Il primo cittadino conferma l’uscita dei Ferrari. Ora una nuova proprietà «sana e appetibile» per la Pistoiese. Con il sostegno della Holding e Vannucci Piante
Per la Pistoiese è iniziato un periodo di transizione in cui costruire il futuro della squadra arancione. La riunione informale di lunedì tenutasi presso il main sponsor Vannucci Piante alla presenza della famiglia Ferrari, dei soci della Holding Arancione e del sindaco Alessandro Tomasi è servita a fare chiarezza sulla situazione attuale e a delineare i prossimi passi in vista di un’estate che si annuncia calda per l’Olandesina. Di fatto la situazione della Pistoiese adesso è tutta in stand-by con il primo cittadino che, nei panni del garante, è pronto a fare da interlocutore con eventuali nuovi acquirenti.
«Nella riunione al Nursery Campus la famiglia Ferrari ha confermato la volontà di fare un passo indietro e lasciare la Pistoiese – ha confermato Tomasi -. Adesso le porte sono aperte per chi volesse investire, nella massima trasparenza. Sono fiducioso perché il club arancione è solido e può offrire molto». Sul piatto, rispetto a tante realtà, c’è infatti una posta piuttosto allettante. Perché se è vero che viene a mancare il principale azionista della società arancione, ovvero la famiglia Ferrari, è anche vero che tutto il resto rimane e non è poco come base da cui ripartire, specie per un potenziale acquirente interessato ad investire e a farlo sulla Pistoiese.
«I conti della squadra mi è stato garantito che sono a posto, anzi, la Pistoiese vanta anche qualche credito con la Lega Pro. I soci della Holding hanno confermato la volontà di continuare il loro impegno con la Pistoiese se chi arriverà vorrà essere affiancato anche da altri soci e il main sponsor Vannino Vannucci si è già dichiarato pronto a continuare nel suo ruolo. I dipendenti ci sono e restano, così come gli impianti in cui allenarsi e portare avanti l’attività. Insomma, chi vorrà subentrare lo farà investendo sulla Pistoiese e per fare calcio, perché non ci sono debiti da ripianare o situazioni da sanare».
Un dettaglio quest’ultimo non secondario e in grado di rendere la Pistoiese appetibile a chi abbia voglia, con intenzioni serie, di fare calcio a Pistoia. Una differenza che rende Pistoia un porto sicuro rispetto anche a tante altre piazze di Serie C in cui ripianare i debiti sarebbe la prima preoccupazione di chi arriva. Per la categoria in cui giocherà la squadra molto dipenderà dal prossimo mese e mezzo. In primis c’è da attendere i verdetti sportivi del campionato, con gli esiti dei playoff e dei play-out. Poi si passerà alle iscrizioni e ci sarà da capire se tutte o meno le squadre aventi diritto saranno in grado e vorranno fare la Serie C.
Riammissione o ripescaggio, con le dovute e significative differenze, sono comunque possibilità, ad ora, tutto sommato realistiche per la Pistoiese. In questo momento però le priorità sono altre, perché c’è da dare un futuro all’Olandesina trovando qualcuno che possa garantirglielo, «Preservando al tempo stesso la società da avventurieri e personaggi poco seri», ha concluso Tomasi. Se la retrocessione di inizio maggio ha sancito il fallimento della corsa salvezza dal punto di vista sportivo, adesso però si è aperta una partita ancor più importante, quella con in ballo tutto il presente e il futuro della Pistoiese. Questa partita è appena iniziata e il finale è ancora tutto da scrivere.



