Polisportiva Hitachi: il viaggio sui pedali di Lorenzo e Francesco

Lorenzo Gori, socio della Polisportiva Hitachi e Francesco Giacomelli hanno raggiunto in bici Roma seguendo la storica via Francigena

Un modo del tutto originale di viaggiare suggerito dalla Polisportiva Hitachi. Grazie a due mountain bike, ad un’organizzazione meticolosa e alla forte determinazione, Lorenzo Gori e Francesco Giacomelli sono giunti a Roma dopo cinque lunghi giorni di pedalate, fatica ma anche scoperta ed avventura.

Il socio della Polisportiva Hitachi e il tesserato dell’Agliana Ciclismo sono partiti dalla piazza della chiesa de La Ferruccia per giungere a Roma passando per larghi tratti dalla storica Via Francigena. In tutto 425,5 km con 6313 metri di dislivello, con una media quindi di circa 90 km al giorno con mille metri di dislivello. Un viaggio faticoso certamente, ma tuttavia molto particolare e appagante, come ci ha raccontato Lorenzo, con la speranza di poterlo replicare in futuro.

I PREAMBOLI E LA PRIMA TAPPA

«Ci stavamo già organizzando lo scorso anno, ma poi è esploso il virus e perciò abbiamo dovuto rimandare tutto. Inoltre non abbiamo potuto neanche partire in primavera, perché Francesco aveva solo luglio come periodo disponibile per le ferie. Sicuramente non è stato l’ideale, tuttavia siamo riusciti anche a superare il caldo sfruttando un paio di giornate nuvolose». La partenza della prima frazione, sabato 24 luglio, è stata la piazza de La Ferruccia, mentre l’arrivo è stato lo storico borgo medievale di San Gimignano.

«Pronti via e abbiamo affrontato il San Baronto dopo pochi chilometri. Con le mountain bike pesanti per i grossi portapacchi lo sforzo è stato doppio, ma non avendo grandi limiti di tempo abbiamo ben amministrato la fatica. Poi abbiamo puntato San Miniato, da cui abbiamo preso la Francigena. Da lì siamo passati per Gambassi Terme, dove abbiamo pranzato, per poi puntare San Gimignano. Ci siamo giunti alle 17, affaticati ma non troppo poiché avevamo fatto tante soste con immancabili foto. Eravamo solo al primo giorno, eppure avevo già capito quanto fosse magico scoprire luoghi nuovi in un modo inusuale».

Polisportiva Hitachi - bicicletta davanti al borgo

LA SECONDA TAPPA NEL SENESE

Il secondo giorno il duo della Polisportiva Hitachi e dell’Agliana Ciclismo ha affrontato le colline senesi, con arrivo a San Quirico d’Orcia. «Come per il giorno prima ci siamo alzati presto con lo scopo di partire alle 7 – racconta Gori -. Per fortuna il proprietario del bed & breakfast non ha avuto problemi nel prepararci la colazione così presto e abbiamo potuto seguire il programma. Pensavo che la strada fosse più tranquilla, ma anche stavolta abbiamo fatto più di mille metri di dislivello! Sono rimasto sorpreso da una ciclabile, che abbiamo imboccato vicino a Poggibonsi, ricavata da una ferrovia dismessa: una piacevole scoperta».

«A pranzo siamo giunti a Siena dove abbiamo preso un panino e intorno alle 13:30 siamo ritornati sui pedali. Fortunatamente non abbiamo avuto problemi con le bici ed inoltre il tempo ci ha aiutato: il sole si è fatto vedere poco e addirittura abbiamo goduto di qualche goccia di pioggia. Considerando che era la tappa più lunga (104 km) e che la strada era per la maggior parte sterrata e in salita ci siamo sentiti rinfrancati. Siamo andati a letto cotti ma veramente contenti».

Polisportiva Hitachi - Lorenzo e Francesco a Siena

L’ARRIVO NEL LAZIO

Il terzo giorno è coinciso con lo sconfinamento nel Lazio, con nel mezzo l’arrivo per pranzo nel caratteristico borgo di Radicofani. Gli ultimi chilometri prima del comune in Val d’Orcia hanno messo a dura prova Lorenzo e Francesco: «La strada era asfaltata ma la rampa conclusiva non finiva mai. L’ultimo pezzo prevedeva 15 km in salita e sono stati a dir poco faticosi. Non a caso abbiamo pranzato con più calma e poi ci siamo rimessi in viaggio per la destinazione di giornata: il lago di Bolsena. Speravamo che il percorso fosse più semplice, ma la Francigena passa per i boschi e le nostre speranze si sono un po’ raffreddate. Tuttavia non ci sono stati fuoriprogramma e abbiamo ufficialmente messo piede nel Lazio».

L’AVVICINAMENTO A ROMA

L’arrivo del quarto giorno è stato Sutri, con passaggi intermedi per Montefiascone e Viterbo. Dal comune nei pressi del lago di Bolsena il duo della Polisportiva Hitachi ha imboccato la Via Cassia. La strada dissestata, con ciottoli molto più grossi rispetto al normale, ha creato diversi grattacapi a Lorenzo e Francesco: «In discesa, col peso che avevamo, dovevamo stare molto attenti. Con tutti quei saltelli abbiamo fatto un esercizio davvero grande. Fortunatamente, tolta una foratura, non abbiamo mai avuto imprevisti tecnici».

Nonostante le salite e la strada difficile, i ragazzi hanno potuto scoprire nuovi panorami da sogno, con gli arrivi a Viterbo e poi a Sutri a concludere la prima giornata interamente laziale. Da Sutri, mercoledì 28, è infine partita la frazione finale. Tappe intermedie dell’ultimo giorno la cittadina di Formello, sede del centro sportivo della Lazio, ed una panoramica pista ciclabile che, costeggiando il Tevere, collega Saxarubra con Città del Vaticano.

IL GRAN FINALE

Vedere Castel Sant’Angelo prima e San Pietro poi è stato il giusto finale di un’avventura memorabile. L’entusiasmo dell’arrivo per Lorenzo e Francesco ha superato la gran fatica delle cinque giornate sui pedali. «Il viaggio di ritorno ovviamente l’abbiamo fatto in treno, però forse un altro paio di giorni in bici potevamo farli. Temevamo di finire con le gambe più distrutte, ed invece siamo stati bravi a recuperare dalla fatica. Fare un viaggio così, visti anche i tempi incerti che corrono, è stato stupendo». Fra i ricordi più piacevoli, oltre ai luoghi ed ai panorami della campagna toscana e laziale, senza dubbio i rapporti con gli altri avventurieri.

«Mi ricorderò certamente delle tante conversazioni scambiate con gli altri viaggiatori o col personale delle botteghe e degli alberghi. Condividere le sensazioni e scambiare le opinioni in queste situazioni fa sempre bene. Pensavo che io e Francesco fossimo dei pazzi, ed invece abbiamo trovato moltissime persone che hanno organizzato passeggiate anche più lunghe delle nostre. Ad esempio c’è stata una coppia di Camaiore che ha vissuto il Viaggio di Nozze in bici con un itinerario simile al nostro. Un’altra coppia che era sempre in sella ma su due bici elettriche e poi una coppia di amiche che dal Garda sono arrivate sino a Roma. Con loro abbiamo passato le due giornate finali ed è stato bello condividere un’esperienza così con persone conosciute da poco. Penso proprio che per noi non sarà assolutamente l’unica volta in cui vivremo un viaggio così».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe '93, laureato in scienze politiche, studi in comunicazione. Appassionato di sport fin dalla tenera età. Tra le discipline più seguite i motori, il ciclismo e ovviamente il calcio.

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