Pistoiese, tre vittorie in cinque gare. La cura Riolfo funziona

Numeri alla mano, l’arrivo di Giancarlo Riolfo ha dato una decisa scossa alla Pistoiese. Adesso c’è da mantenere la barra dritta

Non poteva iniziare in modo migliore l’esperienza di Giancarlo Riolfo sulla panchina della Pistoiese. Arrivato in città dopo la sconfitta contro la Juventus U23, il tecnico di Albenga si è subito imposto con decisione e carattere, rinsanguando una squadra scoraggiata dai risultati negativi. Numeri alla mano, il suo arrivo ha dato una decisa scossa all’ambiente arancione, tanto che in cinque turni sono arrivati metà dei punti conquistati nell’intero arco del campionato. E anche quando sono mancati i risultati, contro il Lecco e il Renate, la squadra ha offerto buone prestazioni.

Una svolta che ha riportato la Pistoiese fuori dalla zona playout, a 18 punti, con ampia vista sul centro della classifica. Certo, il campione di partite è ristretto e a lungo andare è probabile che gli arancioni concedano qualcosa in media punti/partita, eppure sono numeri incoraggianti. La squadra di Riolfo ha dato prova di possedere qualità importanti, rimaste perlopiù latenti nella prima parte del campionato, e con i giusti accorgimenti in sede di mercato la stagione del centenario potrebbe assumere un segno diverso.

ASPETTO MENTALE

Prima dell’arrivo di Riolfo, la Pistoiese occupava il penultimo posto della classifica con 9 punti conquistati in dodici gare. Al di là dei risultati, colpiva la frustrazione di un gruppo incapace di mettere a frutto gli sforzi profusi sul campo: una condizione che, nelle ultime settimane, aveva condotto gli arancioni in uno stato di grande fragilità. La sconfitta contro la Juventus U23, maturata in un black-out di una manciata di minuti, era il sintomo di qualcosa di più grande.

«La mancanza di risultati ti può portare ad abbassare la testa, ad avere meno spirito e meno forza, e quindi a credere meno in quello che fai – aveva detto Riolfo in sede di presentazione -. […] C’è da cambiare il trend, lo spirito». Parole quasi profetiche, tanto è stato radicale il cambiamento di rotta imposto dal tecnico ligure. Una svolta iniziata prima di tutto dalla testa dei calciatori. Con principi di gioco semplici e miranti alla concretezza, Riolfo è riuscito a ridare fiducia ai ragazzi, riattivando quelle energie mentali perse nelle settimane precedenti.

ASPETTO TECNICO-TATTICO

L’arrivo di Giancarlo Riolfo è stato decisivo anche sul piano tecnico-tattico, dove l’ex Carpi si è adoperato già a partire dalla gara contro la Lucchese. Il passaggio alla difesa a quattro ha stravolto l’assetto tattico su cui si era fondala la Pistoiese di Frustalupi, rimettendo in discussione gerarchie ed equilibri interni allo spogliatoio. Non è un caso che Camilleri e Gucci iniziassero il derby dalla panchina, mentre un giocatore fino a quel momento ai margini come Spinozzi tenesse le redini del centrocampo.

Scelte tecniche coraggiose ma non pregiudiziali, visto che tutti hanno avuto il loro spazio in queste cinque partite. Lo stesso assetto tattico è stato variato a più riprese in base alle circostanze. Piuttosto, un modo per non dare niente per scontato e attivare una sana competizione tra i ragazzi. Anche per quei “titolarissimi” che qualche volta si sono dovuti accomodare in panchina.

MERCATO E FUTURO

Le cose stanno procedendo bene, ma il cammino della Pistoiese verso la salvezza resta ancora lungo. La squadra ha dimostrato di non valere il penultimo posto della classifica: ciò nondimeno, sono auspicabili alcuni accorgimenti in sede di mercato. L’ex Carpi Enrico Pezzi potrebbe diventare presto un giocatore dell’Olandesina, mentre si continua a lavorare per un difensore e magari una punta. La società sembra intenzionata a non venire meno alla promessa fatta a più riprese alla città e ai tifosi: appena possibile, farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per assicurare alla Pistoiese i giocatori che servono. Non resta che aspettare l’apertura del calciomercato il 4 gennaio.

Leonardo Agostini
Leonardo Agostini
Laureato in Beni Culturali all'Università di Firenze e in Storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, amante del calcio e dello sport in generale. Scrivere è una passione e un gioco, la domenica allo stadio un vizio che non ha il coraggio di togliersi.

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