La sfida playout tra Quarrata e Tempio si è chiusa sul risultato di 0-0 al termine dei tempi supplementari: i giallorossi conservano la categoria, mentre i rossoblu ripartiranno dalla Prima Categoria
Più che ad una semplice contesa calcistica è sembrato di assistere all’ultimo atto del più canonico degli adattamenti drammatici: Quarrata e Tempio Chiazzano hanno battagliato eroicamente per centoventi minuti, spogliandosi del dilettevole e del superfluo e vestendosi degli abiti intrisi di umanità di chi scende in campo a giocarsi tutto ciò che di più caro ancora possiede. Un evento meta-sportivo dal fascino unico, col quale entrambe le contendenti si sono fatte grande onore.
Un sentimento subito eclissato al termine dei tempi supplementari, quando lo 0-0 maturato nei centoventi minuti ha espresso una duplice ed inappellabile sentenza: il Quarrata potrà proseguire il proprio cammino in Promozione, mentre il Tempio Chiazzano sarà costretto a ripartire dalla Prima Categoria.
Uno spiacevole bilancio per i rossoblu di Michele Montuori, che oggi come non mai avrebbero meritato qualcosa di più, per se stessi e per il paese di Chiazzano: ma una partita non vale mai una stagione. Il Tempio paga a caro prezzo una serie di fattori negativi che già dall’estate scorsa hanno inficiato il suo percorso: il ritardo di preparazione, il budget limitato, gli infortuni e la scarsa vena realizzativa degli attaccanti. Coraggio e spirito di sacrificio non hanno mai abbandonato i rossoblu, ma questo non è bastato.
Dall’altra parte sorridono i giallorossi di Andrea Mangoni, che in un modo o in un altro sono riusciti a chiudere al meglio la stagione, evitando una retrocessione che avrebbe avuto l’amaro sapore di beffa. Anche oggi il Quarrata non ha brillato per creatività e pericolosità, affidandosi piuttosto alla propria solidità difensiva; decisivi gli errori sotto porta degli avversari, grazie ai quali è stato possibile conservare fino alla fine il risultato di parità.
LA CRONACA
Fin dai primi minuti la tensione è palpabile in mezzo al campo, dove le due formazioni si affrontano a viso aperto e senza paura: il Tempio prova a proporsi con la forza dell’orgoglio, costringendo il Quarrata a subire l’iniziativa avversaria. All’11’ Fedi scarica al limite dell’area per l’accorrente Pallara, la cui conclusione viene bloccata in due tempi da Bacciosi. Al 24’ Ennouiti viene innescato sul primo palo da Nania, ma il suo colpo di testa termina sull’esterno della rete. Nella seconda parte della frazione la pressione degli ospiti si allenta, permettendo ai giallorossi di respirare: Mangoni e compagni provano a prendere in mano la gara, ma le loro iniziative non portano a pericoli concreti.
Al 4’ della ripresa Nania non riesce ad inquadrare lo specchio da posizione favorevole. Quattro minuti più tardi Pallara fallisce un’occasione clamorosa, spedendo la palla sopra la traversa in tuffo. Al 15’ il subentrato Gambineri prova una volée con il sinistro, ma la sua conclusione è fuori misura. Il Tempio insiste con forza, ma le occasioni – per quanto nitide – non vengono sfruttate: al 28’ Gambineri sfiora l’incrocio con una punizione ben calciata dal limite, mentre al 45’ Pallara non riesce a dare forza alla sua conclusione, trovando i guantoni di Bacciosi.
L’unica occasione del primo tempo supplementare arriva al 15’ con Nania, che dal limite dell’area non riesce ad inquadrare la porta. Nel secondo tempo supplementare è ancora Nania a rendersi pericoloso al 10’, deviando sopra la traversa un bel cross da sinistra di Mangoni. Al 15’ Gambineri ci prova ancora su punizione, ma questa volta la conclusione è centrale e facilmente parabile.
IL TABELLINO DI QUARRATA-TEMPIO CHIAZZANO 0-0 dts
QUARRATA (4-3-1-2): Bacciosi; Nappini, Rocchetti, Felici, Mangoni (Cap.); Raimondo, Fuschetto (Barontini al 14’ pts), Borri; Ennouiti (Franceschini al 32’ st); Nania, Tito (Vigni all’11’ sts). A disposizione: Bracali, Niccolai, Vivenzio, Najim, Guarnieri, Maarouf. Allenatore: Mangoni.
