Nel nuovo anno la Pistoiese ha incassato appena quattro reti in tredici partite: dalla Serie A alla D ha fatto meglio solamente il Barletta
Tredici partite complessive, di cui nove in campionato e quattro in Coppa Italia, due mesi e mezzo di gare giocate. E in tutto ciò solo quattro gol subiti. I numeri del 2026 della Pistoiese sono veramente impressionanti e spiegano benissimo come abbia fatto a crescere il rendimento arancione nel nuovo anno, con l’arrivo in panchina di Lucarelli. Il tecnico livornese ha cambiato assetto tattico, passando al 4-3-3, ma al contempo ha rinforzato notevolmente i meccanismi difensivi dell’Olandesina, che da gennaio a oggi ha raccolto la palla dal fondo della rete solo quattro volte. Nel dettaglio, i gol incassati sono arrivati col Club Milano all’andata nella semifinale di Coppa e con Sasso Marconi, Sangiuliano City e Tuttocuoio in campionato.
In tre dei quattro casi, tutti tranne la partita di Sasso Marconi, le reti subite hanno fatto andare in svantaggio la Pistoiese, sempre brava però a ribaltare il parziale e a portare a casa il successo. Nel 2026, dando un’occhiata a tutte le squadre dalla Serie A alla Serie D, gli arancioni risultato essere la seconda miglior difesa d’Italia. Tra massima serie e cadetteria non c’è nessuno in top five, mentre dalla Serie C spunta l’Arezzo, che ha incassato quattro gol in 11 gare (media 0,36). Al comando in chiave nazionale c’è il Barletta (0,22, solo due reti subite in nove match), seguito proprio dalla Pistoiese (0,31, quattro in 13 match).
Completa il podio la Scafatese (0,33), mentre a seguire il già citato Arezzo e l’Oltrepo (0,44). Numeri che raccontano di una squadra compatta e organizzata, ma non è solo una questione di difensori: è il frutto di un lavoro collettivo. Nel Girone D di Serie D – uno dei raggruppamenti più competitivi dell’intera categoria – gli arancioni hanno eretto un vero e proprio muro. Gennari e Bertolo rappresentano la spina dorsale del reparto, ma il merito va esteso a tutta la linea difensiva che ha sempre risposto presente quando chiamata in causa, compresi i terzini in quota. Il merito va anche a un centrocampo che filtra, copre e sporca linee di passaggio con continuità.
Senza dimenticare un Giuliani in costante crescita, sempre più sicuro tra i pali, decisivo nei momenti chiave. Perché la miglior difesa non nasce per caso, ma è frutto di lavoro settimanale e attenzione ai dettagli. È il risultato di una mentalità precisa, di una squadra che sa quando accelerare e quando abbassare i ritmi, che sa soffrire senza scomporsi. In un calcio dove spesso si esalta solo chi segna, la Pistoiese ha costruito il proprio cammino partendo dal non concedere.E i numeri lo dimostrano: solo una squadra, dalla Serie A alla Serie D, ha incassato meno gol degli arancioni.




