La Pistoiese si avvicina al match col Mezzolara col dubbio La Monica: «Non penso che sarà della gara. Domani conterà solo vincere»
Quella di Pistoiese-Mezzolara non è sicuramente stata la miglior vigilia possibile per Luigi Consonni e i suoi ragazzi. Proprio nel corso della rifinitura, La Monica ha accusato un problema fisico ed è stato costretto ad interrompere l’allenamento. Come cambierà quindi la squadra arancione in vista della sfida del “Melani”? «Il problema di La Monica non ci aiuta – conferma Consonni in conferenza stampa – e c’è anche Di Mino che si porta dietro un fastidio da tutta la settimana. Chiaramente questo porterà a delle possibili novità, a San Mauro con due centravanti “di peso” abbiamo fatto bene e creato occasioni importanti. Non nascondo che mi sarebbe piaciuto confermare il modulo con due attaccanti centrali. Vedremo come starà Giuseppe, ma le sensazioni non sono positive anche perchè mancano meno di 24 ore».
L’avversaria di giornata sarà una squadra che ha iniziato l’anno in modo positivo e che dà pochi punti di riferimento, cambiando spesso i giocatori nell’undici titolare. «Il Mezzolara si difende molto bene – sottolinea l’allenatore della Pistoiese – ed è una squadra compatta che fa molta densità a centrocampo. Dovremo sicuramente essere noi a fare la partita, anche se le condizioni del terreno di gioco non faciliteranno nessuna delle due formazioni. Pressione? Sappiamo di essere “condannati” sempre a vincere. il Ravenna sta facendo molto bene e cinque punti di distanza non sono pochi. La trasferta di domenica scorsa nel complesso mi ha dato sensazioni positive, anche se poi quel che costruiamo va trasformato in gol e quindi in una vittoria. Se guardiamo la prestazione abbiamo avuto più occasioni rispetto alle vittorie con San Marino e Aglianese, ma ciò che conta è solo fare punti…».
Il tecnico della Pistoiese è poi tornato sulla sfida con la Sammaruese e sulla poca cattiveria della squadra, sottolineata da Consonni stesso dopo il match: «Nel post-partita di San Mauro avevo cercato di stimolare la squadra usando parole forti – spiega lui – ma lo stesso pensiero ce l’ho anche adesso. Siamo una squadra con valori tecnici importanti e chi ha le capacità si deve prendere le responsabilità. Preferisco una giocata provata e sbagliata anziché una giocata non tentata. Penso che i ragazzi abbiano capito cosa volessi dire, in settimana li ho visti carichi e con tanta motivazione. Per fare il salto di qualità a noi manca ancora un equilibrio di squadra, a volte siamo troppo “umorali” nella gestione dei novanta minuti».




