Alle porte di un mini-ciclo fondamentale per le sorti del campionato, la Pistoiese prova a mutare pelle. A rischio la buona riuscita del progetto del centenario
Le tre sconfitte incassate consecutivamente hanno aperto una breccia nell’ambiente fin qui placido e ovattato di via dello Stadio. Risultati e prestazioni al di sotto delle aspettative che hanno aggravato la situazione di classifica della Pistoiese, ora seriamente deficitaria. Il magro bottino (6 punti in otto partite) costringe gli arancioni al terzultimo posto in classifica, con una gara in più rispetto alle attardate Olbia (4) e Lucchese (1). Un’evidenza che contrasta fortemente con quanto auspicato – non solo dalla società – alla vigilia del campionato. La dirigenza si è molto impegnata per assicurare alla Pistoiese un centenario il più possibile ricco di emozioni, ma qualcosa sembra essere andato storto. Proviamo ad analizzare la situazione.
LA ROSA
La campagna acquisti dell’estate scorsa ha regalato alla Pistoiese non poche soddisfazioni, a cominciare dall’arrivo di un fuori-categoria come Alessandro Cesarini. Gli innesti di Matteo Chinellato, Filippo Perucchini e Lorenzo Simonetti concorrono a rafforzare l’immagine di un’olandesina mai così competitiva; almeno sulla carta. Già, perché a un mese dall’inizio dal campionato queste qualità restano ancora per lo più inespresse. L’apporto di due “senatori” come Camilleri e Valiani è stato sin qui molto marginale, anche a causa dei problemi fisici che li hanno tormentati in questo avvio. Una situazione così complessa non ha certo agevolato chi, come i due esterni scuola Fiorentina, ha approcciato per la prima volta il calcio dei grandi. Così anche Cerretelli Tempesti e coetanei, ancora molto giovani e soggetti ad alti e bassi.
L’ALLENATORE
Tra le novità dell’estate c’è stato anche l’arrivo in panchina di Nicolò Frustalupi, alla prima esperienza da capo allenatore dopo un ventennio trascorso al fianco di Walter Mazzarri. Una scelta coraggiosa da parte della dirigenza della Pistoiese, consapevole dei rischi che quella decisione avrebbe comportato. La fiducia nelle capacità del tecnico e la suggestione di mettere un pistoiese al timone nella stagione del centenario hanno fatto la differenza. La notizia ha avuto una grandissima eco, dentro e fuori le mura cittadine, con striscioni e servizi televisivi dedicati.
COSA NON VA
Al di là dei risultati (negativi), a preoccupare è il gioco che questa squadra non riesce a esprimere. Qualunque fosse l’avversario affrontato, infatti, la Pistoiese ha sempre fatto grande fatica a costruire chiare occasioni da gol. Dopo otto gare il bottino è di appena cinque reti messe a referto: soltanto l’Olbia ha fatto peggio. Ma se questa è, per così dire, una lacuna già nota agli aficionados (presente anche lo scorso anno, ndr), in questo avvio di stagione ne è emersa un’altra, del tutto inedita e per questo più eclatante: la penetrabilità difensiva. Delle otto gare fin qui disputate, infatti, soltanto una si è chiusa senza che la Pistoiese concedesse gol all’avversario di turno. In totale sono nove le reti subite.
Oltre ai dati numerici, espliciti, esiste anche un dato caratteriale nascosto. Soprattutto nelle ultime gare, infatti, la squadra è apparsa senz’anima, come svuotata da una presenza maligna. Nemmeno la cocente sconfitta interna contro la Pro Sesto è riuscita a liberare dall’incantesimo la Pistoiese, sconfitta a Gorgonzola con le stesse modalità e con la stessa mancanza di spirito. Come se gli arancioni non fossero in grado di trasferire sul campo la rabbia che hanno dentro.

LE CONTROMISURE
La gara contro l’Albinoleffe, al di là del risultato ottenuto, potrebbe segnare una cesura importante nel campionato della Pistoiese. Allertato dalle evidenze dell’ultimo periodo, per la prima volta dall’inizio della stagione Nicolò Frustalupi ha adottato un sistema di gioco diverso dal 3-4-2-1 attorno al quale ha costruito la sua squadra. Il 3-5-2 visto a Gorgonzola potrebbe e dovrebbe essere la formula con cui la Pistoiese affronterà la prossima e delicatissima fase della stagione. Un cambio che mira a rinfoltire il centrocampo e a ridare equilibrio alla squadra.
Al nodo tecnico-tattico si aggiunge, come detto, il nodo caratteriale. Senza una risposta psicologica da parte del gruppo ogni sforzo sarebbe vano. Ecco perché è imprescindibile che la riscossa della Pistoiese passi anche e soprattutto da questo. Frustalupi dovrà essere bravo a toccare i tasti giusti, innescando nei ragazzi quella transizione emotiva di cui la squadra ha estremo bisogno. Sciolto questo nodo, gli arancioni potrebbero davvero voltare pagina e aprire un nuovo capitolo del loro romanzo.
IL TEMPO STRINGE
Giunti quasi a un quarto della stagione regolare, all’orizzonte c’è un trittico di gare davvero importanti per il cammino della Pistoiese. Pontedera, Pro Vercelli e infine Olbia: tre gare in una settimana, dalle quali trarre più di una conclusione. Al termine di questo mini-ciclo, infatti, sapremo molto di più degli arancioni e del campionato che li aspetta. Certamente queste tre gare saranno decisive per il futuro di Nicolò Frustalupi sulla panchina della Pistoiese. Qualora le qualità di questa squadra dovessero rimanere ancora inespresse, infatti, potrebbe essere lui a pagare per tutti.



