – ha affermato Marco Ferrari – sopratutto per una squadra come la Pistoiese che non ha mai avuto budget importanti come altre piazze. È già difficile per chi ha tanta disponibilità quindi a maggior ragione per una società come la nostra. È chiaro – ha concluso l’ex Dg – che la nuova proprietà, che come hanno detto ha disponibilità a investire, cercherà di puntellare e cambiare il volto della squadra in ogni reparto per raggiungere l’obiettivo».

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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