Polisportiva Hitachi: coast to coast sui pedali per Lorenzo e Francesco

Il diario del secondo viaggio a due ruote di Lorenzo Gori, socio Polisportiva Hitachi, e Francesco Giacomelli dell’Agliana Ciclismo

Una nuova avventura sui pedali firmata Polisportiva Hitachi ed Agliana Ciclismo. Lorenzo Gori e Francesco Giacomelli sono tornati con una nuova avventura in giro per l’Italia sempre e solo in bicicletta. I due amici, che avevamo conosciuto quasi 12 mesi fa esatti col viaggio sulla Via Franchigena, quest’anno hanno scelto un percorso coast to coast: dal Mar Adriatico al Tirreno in otto giorni, sempre e solo su percorsi sterrati o di campagna. Quali paesi e scenari avranno visitato in questa nuova avventura?

I PREAMBOLI DEL VIAGGIO CON LA POLISPORTIVA HITACHI E L’AGLIANA CICLISMO

«Fin da quando eravamo giunti a Roma lo scorso anno – raccontano i due amici – eravamo decisi a ripetere una simile esperienza. Così quest’inverno abbiamo studiato varie alternative ed alla fine eravamo propensi a fare il viaggio da Fabriano a L’Aquila. Ci piaceva l’idea di visitare i luoghi che stanno rinascendo dopo i terremoti degli scorsi anni, tuttavia alla fine abbiamo dovuto rinunciarci. Gli spostamenti infatti erano troppo complicati. Così abbiamo optato per il percorso Coast to Coast con partenza da Ancona, più precisamente da Porto Nuovo, e arrivo ad Orbetello sette giorni dopo».

Lorenzo, socio della Polisportiva Hitachi, e Francesco, tesserato dell’Agliana Ciclismo, si sono così dati appuntamento alla stazione di Prato sabato 25 giugno, con le biciclette pronte. «Curiosamente – confessa Francesco – i giorni in cui ci siamo più stancati sono stati i due in treno. Con i vagoni affollati non è una passeggiata viaggiare con le bici al seguito».

Da Prato Lorenzo e Francesco sono arrivati a Bologna, da cui hanno preso la coincidenza per Ancona. Dal capoluogo marchigiano, nel primo pomeriggio di sabato, i due hanno raggiunto, a circa 15 Km, Porto Nuovo, da cui è potuto finalmente partire ufficialmente il viaggio. «Eravamo proprio sull’Adriatico – racconta Lorenzo – quando abbiamo dato il via all’avventura. Purtroppo speravamo d’incontrare un periodo di leggera tregua dal caldo come l’anno scorso, quando trovammo tanti giorni nuvolosi ed addirittura la pioggia per un paio di tappe. Invece il sole, tolta una piccola spruzzata a metà settimana, non se n’è quasi mai andato. Soprattutto nelle Marche, quando ancora eravamo pressoché a livello del mare, abbiamo sudato parecchio».

Polisportiva Hitachi - Giorno 1 coast to coast
Le bici pronte alla partenza

I PRIMI DUE GIORNI FRA OSIMO E SAN SEVERINO

Prima meta del viaggio il borgo medievale di Osimo, distante 20 Km. Ricorda il tesserato dell’Agliana: «Avevamo fissato una camera in un bed & breakfast, da cui poi siamo ripartiti l’indomani. Mi ha colpito il panorama: c’erano tantissimi campi di girasoli e grano. Lo sfondo perfetto per una vacanza simile». Il borgo è stato quindi la partenza del secondo giorno, con arrivo fissato a San Severino dopo 62 Km con poco più di 2000 metri di dislivello. Una tappa che i due ricorderanno per un evento in particolare.

«Verso l’inizio – racconta il socio della Polisportiva Hitachi – abbiamo guadato un piccolo fiume, il Musone. Ci siamo tolti le scarpe e con la bici in braccio abbiamo fatto un piccolo bagno. Visto il caldo che faceva non è stata un’esperienza così negativa, devo ammetterlo! Poi dopo abbiamo ripreso il cammino fra una fattoria e l’altra con Filottrano e Treia come tappe intermedie».

