Dalla delusione Monsummano al trionfo del Casalguidi: ecco i voti squadra per squadra alle pistoiesi di Prima Categoria
Il campionato di Prima Categoria, almeno per quanto riguarda le squadre pistoiesi, è giunto al termine. Gli impegni di Monsummano, Giovani Rossoneri, Pescia, Candeglia e Tempio Chiazzano nel girone B e del Casalguidi nel girone C si sono fermati alla regular season. L’assenza quindi delle nostre squadre negli spareggi play-off e play-out ci costringe quindi a fermarci e a ripercorrere la stagione 2021-22. Come? Dando i voti!
Giovani Rossoneri: 4
Impossibile dare di più all’unico club pistoiese retrocesso in Seconda Categoria al culmine di una stagione disastrosa. L’inizio non era semplice perché con l’addio di mister, dirigenza e giocatori le difficoltà erano evidenti. Il dg Salvatore Zingarello e il direttore sportivo Paolo Capitani hanno provato a costruire una squadra da zero. Nomi d’esperienza come Cerretini, Gronchi, Pera si sono persi nel marasma dei tanti infortuni e delle squalifiche che hanno reso ancor più difficile la creazione di un gruppo stabile
La panchina dopo esser stata affidata inizialmente a Paolo Mariani è passata nelle mani di Patrizio Pazzini, che non ha terminato la stagione, venendo esonerato prima della ripresa di febbraio con un bottino di soli 3 punti. L’esonero anche di Pazzini e la soluzione interna non hanno smosso la squadra dall’ultima posizione con sconfitte su sconfitte e l’unico exploit arrivato nel match contro il Pescia è parso più un miracolo che una bella prova. L’inevitabile retrocessione è arrivata nel finale di stagione, ma già da metà campionato il destino di questa squadra era segnato.
Monsummano 5
Piena bocciatura anche per la squadra amaranto. Con il ripescaggio in Promozione della Meridien in tanti affidavano il ruolo di favorita alla squadra di mister Tarabusi che invece ha deluso incredibilmente. A farne le spese è stato proprio l’allenatore che ha abbandonato a poche giornate dal termine quando la forbice dei play-off stava tagliando la classifica e il rischio retrocessione poteva apparire sullo sfondo. Dopo una partenza discreta il Monsummano è caduto vittima di un vortice di sconfitte e di prestazioni opache tra le mura amiche che ha portato la squadra ad allontanarsi sempre di più dalle zone nobili del campionato.
Una piccola ripresa sembrava esser arrivata tra dicembre e la ripresa delle attività di febbraio, ma l’incostanza della squadra è stata incredibile. Nonostante le tante segnature di Compagnone, il club ha patito un distacco così enorme prima dal Marginone e poi anche dalla vincitrice San Miniato che i play-off sono diventati un miraggio. La sconfitta interna proprio contro il San Miniato ha chiuso le mire ambiziose della società amaranto che con i saluti di Tarabusi ha raccolto solo i punti necessari per non inciampare nella lotta salvezza e mettersi alle spalle una stagione dimenticabile.
Tempio Chiazzano 5.5
Una stagione vissuta pericolosamente dalla quale il club rossoblù ne è uscito solo all’ultima giornata. Ha dovuto patire le pene dell’inferno il ds Petrini nell’unica stagione senza rigori a favore e con una serie di sfortunati eventi clamorosi. Tanto che fino a metà novembre la squadra non aveva mai vinto, rimanendo addirittura dietro i Giovani Rossoneri capaci almeno di raccogliere 3 punti. Con l’esonero di Trupia e la gestione della squadra nelle mani di coach Anichini sembra esser svoltato tutto perché la squadra ha raggiunto la vittoria, scalzata l’ultima posizione e iniziata una bella rimonta.
