Dalla gioia alla disperazione, dalla speranza alla disillusione: si chiude con mestizia l’avventura di Giancarlo Riolfo alla guida della Pistoiese
Si è conclusa dopo centocinque giorni l’avventura di Giancarlo Riolfo sulla panchina della Pistoiese. Un’esperienza che nel breve volgere di una stagione è riuscita a toccare quasi tutte le sfumature della scala emozionale: dalla gioia alla disperazione, dalla speranza alla disillusione. Al netto dei traguardi intermedi, resta una gestione sfortunata e complessivamente negativa, che non ha cambiato la situazione di classifica degli arancioni. Lo scorso 24 novembre, allontanato Nicolò Frustalupi, l’olandesina si trovava infatti al terzultimo posto con 9 punti; oggi, centocinque giorni più tardi, la squadra è quartultima con 27 punti, ma potenzialmente dietro alla Giana Erminio (che ha una partita in meno). Punto e accapo, insomma.
DALLA GIOIA…
A Giancarlo Riolfo va riconosciuto il merito di aver rimesso in carreggiata una squadra che, passate le prime dodici giornate di campionato, sembrava impantanata in fondo alla classifica e incapace di risollevarsi. Un gruppo svilito e demotivato, vittima delle ambizioni – puntualmente insoddisfatte – che più o meno legittimamente erano state dichiarate in estate. «Sento parlare di ambizioni e di playoff… Partiamo dal basso, dalla concretezza, un traguardo alla volta – aveva detto il tecnico di Albenga quando è stato presentato -. C’è da cambiare il trend, lo spirito». Nel giro di qualche settimana, quella stessa Pistoiese – apparentemente già condannata – è stata capace della più radicale delle trasformazioni, risalendo la china a una media punti da promozione. Lo scorso 31 gennaio, battuta di misura la capolista Como, gli arancioni hanno toccato la vetta più alta della stagione, posizionandosi al tredicesimo posto.
…ALLA DISPERAZIONE
Quella con il Como è stata anche l’ultima vittoria della Pistoiese, almeno fino a questo punto. Da quel momento in avanti gli orange hanno raccolto la miseria di due punti in otto partite, inanellando una lunga serie di sconfitte oltre che di prestazioni non convincenti. Un rendimento impietoso che ha fatto precipitare sempre più in basso la Pistoiese; fin dentro la zona playout che in tanti – sbagliando – avevano troppo presto dimenticato. In particolare, si è rimanifestata quella fragilità che il primo ciclo della “cura Riolfo” sembrava aver debellato definitivamente. Così, anche quando la squadra era sembrata in controllo della partita, è bastato un minimo infortunio – tanto individuale quanto collettivo – per compromettere irrimediabilmente il risultato. È il caso della gara contro la Pro Vercelli, decisa dall’espulsione di Salvi dopo nemmeno un quarto d’ora di gioco.
COVID E INFORTUNI
A parziale difesa di Giancarlo Riolfo e della squadra tutta, va ricordato che dall’inizio del 2021 la rosa della Pistoiese non è mai stata a disposizione del tecnico in tutti i suoi effettivi. Chinellato, Romagnoli, Solerio e infine Valiani: gli infortuni di alcuni tra gli elementi cardine della squadra hanno notevolmente indebolito gli arancioni, forzando l’inserimento di alcuni giocatori (Rovaglia su tutti, nda) e il reimpiego di altri (è il caso di Maurizi, impiegato spesso come terminale di riferimento, nda). Come se non bastasse, nelle ultime settimane è subentrata anche la iattura del Covid, fino a quel momento scongiurata. Un gran-mix che ha concorso al delinearsi della situazione attuale, determinando indirettamente anche l’esonero di Riolfo.
IL MERCATO
Ma l’aspetto che forse più degli altri ha contribuito al determinarsi degli eventi è il mercato riparatorio di gennaio, condotto dalla società in stretta vicinanza con Giancarlo Riolfo. La mediazione del tecnico è risultata decisiva per buona parte delle trattative portate a conclusione dal direttore sportivo Giovanni Dolci (col quale non è mancato qualche screzio, nda): è il caso di Maurizi, Pezzi e Varga, tutti e tre già alle dipendenze di Riolfo nella passata stagione. Il trainer di Albenga ha fatto sentire la sua voce anche nell’affaire Barbuti, sul quale Riolfo aveva insistito molto incontrando il favore compiacente della società: alla fine non se ne è fatto niente, ma il tempo sprecato nell’attesa che il giocatore si liberasse ha impedito di virare su un altro profilo; tanto che si è dovuto ricorrere al mercato degli svincolati per assicurare alla Pistoiese un attaccante. Il giudizio dell’ex Carpi è risultato decisivo anche per il mercato in uscita, avallando le cessioni di Camilleri, Cesarini e Gucci: tre giocatori che sotto la gestione di Riolfo avevano manifestato più di un malumore. Oltre al nodo dei risultati, è forse questa una delle ragioni principali che hanno spinto la dirigenza della Pistoiese a prendere questa decisione.



