«Dobbiamo crescere anche a livello mentale» dice il difensore della Pistoiese. «Ci serve una scintilla» aggiunge l’ex Pineto
Cos’hanno in comune Yuri Mendolia e Andrea Milani, oltre alla lettera “M” come iniziale del cognome? La volontà di provare a salvare la Pistoiese e la fiducia in un gruppo acerbo ma ambizioso. Sinteticamente potremmo riassumere così le parole del difensore classe 2003 e dell’esterno ex Monterosi e Pineto, i quali questa mattina si sono presentati nella sala stampa del “Melani”. Nonostante la giovane età di entrambi, dalle loro parole è filtrata un’obiettività e una maturità non comune nel mondo del calcio moderno.
«Credo che questa squadra possa fare degli step importanti a livello mentale – afferma Mendolia. Molto spesso, nel calcio come nella vita, avere la giusta mentalità si permette di sopperire a mancanze sotto altri punti di vista. In queste partite abbiamo fatto errori, sia singoli che di reparto, ma abbiam sempre cercato di darci una mano l’uno con l’altro. In primis bisogna aiutare i propri compagni in allenamento e nel quotidiano, oltre che in partita. Per un gruppo come il nostro, soprattutto all’inizio del percorso, è normale sbagliare, ma credo che si siano intravisti anche aspetti che non devono essere buttati. Se riusciremo ad essere più cattivi e decisi in determinate situazioni potremo migliorare la nostra classifica».
Mendolia ha poi parlato del suo arrivo alla Pistoiese, concretizzatosi a fine dicembre: «Quando si è giovani e ad inizio carriera non si può dire di no a certe realtà e società. Pur con tutti i problemi che ci sono stati, stiamo parlando della Pistoiese. Il gruppo si è formato in pochi giorni ma ogni membro sta lavorando sodo per essere il prima possibile al 100%. Il calendario difficilissimo che abbiamo avuto all’inizio non ci ha aiutato, adesso dobbiamo andare in campo campo e dimostrare quello che valiamo. Il mio ruolo? In questi anni ho ricoperto tutti i ruoli della difesa, sia centrale a tre o a quattro che terzino su entrambe le fasce. Sono un calciatore aggressivo a cui piace molto l’anticipo e per quanto possibile cerco di dare sicurezza e solidità ai compagni di reparto».
Nel passato di Andrea Milani c’è una parentesi importante nel vivaio della Fiorentina, a fianco di alcuni giocatori affermati come Bianco e Pierozzi. Il divario tra settore giovanile e prima squadra è però molto ampio, come ricordato dallo stesso Milani: «A Firenze sono cresciuto come ragazzo prima che come giocatore, essendo stato dai 14 ai 20 anni in viola. Mi porto dietro un bagaglio tecnico e umano enorme, l’opportunità di confrontarsi con giocatori talentuosi è molto formativa. C’è anche da dire però che non è tutto oro quel che luccica. Quando si fa il salto in una prima squadra ti ritrovi in spogliatoio con giocatori “veri” e ciò che hai fatto nel settore giovanile spesso passa in secondo piano. La Serie D è un campionato duro e che non perdona gli errori e l’unico modo per imparare è provarlo sulla propria pelle».
Dopo aver ottenuto la promozione col Pineto lo scorso anno, Milani era svincolato da inizio stagione: «La scelta di venire alla Pistoiese è stata una immediata in quanto da diversi mesi cercavo un’opportunità per rimettermi in gioco. Quando poi ti chiama una squadra come la Pistoiese come fai a dire di no? Io credo che all’interno dello spogliatoio ci siano grandi motivazioni, sappiamo che queste da sole non bastano ma si sono già intravisti dei passi avanti. Vogliamo la salvezza, in primis per i tifosi che ci stanno sostenendo nonostante il momento complicato. In campo mi piace prendermi le responsabilità con la palla tra i piedi, essere un punto di riferimento per i compagni a livello tecnico. Posso giocare sia da ala che da quinto di centrocampo, la mia disponibilità al lavoro e al sacrificio è totale».



