Ospiti al nostro Salotto, Barozzi, Citera e Tardiola hanno parlato dello stop alla Prima Categoria, tracciando anche un bilancio sulla stagione
Non si ferma la serie di dirette firmate Pistoia Sport, che quotidianamente porta nelle case degli spettatori tutti gli aggiornamenti sullo sport pistoiese. La serata di mercoledì ha aperto lo scenario alla Prima Categoria, chiamando in causa tre protagonisti del Girone A. Leonardo Barozzi del Candeglia, Pietro Citera della Meridien Larciano e Giacomo Tardiola del Monsummano hanno raccontato la loro vita quotidiana, condizionata dal coronavirus, facendo anche il punto su un’eventuale ripartenza.
Ripartenza che al momento pare impossibile per tutti e tre i protagonisti: «Prima di settembre non se ne farà nulla – esordisce Tardiola – la mia idea è quella di terminare il campionato dopo l’estate per poi ripartire con la nuova stagione. Se ciò non fosse possibile direi di far salire le prime due classificate senza retrocessioni».
Gli fa eco Barozzi: «È giusto mantenere valida la classifica attuale per dare la possibilità alle prime due di salire di categoria. Se lo meritano per quanto fatto vedere fino ad oggi».
Ma come si allenano i giocatori durante questa sosta forzata? «Facciamo delle videochiamate col nostro preparatore – spiega Citera – che ci guida negli esercizi da poter fare in casa o in giardino. Anche se una ripartenza è quasi impossibile cerchiamo di mantenerci in forma».
L’emergenza coronavirus potrebbe offrire l’opportunità di rifondare il sistema delle quote: « Credo che si sarà una redistribuzione tra giovani e “vecchi” – racconta Tardiola- e le quote diverranno fondamentali in tutte le leghe dilettantistiche». Sulla stessa linea d’onda anche Barozzi e Citera: «Può essere l’occasione di cambiare il sistema, anche se c’è il rischio di un calo della qualità nei vari campionati».
Tutti e tre sono calciatori da categoria superiore, con molta esperienza anche in Eccellenza e Promozione. Qual è stato l’impatto con la Prima Categoria? «La differenza di livello non è così elevata – spiega Barozzi – l’unico cambiamento significativo riguarda i campi da gioco, spesso poco curati e in pessime condizioni».
L’ambiente è simile anche secondo Citera: «Tanti dicono che in Prima si gioca per passare il tempo, io a Larciano ho trovato un ambiente serio e professionale, dai giocatori a tutto lo staff».
«Ciò che cambia è la metodologia d’allenamento – dice Tardiola – non tanto per gli allenatori ma per l’approccio che ogni singolo giocatore offre in allenamento».
Chiusura riservata a un piccolo resoconto sulla stagione momentaneamente fermata e probabilmente destinata a terminare: «A Candeglia ho trovato un gruppo unico– dice Barozzi – e posso dire di non avere troppi rimpianti. Dispiace solo per alcune partite perse immeritatamente a causa di episodi arrivati a tempo scaduto».
Estremamente soddisfatto invece Citera: «Abbiamo fatto una stagione pazzesca, tutto l’organico ha dato il proprio contributo e voglio quindi fare un enorme ringraziamento. Peccato non poter finire il campionato, c’era ancora tanta voglia di far bene».
«Abbiamo fatto bene per due terzi di stagione – conclude Tardiola – poi l’ultimo mese sono venuti a mancare alcuni equilibri e i risultati sono peggiorati, però nel complesso la stagione è stata buona».



