Nuovo incarico in casa Pistoiese per Taibi: «Cureremo ancora di più settore giovanile e infrastrutture. Non mi spaventano le critiche»
Parola d’ordine continuità. La Pistoiese decide di proseguire nel percorso intrapreso e affida ancora più responsabilità a Massimo Taibi, che da direttore sportivo assume anche il ruolo di direttore generale dell’area sportiva. Una scelta che va oltre la semplice promozione e che rappresenta la volontà della società di consolidare quanto costruito in questi due anni, sia sul campo che fuori. Il presidente Iorio parte proprio da qui, tracciando una linea chiara: «Dopo qualche settimana di riflessione siamo arrivati alla decisione di rinnovare il progetto e il percorso intrapreso con Taibi. Io e la società siamo molto contenti del suo operato».
Un giudizio che tiene dentro tutto il percorso, dalle difficoltà iniziali ai risultati attuali: «Lo scorso anno, in condizioni difficilissime, costruì una buona squadra portando la Pistoiese ai playoff. Quest’anno siamo ripartiti in condizioni diverse e ha dimostrato capacità e conoscenze, facendo un ottimo lavoro come confermano i risultati». Da qui la decisione di allargare il suo raggio d’azione: «A prescindere da come finirà la stagione abbiamo deciso di rinnovare l’accordo con Taibi, che sarà anche direttore generale dell’area sportiva, occupandosi di aspetti organizzativi e gestionali legati anche alle infrastrutture e al settore giovanile».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’amministratore delegato Fabio Fondatori, che sottolinea come il ruolo di Taibi fosse già, di fatto, più ampio. «Quella di Massimo è una promozione formale, ma in questi due anni è stato molto più di un semplice direttore sportivo». Un riconoscimento che parte dal lavoro svolto dietro le quinte. «È il risultato di un lavoro determinante che ha portato alla costruzione di un’organizzazione professionale, al netto della categoria».
E non solo prima squadra. «Ha voluto inserire nel vivaio figure come Carobbi, Pagotto e Colombo, che hanno implementato l’ottimo lavoro già svolto da Baragli, e i risultati si sono visti sia nella Juniores che nelle altre formazioni. È giusto che questo progetto, nato con lui, vada avanti con lui». Un percorso fatto anche di scelte difficili. «Ci ha messo la faccia, ha fatto scelte impopolari, si è preso responsabilità complicate, dimostrando grande attaccamento ai colori».
Poi la parola passa a Taibi, che lega il suo percorso a quello della crescita della Pistoiese. «Ringrazio la società, dal presidente all’ad Fondatori. Ho sposato questo progetto perché ho visto subito la volontà di fare qualcosa di importante». Due anni intensi, partiti praticamente da zero: «Nel 2024 siamo partiti con tutte le difficoltà del caso, ma siamo sempre andati avanti a testa alta. Ho imparato a conoscere una piazza che non vuole e non deve stare tra i dilettanti». Una crescita che si riflette anche fuori dal campo. «I risultati si vedono anche nell’aumento dei presenti allo stadio e degli sponsor. Il sold out col Piacenza è stato un punto importantissimo raggiunto in meno di due anni».
Taibi guarda avanti, senza dimenticare il percorso fatto: «Non vedo questa promozione come una rivalsa. Le critiche fanno parte del mestiere, ma ho sempre pensato che il lavoro avrebbe portato risultati». E un passaggio anche sulle scelte tecniche, decisive nella stagione: «Quando abbiamo deciso di cambiare con Lucarelli sapevamo che servivano cambiamenti. Se siamo arrivati a questo punto è merito dei nuovi innesti, ma anche della base costruita in estate».
Infine, uno sguardo al futuro: «Avevo un contratto per un altro anno, mentre Lucarelli sta facendo un lavoro straordinario e ci sono tutti i presupposti per proseguire insieme». E la chiusura, inevitabilmente, è per la piazza. «Da Pistoia ho ricevuto tanto, soprattutto nei momenti più difficili».