Certo, i giocatori a disposizione non erano indicati per salvarsi perché la rosa era costruita da elementi di spessore per poter lottarsi sicuramente delle posizioni più nobili. La spirale di infortuni e squalifiche però non ha dato tregua alla banda di Cirenga, Sardini, Vezzosi e Bugelli che si son rimboccati le maniche e hanno prima abbandonato la penultima posizione poi piano piano hanno cercato di evitare la forbice. Il finale convulso di campionato ha preoccupato e non poco il Tempio che la classifica corta rispediva un turno sì e uno no ai play-out. Si spegneva e si riattivava quella forbice che alla fine ha colpito il Capanne retrocesso e permesso al Chiazzano di giocarsi ancora un’altra stagione in Prima Categoria.
Pescia 6
Una sufficienza stiracchiata, ma giusta per una squadra che non ha mai rischiato, ma neanche mai osato. Il Pescia di Michelotti ha sempre vissuto una posizione di metà classifica con qualche vetta e almeno un tonfo clamoroso. Il ko contro i Rossoneri infatti è da sottolineare come il punto più basso di un’annata che negli ultimi due turni ha sancito la salvezza dei rossoneri. Una squadra rinnovata dopo l’addio di mister Bendinelli e tanti suoi fedelissimi che ha visto in Michelotti il giusto condottiero. Una figura calma, ma decisa che tramite il gioco e interessanti elementi offensivi (vedi Towne e Fiumicino) ha saputo togliersi anche qualche soddisfazione.
Una su tutte la vittoria per 3-0 in casa del Monsummano forse nel match più bello della stagione, arrivato dopo l’incubo durato oltre 90 minuti contro i Rossoneri. Non ha mai rischiato niente di concreto il Pescia, posizionandosi quasi sempre nel limbo che ti faceva sperare ora nei play-off, ma che una delle (troppe?) batoste esterne ti faceva ricredere. Capitan Tardiola e l’esperienza difensiva di due cardini come Petretti e Sangregorio ha però chiuso tante porte in faccia agli avversari e permesso al club rossonero di giocare in Prima Categoria anche la prossima stagione. Magari allo Stadio Dei Fiori?
Candeglia 7
Bella stagione quella del Candeglia dello storico mister Borrelli che si è tolto tantissime soddisfazioni, ma che ha dato anche vita a match inspiegabili. Partendo dai momenti difficili è impossibile non dimenticare il primo punto ottenuto in stagione da parte dei Giovani Rossoneri, il 3-0 3-4 subito dallo Staffoli e la rimonta nel finale nel derby contro il Tempio Chiazzano. In quelle occasioni la luce era parsa assente più che vacillare in casa giallorossa, ma la squadra ha sempre saputo rifarsi.
Exploit fantastici come il 5-0 sul Monsummano o il ko inflitto al futuro campione San Miniato insieme all’1-1 contro la seconda della classe Marginone sono gemme incastonate nella grandissima stagione del Candeglia. Una stagione che avrebbe potuto regalare al club del presidente Poli un epilogo diverso se fosse rimasta in quota l’incognita play-off invece del netto distacco che San Miniato e Marginone hanno dato a tutte le altre. Poco male per un club costruito quasi interamente da giocatori della zona, gente giovane e che sa veramente giocare un calcio veloce, brioso e frizzante a cui resta solamente da renderlo tante volte più concreto onde evitare delle beffe.
Casalguidi 10
Che voto si merita se non il massimo la formazione gialloblu promossa per la prima volta nella sua storia in Promozione? Riteniamo giusto premiare la cavalcata fantastica di mister Gambadori e dei suoi ragazzi al termine di una stagione unica. Mai dati per favoriti, hanno dovuto rimontare prima l’imprendibile Atletica Castello e poi hanno avuto ragione negli scontri diretti di Jolo e Novoli, condannandoli al massimo alla piazza d’onore.
Un club che del suo gioco frizzante e offensivo ha avuto la meglio nei campi pratesi e fiorentini di un girone tosto come il C. Una rosa piena di giocatori intercambiabili e l’apporto fondamentale degli juniores ha permesso ai titolari di esser degnamente sostituiti nei momenti di difficoltà e veder segnare, senza stupirsi più di tanto, spesso anche i subentrati. Elementi come Nania, Ciaccio, Rinaldini e Paccagini, ma anche Ceccarelli e Martini hanno aggiunto tutti un quid in più a questo Casalguidi che giustamente è salito sul gradino più alto della sua storia.



