Pistoiese, sit-in dei tifosi: «Basta con questo teatrino, vogliamo risposte»

Tifosi della Pistoiese in protesta davanti allo stadio Melani: «Non è il momento di chiacchiere vuote, polisportive e cittadelle dello sport»

Non sulle tribune dello stadio “Melani” ma nelle immediate vicinanze, la tifoseria della Pistoiese torna a far sentire la sua voce dopo un anno di apnea forzata a causa della pandemia da Covid-19. Al centro del sit-in il futuro della società, mai così incerto dopo la retrocessione in Serie D e il passo indietro del presidente Orazio Ferrari. Una situazione assai complicata che ha visto scendere in campo l’amministrazione comunale, garante istituzionale per la Pistoiese, al centro di una fitta serie di colloqui e incontri con realtà locali ed esterne. Negoziati che proseguono da settimane senza un chiaro orizzonte.

«Ciò che ci fa più arrabbiare e preoccupare è il silenzio di queste settimane – si legge nel comunicato redatto dai tifosi, scandito a mezzo microfono da Pino Mazzotta -, dove ci saremmo aspettati una presa di posizione netta da parte della proprietà della Pistoiese ed anche delle istituzioni cittadine. […]. Tutto tace e la prospettiva di vedere da qui a qualche settimana le solite persone nei soliti ruoli non appare una chimera. Sia chiaro a tutti che non possiamo accettare che si mandi ancora avanti questo teatrino».

Al centro della contestazione, ancora una volta, Orazio Ferrari e la sua famiglia. «Non serve a niente avere i conti in regola se il risultato di questa oculata gestione sono solo una serie infinita di delusioni e una sfilza di campionati disgraziati culminati con la retrocessione di quest’anno. […]. Invitiamo chi di dovere ad adoperarsi per un reale e definitivo cambio di gestione», prosegue il comunicato redatto da 1982, Curva Nord, Tuttintinti, 21 Aprile e Only Orange.

«Auspichiamo poi che i membri della Holding smettano di nascondersi dietro l’ombra di Orazio Ferrari e facciano un passo avanti – continua il documento -. […]. Auspichiamo infine che il sindaco e il Comune facciano la loro parte per trovare una soluzione praticabile nella sola ottica di assicurare il trasferimento in mani capaci ed oneste della squadra di calcio cittadina. Non accettiamo compromessi, non è nella nostra natura, pretendiamo risposte date guardandoci negli occhi. […]. Non è più il momento delle chiacchiere vuote, delle polisportive, delle cittadelle dello sport». «È il momento che il Comune e gli imprenditori che si dichiarano interessati alle sorti della Pistoiese […] facciano un passo avanti», concludono i tifosi.

IL FACCIA A FACCIA CON IL SINDACO

Sul luogo della protesta anche il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, intervenuto in un faccia a faccia con la tifoseria arancione. «L’amministrazione c’è ed è a disposizione della Holding per incontrare tutti i soggetti interessati alla Pistoiese e capire chi è davvero interessato e chi invece vuole fare solo i propri interessi – dice il primo cittadino -. Dobbiamo stare vigili ed evitare di mettere la società in mano a gente poco seria».

Le premesse per dare vita a un progetto serio ci sono, almeno per il sindaco. «Chi viene a fare calcio a Pistoia sa che i rapporti con l’amministrazione comunale sono pacifici, diversamente da quanto avviene per esempio a Livorno – dice Tomasi -. Negli anni l’amministrazione si è impegnata economicamente per avere uno stadio a norma per la Serie C: anche questo chi viene a trattare con noi lo sa».

«Abbiamo avuto una riunione con la Holding Arancione, alla presenza della famiglia Ferrari – prosegue il primo cittadino -. Confermo che i conti sono in ordine, perciò chi fosse interessato non dovrebbe rimetterci di tasca propria. La famiglia Ferrari ha ribadito che non sarà d’ostacolo a un’eventuale cessione delle quote di maggioranza. Personalmente auspico una soluzione locale, interna alla Holding, con nuovi innesti e una gestione allargata. Detto questo, ben vengano investitori da fuori purché seri e davvero interessati alla Pistoiese».

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Leonardo Agostini
Leonardo Agostini
Laureato in Beni Culturali all'Università di Firenze e in Storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, amante del calcio e dello sport in generale. Scrivere è una passione e un gioco, la domenica allo stadio un vizio che non ha il coraggio di togliersi.

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