Sergio Iorio fa chiarezza sulla trattativa con Ferrari e la Pistoiese: «Avrei garantito l’acquisto di 3/4 giocatori per centrare la salvezza»
Si chiama Sergio Iorio e da alcuni mesi è uno dei personaggi maggiormente chiacchierati nell’ambiente Pistoiese. Ceo e fondatore diItalmatch Chemicals, azienda del settore chimico leader nel mondo, Iorio ha trascorso a Pistoia l’infanzia maturando una forte passione per l’Olandesina. Un amore che ha continuato a coltivare negli anni, presenziando spesso sulle tribune del “Melani”, anche nell’ultima partita casalinga contro l’Olbia.
Tra i tifosi si era fatta strada l’idea che Sergio Iorio potesse avere un ruolo attivo anche all’interno della società, come proprietario o comunque come sponsor: un quadro non molto lontano dal vero, come ha spiegato il manager con un intervento sui social.
Il suo interesse, infatti, era quello di sostenere economicamente la Pistoiese per la durata del mercato di gennaio, cercando – una volta conquistata la salvezza – di mettere insieme tre o quattro imprenditori per un impegno più strutturato. Un progetto accantonato dopo la notizia della firma dell’accordo preliminare per la vendita stipulato tra Ferrari e i nuovi acquirenti.
IL MESSAGGIO DI IORIO
Buonasera a tutti, sono Sergio Iorio, e siccome credo nella trasparenza e tempestività della comunicazione, confermo che fino a ieri erano vere le voci, o ritagli di giornale, di un mio interessamento alla Pistoiese, seppur con alcuni miei vincoli che non hanno permesso il buon esito del progetto: pertanto prima di tutto ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato in qualche modo, a partire da Enrico Boni, che dopo aver compreso le motivazioni e scopo finale del mio progetto ha fatto l’impossibile per aiutarmi. Poi vorrei spiegare e chiarire alcune cose:
Il motivo del mio interesse è puramente e solo affettivo, sentimentale, avendo passato gli anni più belli della mia vita a Pistoia e al Comunale in compagnia del mio povero babbo. Da quando sono andato via da Pistoia l’arancione mi è rimasto nel cuore per sempre e mai ho perso una partita (in tv). Non ho altre motivazioni nascoste.
Purtroppo ho un vincolo inamovibile: io sono fondatore, amministratore, ed azionista di una minoranza significativa (a fianco del fondo Bain capital che detiene la maggioranza) della mia azienda Italmatch Chemicals, un gruppo che fattura circa 600 milioni ed impiega 1000 persone in tutto il mondo. Pertanto, per motivi legali nonché logistici, nonché di carico di lavoro a tempo pieno, non posso prendere partecipazioni di maggioranza in nessuna società, ma solo minoranze, e non posso ricoprire ruoli operativi gestionali.
Ciò premesso, ho sofferto troppo per la caduta in D del anno scorso. Mi sono circondato di due esperti del settore calcistico; due persone che vantano parecchie promozioni da Serie B ad A e che soprattutto non hanno nessuna macchia legale nei loro lunghissimi curriculum professionali. Assieme ci siamo mossi già dalle ultime fasi del ripescaggio (es. Fano) per supportare e favorire il ritorno in C.
A ripescaggio avvenuto ho incontrato Ferrari dando da subito la mia disponibilità ad entrare con una quota di minoranza, e proponendo anche alcuni professionisti del mestiere da inserire. Lui mi ringraziò e spiegò che il suo interesse era solo per una vendita del 100%, e che aveva già chiuso con Stefanelli e Sassarini. Ci lasciammo promettendoci di restare in contatto ed io in agosto diedi comunque disponibilità verbale ad aiutare economicamente, durante il mercato di gennaio, per fare dei bei playoff che finalmente dessero soddisfazione a me, alla città, ai tifosi, e che riportasse un po’ di entusiasmo al “Melani”.
Sono quindi rimasto in stretto contatto con Ferrari ed ho seguito personalmente varie partite, fino all ultima con l’Olbia. La sera stessa dopo la partita trovammo facilmente un accordo per un mio personale contributo economico per poter comprare 3/4 elementi di livello che ci avrebbero aiutato a rimanere in C (che e diventato ora il mio primo obiettivo; altro che playoff…).
La seconda parte del mio progetto– la più importante – però era quella di aggregare 3-4 imprenditori locali che condividessero 1) passione per la Pistoiese 2) onestà, trasparenza nei rapporti e nella comunicazione 3) impegno economico minimo a tre anni; Io avrei fatto la mia parte ovviamente. Devo dire che ho incontrato molte persone, quasi tutte rispondenti ai requisiti di cui sopra, ma molto restie ad investire nella Pistoiese.
Io avrei continuato a cercarle ripartendo da febbraio, magari anche con l’aiuto delle istituzioni locali, dando per scontata la permanenza in C, grazie ai fondi messi a disposizione. Poi tutto è successo in un attimo dopo l’accordo del dopo Olbia: un articolo intempestivo (per il mio progetto) uscito il giorno dopo ha spinto Ferrari a trovare a tutti i costi una soluzione immediata, ripescando trattative interrotte prima della estate.
Ferrari è stato corretto nel ringraziarmi per l’aiuto proposto e mi ha tempestivamente informato della avvenuta cessione o preliminare, ma forse avrebbe potuto evitare di accettare la mia offerta di aiuto se aveva in mente altro a brevissimo. Ritengo quindi chiusa questa parentesi del mio interessamento, che mi ha dato modo di venire a contatto e conoscere alcune persone meravigliose, che senz’altro condividono la mia passione ed i miei valori.
Sono contento che la Pistoiese ora abbia un nuovo proprietario e spero vivamente che quest’ultimo condivida davvero in pieno i valori per me fondamentali, a partire dalle motivazioni all’acquisto e dalla passione per la Pistoiese, e si circondi di persone non solo competenti, ma che anch’esse si ritrovino negli stessi valori.
Grazie a tutti. Auguri e forza arancioni!



