La Pistoiese dovrà ripartire dalla prima mezz’ora del match contro il Grosseto: «Se rimaniamo concentrati possiamo essere competitivi»
Terza partita stagionale per la Pistoiese, impegnata contro il Pontedera domenica 12 settembre (ore 17:30) allo stadio Mannucci. I granata guidati da mister Maraia, nelle prime due sfide di campionato, hanno conquistato due punti grazie ai pareggi con Carrarese e Vis Pesaro. Un punto invece è il bottino raccolto dagli arancioni, ottenuto nella sfida casalinga contro il Grosseto, dopo la sconfitta all’esordio di campionato al Nespoli contro l’Olbia. Il tecnico spezzino dovrà rinunciare sicuramente agli infortunati Mezzoni e Minardi, ma in forte dubbio ci sono anche Gennari, Sabotic, D’Antoni e Pertica, la loro eventuale disponibilità verrà valutata solamente nella giornata di domani.
Gli uomini di mister Sassarini troveranno di fronte una squadra che negli ultimi anni sta raccogliendo i frutti della programmazione di una società che compie da tempo scelte lungimiranti e pur cambiando interpreti riesce a costruire rose di buon livello: «Bisogna pensare a noi stessi – ha commentato il tecnico – concentrati e determinati a fare la partita. Sappiamo che giochiamo in un campo particolare che loro conoscono bene e sappiamo inoltre che hanno determinate caratteristiche e che sono anni che stanno facendo bene in campionato. Quindi ci vorrà grande attenzione ma se rimaniamo concentrati possiamo essere competitivi, magari allungando i primi trentacinque, quaranta minuti della partita contro il Grosseto, cercando di arrivare velocemente ai novanta minuti».
Un grande impegno quello dello staff arancione che sta lavorando con grande intensità per colmare il gap dovuto al ritardo di preparazione: «I ragazzi in settimana si allenano benissimo – ha evidenziato il tecnico arancione – e lo fanno con grande professionalità e grande attenzione. Come staff stiamo lavorando tantissimo per cercare di aiutare i ragazzi ad avere un modello di gioco definito ma è chiaro che sotto l’aspetto atletico ci sono dei tempi fisiologici al quale non possiamo farci niente se non, appunto, lavorare duramente».
Una mission impossible che non spaventa affatto il tecnico spezzino, allenatore che ama le sfide e che non nasconde la sua passione per una piazza, quella di Pistoia, che ha una lunga e ricca storia: «Me la sono trovata bella tosta – ha sorriso Sassarini – però stiamo analizzando ogni allenamento, impegnandoci al massimo per colmare una mole di lavoro di un mese che noi dobbiamo fare in tre o quattro giorni. Mi piacciono le sfide, sono sempre stato innamorato di questa piazza e darò tutto me stesso per provarci. La Pistoiese – ha concluso l’allenatore – deve assolutamente ritornare ad essere quella che è stata una volta».
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