Delle varie ipotesi di ripartenza nessuna convince i dirigenti di Promozione: «Ripartiamo solo ad emergenza terminata»
Poche luci e tante ombre attanagliano al momento il mondo del calcio dilettantistico. Tra le tante categorie costrette allo stop, anche la Promozione sta vivendo settimane di incertezza, con molte ipotesi che ogni giorno sembrano spuntare all’orizzonte. Ripartenza a gennaio e disputa del solo girone d’andata sono soltanto alcune delle idee passate al vaglio. Il destino del campionato di Promozione è ancora tutto da decifrare.
QUI AMICI MIEI
«Credo sia impossibile ripartire ad inizio anno nuovo – dice il presidente degli Amici Miei Lorenzo Mazzetti – anche se noi saremo pronti a adeguarci a qualsiasi disposizione. Noi ci siamo allenati fino alla scorsa settimana, poi con l’impossibilità di usare gli spogliatoi abbiamo dovuto alzare bandiera bianca. Personalmente penso che finché non verrà trovato il vaccino sarà dura parlare di calcio giocato, perciò non escludo di dover ricominciare direttamente a settembre 2021. Dispiace perché comunque avevamo fatto degli sforzi anche di natura economica, ma siamo di fronte ad una causa di forza maggiore».
QUI LAMPO
Ripartire in sicurezza: questo il motto del presidente della Lampo Marco Giannoni. «La priorità deve essere la salute e il rispetto per le fasce più a rischio. Anche per questo motivo ho scelto di bloccare fin da subito gli allenamenti collettivi. I ragazzi si stanno allenando in forma individuale e sono convinto che sia la giusta mossa. Per quanto riguarda il proseguo della stagione credo che non debbano esserci formule alternative. O si fa un campionato intero o non si fa niente! Un campionato col solo girone d’andata sarebbe profondamente diverso e avrebbe comportato scelte diverse da parte mia, ma non solo, in fase di preparazione».
QUI LARCIANESE
Piuttosto pessimista anche Giancarlo Carbone, presidente della Larcianese. «Stiamo sentendo tante ipotesi, ma io credo che prima di gennaio inoltrato non sarà possibile ricominciare a giocare. Al momento l’unica cosa da fare è stare fermi e aspettare la fine della pandemia, o quanto meno un significativo miglioramento. Sicuramente mi sento di dire una cosa: le varie soluzioni che circolano sono irrealizzabili. Se si ripartirà dovrà accadere in sicurezza e con la garanzia di arrivare fino in fondo. Naturalmente è un peccato essersi fermati, la squadra è forte e c’era tanta voglia di giocarsi il campionato sul campo».
QUI PONTE BUGGIANESE
«Ho seri dubbi a proposito di una ripartenza a gennaio – afferma Graziano Toci, presidente del Ponte Buggianese – c’è il rischio concreto di dover aspettare la primavera. Io sono aperto a più soluzioni, non sarebbe utopistico giocare da marzo a giugno e poi riprendere il medesimo campionato a settembre. Purtroppo siamo davanti ad una situazione inedita e anche da parte delle istituzioni c’è poca chiarezza. Avremmo tanta voglia di ricominciare, anche i ragazzi che sono a casa stanno vivendo un momento difficile ma dobbiamo stringere i denti e cercare di resistere».
QUI QUARRATA
Bicchiere mezzo vuoto per Alfredo Bracali, direttore sportivo del Quarrata: «Impossibile ripartire a dicembre, più probabile farlo a inizio gennaio, curva dei contagi permettendo. È un dispiacere essersi fermati, avevamo iniziato molto bene la stagione con un gruppo unito e compatto. I ragazzi si stanno allenando in modo individuale, hanno un programma di lavoro che potrà consentir loro di essere in buona condizione quando ci sarà da ricominciare. Se non si riuscisse a ripartire sarebbe la morte del calcio dilettantistico e giovanile e temo che se ne accorgerebbero anche ai piani alti…».


