Ospite di Riviera Oggi, l’ex diesse della Pistoiese spara a zero: «Mi sono sentito destabilizzato. Manoni esonerato solo perché legato a me»
In queste ore convulse in casa Pistoiese, arriva anche un altro colpo a sorpresa. Torna infatti a parlare l’ex diesse arancione Gianni Rosati, stavolta da ospite della trasmissione “Scienziati nel Pallone” di Riviera Oggi Web Tv. Come in realtà era lecito attendersi dopo i fatti che hanno causato il suo addio agli Orange, Rosati non si è risparmiato, una volta interrogato sulla situazione del suo ex club.
«Questa proprietà l’ho portata io a Pistoia – ha così esordito il diesse – In poco tempo hanno creduto di aver imparato tutto su come si gestisce una società, e invece hanno commesso errori davvero grossolani. Parlo dell’arrivo di un attaccante a me non gradito (Trotta, ndr), così come il ritorno di un centrocampista centrale (Caponi, ndr) che quest’estate avevo deciso di non confermare perché a mio parere non aveva più il passo. Avevo fatto la scelta di sostituirlo con Tanasa, che bene aveva fatto a Rimini. Ciò mi ha destabilizzato profondamente e ha portato al mio addio».
Rosati non ha però finito di sferzare colpi all’attuale proprietà della Pistoiese e, in particolare, a Maurizio De Simone. Torna infatti sull’esonero di Manolo Manoni, per poi chiudere con una frase cui non servono grandi interpretazioni.
«L’esonero di Manoni? Ovviamente non è stato per i risultati, ma solo perché era legato a me. Disse, prima dell’Imolese, che mi avrebbe comunque fatto piacere una vittoria della Pistoiese: questo non piacque e sappiamo come è andata finire. I giocatori? Vogliono andare via, ovvio che sia così: non vengono pagati da tre mesi».