Il guado del fiume Musone

LA CIMA COPPI E NOCERA UMBRA IL TERZO GIORNO

Il terzo giorno il duo da San Severino ha raggiunto Nocera Umbra. In totale ha percorso quasi 50 Km ed ha superato la “Cima Coppi” del viaggio, il Monte Alago. Durante la tappa un piccolo tuffo al cuore è stato inevitabile, come ci spiega Francesco: «Dopo circa 20 Km abbiamo raggiunto Camerino. Purtroppo è divenuto un paese fantasma perché dal terremoto del 2016 nessuno ci è tornato ad abitare. Ci ha dato delle sensazioni davvero forti: non è facile attraversare luoghi simili».

Prima dell’arrivo a Nocera Umbra, altra cittadina vittima del sisma di sei anni fa, i due amici hanno sfiorato quota mille metri sul Monte Alago. «Sulla cima – aggiunge Lorenzo – c’era un piccolo parco naturale molto suggestivo. Poi dopo siamo arrivati a Nocera, dove la situazione pare un po’ migliore di Camerino ma comunque non c’era tanto turismo. Ad ogni modo ci siamo ben riposati e abbiamo degustato tantissime specialità del posto».

Polisportiva Hitachi - coast coast giorno 3

ASSISI E TODI PER NELLA METÀ DELLA SETTIMANA

Per il quarto giorno Lorenzo e Francesco avevano in programma la frazione più corta del viaggio, poco meno di 30 Km, con lo scopo di visitare Assisi. «Siamo arrivati abbastanza presto – racconta il socio della Polisportiva Hitachi  – proprio per visitare la Basilica di San Francesco e tante altre chiese del luogo. Inoltre abbiamo conosciuto una coppia di ragazze di Como che sono tuttora in viaggio per tutta la penisola con le E-Bike. Abbiamo cenato insieme a loro e poi siamo andati a preparare la tappa seguente».

Polisportiva Hitachi - Assisi giorno 4 coast to coast
La basilica di San Francesco di notte

L’indomani il duo ha affrontato circa 50 Km per giungere a Todi dopo essere passati da Bevagna, borgo medievale assai caratteristico, ed aver superato una delle salite più dure del tour. «Credo sia stata la tappa con più sterrato – afferma il portacolori dell’Agliana – e con l’arrivo più difficile. Todi è parecchio in alto e perciò non è stato facile raggiungerla, anche perché eravamo a fine tappa». «Tutto sommato – aggiunge Lorenzo – ne è valsa la pena. Abbiamo alloggiato in un ex monastero, divenuto bed & breakfast da poco, che forse è stato il migliore alloggio della settimana. La colazione poi, ottima e bella abbondante, ci ha davvero rifocillato».

ORVIETO, IL TEVERE ED IL RITORNO SULLA FRANCHIGENA

Il sesto giorno la coppia ha pedalato per altri 50 Km, sempre con un paio di salite toste, per arrivare ad Orvieto. A metà tappa il passaggio per Civitella del Lago, nella valle del Tevere. «Avevamo appena approcciato la discesa quando ci siamo passati – racconta Francesco –. Poi poco dopo c’era la diga di Corbara da cui poi abbiamo proseguito per Orvieto. Credo sia stato uno dei paesi più popolati del viaggio, in cui la sera c’era molta più vivacità rispetto agli altri posti. Inoltre il Duomo è meraviglioso, forse la visita più bella del viaggio dopo Assisi».

Uno spuntino a Civitella del Lago

Il settimo e penultimo giorno i ragazzi hanno affrontato la tappa più lunga, quasi 80 Km comunque non pesanti visto il dislivello favorevole per la tanta discesa, giungendo a Pitigliano. Lorenzo e Francesco hanno toccato addirittura tre regioni, poiché nel salutare l’Umbria sono passati nel Lazio prima di rientrare in Toscana, tornando oltretutto su strade conosciute. «Dopo il bosco all’inizio – racconta il socio della Polisportiva Hitachi – abbiamo puntato il lago di Bolsena e da lì siamo rientrati sulla Franchigena. L’abbiamo affrontata nel senso opposto allo scorso anno e abbiamo subito notato quanta gente ci fosse in più rispetto alla nostra via. Si vede che è uno dei percorsi più popolari».

