Dopo il gol in Coppa l’attaccante del Ponte Buggianese rivela: «Sono venuto per essere protagonista, possiamo mettere in difficoltà tutti»
Messo alle spalle, almeno per ora, l’incubo Covid 19, il calcio giocato è finalmente ripartito e in casa Ponte Buggianese l’inizio è stato memorabile. La bella vittoria di Coppa Italia contro la Larcianese, valsa il passaggio del turno, ha avuto un unico protagonista o quasi: Luca Maiorana. L’attaccante versiliese classe 1993 ha reso la vita difficile alla difesa dei viola, mettendo a referto un gol e un assist e guadagnandosi anche la palma di migliore in campo.
«Sono molto felice della prestazione di domenica – esordisce l’attaccante biancorosso – dopo tanti mesi di stop volevamo ripartire col piede giusto. Farlo contro una squadra forte come la Larcianese ci dà ancora più certezze per l’avvio del campionato. Sto bene fisicamente e so di poter dare un contributo importante alla squadra, voglio aiutarla a tornare in Eccellenza. Sono venuto qui per vincere e intendo farlo da protagonista».
Tanti sono stati gli acquisti del Ponte nella finestra estiva di mercato, con un obiettivo non dichiarato ma chiaro a molti: : «Nella mente di tutti c’è la voglia di arrivare più in alto possibile, di giocarsi il campionato. Ci sono molte squadre attrezzate ma non abbiamo paura di nessuno. Abbiamo tanti giovani di livello che non tolgono mai la gamba nei contrasti, disposti a lavorare e fare tanti sacrifici. Siamo carichi e motivati e vogliamo dire la nostra fino in fondo».
La stagione scorsa non è stata facile per molte cause, coronavirus in primis: «Mi sono accasato al Montecatini a novembre e i primi mesi ho dovuto lavorare sodo per rimettermi in condizione al pari degli altri. Quando sono entrato in forma ho fatto il primo gol e dopo poche partite la stagione si è fermata. Inoltre c’era grande concorrenza nel reparto d’attacco, soprattutto quella del mio amico Chiaramonti, che ha spesso tolto le castagne dal fuoco nei momenti più ostici».
Ala d’attacco o seconda punta: qual è il vero ruolo di Maiorana? «Giocando con Raffi che è una prima punta d’area mi piace muovermi molto attorno a lui – spiega l’ex biancoceleste – sia alle sue spalle che in fascia. Nasco come attaccante esterno ma oggi mi sento di più una seconda punta, preferisco giocare più vicino alla porta. A questo proposito ho lavorato molto sulla forza delle gambe, un dettaglio che avevo trascurato negli ultimi anni».


