Coi playoff alle porte, il presidente della Pistoiese fa una prima analisi: «Il progetto prevedeva la Serie C in due anni. Non soddisfatto dei numeri del pubblico»
Con la stagione ancora in corso e una partita da dentro o fuori, quella di domenica al “Benelli” alle porte, la Pistoiese ha deciso di sorprendere tutti. Non in campo, ma con una conferenza stampa di bilancio convocata all’indomani di un brutto ko e a sei giorni prima della semifinale playoff. Una scelta sicuramente curiosa nei tempi, se non addirittura temeraria, che ha visto protagonisti il presidente Sergio Iorio, l’amministratore delegato Fabio Fondatori e il main sponsor Vannino Vannucci. Mentre la squadra prepara la trasferta decisiva a Ravenna, i vertici societari hanno preferito calare il sipario sulla stagione e, almeno in parte, sul futuro.
Il presidente Sergio Iorio non ha nascosto le sue perplessità su come è maturato il cammino sportivo anche se soddisfatto per aver raggiunto diversi traguardi prefissati: «Il 4 giugno dell’anno scorso – ha spiegato il numero uno del sodalizio arancione – erano stati dichiarati diversi obiettivi e quasi tutti sono stati raggiunti. Avevamo fissato come traguardo quello di arrivare il più in alto possibile, ma non ho mai detto che avremmo vinto. I playoff erano l’obiettivo minimo. Se comunque mi chiedete se sono soddisfatto, vi rispondo no». La delusione, dunque, è palpabile, nonostante il posizionamento tra le prime cinque: «La stagione si chiude con il minimo sindacale, ora proveremo a giocarci i playoff fino in fondo, anche se sappiamo che sarà molto difficile. La nostra posizione nella graduatoria della media punti non ci aiuta in ottica di un eventuale ripescaggio».
Iorio ha poi rivendicato, anche con toni piuttosto piccati, quanto fatto nei mesi iniziali di gestione: «Siamo partiti in ritardo per via delle pratiche FIGC per il titolo sportivo. Errori ne sono stati fatti, ma abbiamo ricostruito una società credibile anche fuori da Pistoia. Forse non molti sanno che la Fc Pistoiese è la 59ª società in Italia in un classifica che tiene conto di tutti i club in chiave nazionale. Abbiamo ospitato realtà importanti che ci hanno riconosciuto una struttura da categorie superiori». Non sempre però avere una struttura dirigenziale di rango elevato equivale a risultati sportivi di altrettanto spessore e quanto fatto dal team arancione quest’anno ne è la prova.
Sul piano progettuale, il presidente della Pistoiese ha annunciato un incremento delle risorse destinate alla costruzione della squadra per la prossima stagione. Pur senza specificare esplicitamente da chi sia arrivato tale input, è naturale immaginare che a sollecitare un investimento maggiore sia stato il direttore sportivo Massimo Taibi. E ciò lascia intendere anche una sua conferma all’interno del progetto tecnico: «Il piano prevedeva di raggiungere il professionismo in due anni – ha affermato Iorio -. Mi sono state chieste maggiori risorse e, nonostante gli sforzi fatti quest’anno, ho dato la mia disponibilità ad aggiungerne. Non ci sarà una rivoluzione, certamente qualche ritocco che è necessario, ma aspetteremo la fine di maggio per fare valutazioni definitive. Per quel poco che so di calcio, i soldi da soli non bastano per vincere. Posso però garantire che costruiremo una squadra per provarci davvero».
Un passaggio importante è stato dedicato anche al rapporto con i tifosi e al coinvolgimento della città: «Il mio primo obiettivo era far riavvicinare la gente alla Pistoiese – ha evidenziato Iorio – ed è ciò a cui mi sono dedicato fin dal primo giorno della mia presidenza. Abbiamo avuto picchi importanti, soprattutto a cavallo tra fine 2024 e inizio 2025, con una media finale di circa 1500 spettatori. Speravo in qualcosa in più, magari 2000, viste le premesse di inizio anno. L’attaccamento alla maglia – ha concluso il presidente – dovrebbe andare oltre i risultati».