Polisportiva Hitachi - giorno 7 coast to coast
Francesco e Lorenzo a Sorano

GRAN FINALE IN TOSCANA CON BAGNO NELL’ARGENTARIO

Il rientro in Toscana ha anche avuto un episodio in particolare, come spiega Francesco: «Poco prima di Pitigliano, nella valle del Tufo, una signora ci ha offerto un cesto pieno d’albicocche. Per tutto il viaggio abbiamo trovato tantissimi alberi da frutto grazie ai quali abbiamo fatto diversi spuntini, ma un’abbondanza simile non ce l’aspettavamo. La cordialità delle persone del posto ci ha davvero colpito positivamente».

Per l’ottavo ed ultimo giorno erano in programma le ultime fatiche in bassa Maremma. Il duo ha percorso circa 70 Km, quasi tutto in pianura, da Pitigliano ad Orbetello passando, fra gli altri luoghi, anche da Manciano e Capalbio. «Avevamo una voglia così immensa di finire che ci siamo fermati solo per pranzo – confessa Francesco – anche se ci siamo trattati bene, no?» «Eh sì – gli fa eco Lorenzo – abbiamo pranzato con un bel panino al prosciutto di cinghiale in una piccola trattoria del posto, sempre trattati come re».

Polisportiva Hitachi - Giorno 8 coast to coast

Una volta giunti a destinazione, i due amici hanno festeggiato col relax in riva al mare, affittando un ombrellone nell’Argentario. «Per tre ore non abbiamo pensato a nulla se non rilassarci – ricorda Francesco -. Poi siamo andati a dormire e quindi il giorno dopo siamo ripartiti in treno. Come all’andata ci siamo più stancati a tenere a bada le bici e tutto il materiale che a pedalare. Tuttavia la contentezza d’essere tornati a casa era più forte. Anche quest’anno la soddisfazione di aver compiuto un’avventura simile è stata tanta».

MEGLIO IL 2021 O IL 2022?

Francesco e Lorenzo in generale promuovono il viaggio, preferendolo a larghi tratti rispetto allo scorso anno. «Abbiamo fatto molta più strada, poco più di 400 Km con circa 9000 metri di dislivello. Tuttavia con tre giorni in più e quindi con sforzi più circoscritti. Per fortuna, tolte due forature capitate a Francesco che comunque erano ampiamente in preventivo, non ci sono stati grandi imprevisti né sui pedali che nei pernottamenti. Abbiamo patito più caldo, quello è vero, però alla fine ci siamo gestiti meglio».

«Rispetto allo scorso anno – chiudono – resta il fascino di scoprire luoghi e paesaggi, oltreché incontrare persone, che in auto non sarebbero facilmente raggiungibili. Tuttavia l’esperienza è stata molto più ricca dello scorso anno. Abbiamo visto scenari più variegati, viste le quattro regioni toccate, e abbiamo vissuto un’avventura più intensa, poiché il percorso è molto meno popolare rispetto alla Franchigena. Si può godere al meglio dell’atmosfera tranquilla dei luoghi».

Per il prossimo anno le idee sono tante. «Fare cose più lunghe è troppo impegnativo – conclude Lorenzo – quindi resteremo sulla canonica settimana. Ci sono tanti percorsi che stiamo già vagliando, soprattutto nel nord Italia, perciò penso che non sarà un guaio trovare quello giusto. Di certo, come quasi un anno esatto fa, possiamo dire che questo è solo un arrivederci!».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe '93, laureato in scienze politiche, studi in comunicazione. Appassionato di sport fin dalla tenera età. Tra le discipline più seguite i motori, il ciclismo e ovviamente il calcio.

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