A San Marino la squadra ha mostrato segnali positivi, ma adesso dovranno arrivare i risultati. E per fare punti servono gli attaccanti
A inizio anno, pensando alla sfida tra Pistoiese e Aglianese, molti avrebbero ipotizzato che potesse trattarsi di un match decisivo per le sorti del campionato. Un incrocio tra due top team, candidati a ricoprire un ruolo da protagonisti nel Girone D di Serie D. Ecco, il confronto del “Melani” sarà invece con ogni probabilità profondamente diverso. Limitandoci ad osservare da vicino i fatti in casa arancione, è superfluo sottolineare nuovamente che la rosa è stata totalmente stravolta e che da una big la Pistoiese è passata ad essere una compagine in lotta per la salvezza.
È altrettanto da sottolineare però che in una settimana, quella intercorsa tra le sfida con Ravenna e Victor San Marino, la formazione di Gabriele Parigi abbia fatto alcuni passi avanti importanti. Pur avendo cambiato alcuni interpreti, quattro per la precisione (Greco, Riccio, Ondo e Trezza), la squadra ha mostrato miglioramenti sia sul piano della personalità che su quello della cattiveria agonistica. D’altronde, come sottolineato anche dal tecnico, l’unico modo che può avere la Pistoiese per compensare il gap tecnico è quello di scendere in campo con maggiore agonismo e fame rispetto all’avversaria di turno.
A San Marino gli arancioni hanno subito lo svantaggio a causa di una disattenzione difensiva, con Cordato finito sul banco degli imputati per un disimpegno fatto con troppa leggerezza. Quando però Diakhatè ha trovato il gol del pari, la Pistoiese ha dato la sensazione di voler cercare addirittura il colpo grosso e soprattutto di non accontentarsi del punto. Nel finale poi un altro errore, commesso stavolta da Greco, ha consentito ai sammarinesi di siglare il raddoppio. Se è vero che gli errori dei singoli hanno lasciato grande rammarico e amaro in bocca, lo è altrettanto il fatto che Parigi possa sorridere per aver visto una squadra determinata e che, come detto da lui stesso, in questa categoria può giocarsi le proprie carte.
In concreto però la squadra sta giocando e allenandosi da settimane senza nemmeno un centravanti di ruolo in rosa. E ciò complica terribilmente la missione salvezza degli arancioni, che per fare punti hanno bisogno di segnare. I giocatori adattati come attaccanti non sono pronti (Bonfanti e Fiaschi) o non hanno le caratteristiche per giocare nel cuore dell’area (Trezza o il mai impiegato Monteleone). Anzi, sicuramente tutti i sopra citati trarrebbero maggior giovamento dal giocare con un attaccante di riferimento al centro del reparto. La Pistoiese dovrà quindi sopperire quanto prima a questa grave mancanza, perché in fin dei conti alla squadra servono gol e punti e poco importa se arriveranno giocando bene o male.