TEMPIO CHIAZZANO (4-2-3-1): Piroddi; Benvenuti, Beneforti, Magni, Lullo (Casini al 7’ sts); Stefanelli (Cap.), Sardini (Met-Hasani al 13’ pts); Pallara, Fedi (Gambineri al 14’ st), Vezzosi; Oueslati (Allori al 6’ pts). A disposizione: Ricciarelli, Falasca, Chiavacci, Beqiri. Allenatore: Montuori.
ARBITRO: Borghi di Firenze, coadiuvato da Scanu e Giannetti di Valdarno.
NOTE: Ammoniti: Bacciosi, Borri (Q), Vezzosi, Benvenuti (TC). Angoli: 8-6 dts (0-4 pt, 6-6 st, 8-6 pts). Recupero: 0’, 3’, 4’, 1’.
IL PREVIEW
Promozione, ultimo atto. Domenica 12 maggio (ore 16) allo stadio “Raciti” di Quarrata andrà in scena la sfida playout tra Quarrata e Tempio Chiazzano: una gara secca che deciderà il destino delle due squadre, permettendo ad una delle due di proseguire il proprio percorso in Promozione a scapito dell’altra, condannata alla retrocessione in Prima Categoria.
Uno scontro fratricida tra due formazioni agli antipodi: da un lato la storia e il blasone del Quarrata, costretto in questa situazione da un campionato molto al di sotto delle aspettative, dall’altro la neonata Unione Tempio Chiazzano, arrivata a giocarsi gli spareggi nonostante in molti l’avessero data già per spacciata a settembre. Per le medesime ragioni, anche il momento delle due squadre è profondamente antitetico: i giallorossi arrivano a questa sfida con il peso di una stagione andata male e finita peggio, avendo ancora molto da perdere; i rossoblu, al contrario, giungono a Quarrata alleggeriti dal ruolo di outsider, traendone un evidente vantaggio “psicologico”.
Le regole della contesa prevedono che al perdurare della parità sui centoventi minuti abbia la meglio la squadra di casa, il Quarrata, mentre in caso di parità sui novanta minuti la prescrizione è di proseguire con i tempi supplementari. Qualunque delle due squadre dovesse maturare la vittoria al termine dei novanta minuti, invece, farebbe direttamente sua la salvezza.
Sponda Quarrata, non saranno della partita gli squalificati Brancaccio, Corsini, De Carlo e Piana, mentre Maarouf torna a disposizione dopo il lungo infortunio muscolare. Tra le fila del Tempio, invece, l’unico assente dovrebbe essere il lungodegente Chiavacci.
LE IMPRESSIONI DEI DUE ALLENATORI
«Giunti a questo punto le esperienze e le impressioni accumulate nel corso dell’anno si annullano – ha esordito il tecnico del Quarrata Andrea Mangoni – Ci giochiamo tutto in una singola partita: è logico che ci sia una certa apprensione, anche se i ragazzi hanno dimostrato a più riprese di saper reggere la pressione. Non potrò contare sull’intera rosa a causa delle squalifiche, ma chi ci sarà sarà pronto a questo genere di sfida. Dobbiamo onorare la maglia e la società del Quarrata, perché non si meritano questo epilogo».
«Dispiace si sia arrivati fino a questo punto – ha spiegato – Ci mancava così poco, eppure non siamo riusciti a cogliere le occasioni che ci si sono presentate. Paghiamo la scarsa vena realizzativa dei nostri attaccanti, a fronte di un’identità di squadra mai messa in discussione, nemmeno nei momenti più difficili: la nostra solidità difensiva lo dimostra».
«Vogliamo concludere il percorso che ci ha portato fino a questo punto – ha risposto il tecnico del Tempio Michele Montuori – Se non riusciremo a chiudere il cerchio con una vittoria tutto quello che abbiamo fatto finora sarà stato vano, inclusa la splendida vittoria interna contro la Sestese. Dobbiamo compiere un ultimo sforzo per gratificarci delle difficoltà che abbiamo affrontato nel corso della stagione, rendendo omaggio a questa splendida società che è sempre rimasta al nostro fianco nonostante le insidie incontrate lungo la strada».
«Arrivare a giocarsi la salvezza con una società storica come il Quarrata è importante, e i ragazzi lo sanno – ha proseguito Montuori – Non dobbiamo farci abbindolare dal doppio successo in campionato: dobbiamo far pagare le nostre motivazioni e vincere la partita, perché buttare tutto alle ortiche a questo punto sarebbe un vero peccato. Abbiamo creato qualcosa di importante e la salvezza sarebbe il giusto premio. I ragazzi hanno sempre dimostrato grande carattere e sono sicuro che al termine di questa partita – qualunque dovesse essere il risultato finale – non dovrò rimproverare niente alla squadra, perché ognuno avrà dato il massimo».



