Pistoiese nella tana dei delfini. Sassarini: «Difficile ma non impossibile»

Dopo due ko, la Pistoiese vuole rifarsi sul terreno della corazzata Pescara. Sassarini: «Se ci chiudiamo siamo morti»

Si terrà domenica 12 dicembre (ore 17:30) la gara tra Pescara e Pistoiese, valida per la diciottesima giornata del girone B di Serie C, la penultima del girone di andata. Una sfida difficilissima per gli arancioni, reduci da due brutte sconfitte con Modena e Gubbio. La truppa di David Sassarini (ancora sulla panchina nonostante il malumore manifestato dalla tifoseria, nda), si troverà di fronte una delle formazioni più attrezzate del raggruppamento, frustrata per un inizio di campionato al di sotto delle aspettative. Senza Tempesti ma con un Vano in più a disposizione, l’Olandesina proverà a fare risultato con l’obiettivo di emergere dalla difficile situazione di classifica in cui è precipitata.

LE PAROLE DEL TECNICO

«Le settimane di una squadra che lotta per salvarsi sono diverse dalle settimane di una squadra che punta a vincere – ha detto Sassarini -. Per chi ha come obiettivo la salvezza le settimane di serenità sono di meno, perché c’è da lottare e rimanere agganciati. È chiaro che poi basta poco per stare bene: è sufficiente un filotto positivo, come ci è successo un mese fa. Dobbiamo tornare a quel clima. Per farlo dobbiamo essere bravi a giocare tutta la partita, senza blocchi mentali. Invece appena fatto gol compiamo un passo indietro e ci chiudiamo. Se nei primi minuti della gara contro il Gubbio abbiamo segnato un gol e creato altre due occasioni significa che il nostro potenziale sui novanta minuti è molto più ampio. Invece tiriamo indietro la gamba, finendo per giocarci le partite sugli episodi».

«La squadra si allena con grande impegno e secondo me è anche migliorata rispetto a un mese fa – ha proseguito -. Purtroppo siamo tornati a concedere tanti gol, il che non aiuta. Dobbiamo essere difensivamente più cinici, perché la nostra crescita passa anche da lì».

«Il 3-5-2 è il sistema di gioco più difensivo in assoluto. Aiuta le squadre che giocano ma ti costringe a correre tanto – ha spiegato il tecnico ligure -. Sì, ho pensato di cambiare, di trovare un sistema più dinamico in grado di dare più transizione. Però i giocatori sono questi e non c’è tempo per sperimentare soluzioni differenti. Quando ci si è abituati alla difesa a tre è difficile cambiare, perché ormai si sono formati certi automatismi e spaziature, per cui ci vuole tempo. Probabilmente ci lavoreremo nella pausa di Natale».   

«Il Pescara viene da una vittoria, ha qualità e un allenatore bravo – ha concluso Sassarini -. Molti sono calciatori di categoria superiore, dal talento cristallino e dal curriculum importante. Conosco l’ambiente: sono due o tre anni che l’aria è tesa. Il presidente è contestato ma la tifoseria c’è e sostiene la squadra. Il momento che stanno vivendo non è dei migliori, ma le armi che hanno a disposizione sono molte. Se ci chiudiamo siamo morti, perché hanno tutti un ottimo tiro. Sappiamo che sarà una sfida difficile, ma non impossibile. È chiaro che dovremo essere perfetti sotto tutti i punti di vista».

Leggi anche: precedenti ed ex della sfida, il focus sul Pescara.

Leonardo Agostini
Leonardo Agostini
Laureato in Beni Culturali all'Università di Firenze e in Storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, amante del calcio e dello sport in generale. Scrivere è una passione e un gioco, la domenica allo stadio un vizio che non ha il coraggio di togliersi.

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