Edoardo Felici, capitano e leader storico del Quarrata, carica l’ambiente in vista del big match: «La nostra arma vincente? Gruppo e staff»
Vincere è difficile, farlo quando si è sotto pressione ancora di più. Edoardo Felici, quarratino e al Quarrata fin dal settore giovanile, sa bene cosa vuol dire vestire questa maglia e convivere con le aspettative che ne derivano. Il suo secondo anno con la fascia al braccio sta andando di gran lunga meglio del primo, ma la stagione è ancora lunga e la sfida di domenica 12 gennaio col Settimello può essere uno spartiacque per il 2025 dei mobilieri. Il capitano giallorosso, intervenuto ai nostri microfoni per l’occasione, si è soffermato sui prossimi avversari ma anche sul periodo recente della squadra, attualmente seconda a pari merito con lo Jolo e a -7 dalla vetta.
PUNTI PESANTI
«Aver aperto l’anno come l’avevamo finito (vittoria in trasferta, ndr) è ciò che più mi rende contento – inizia Felici -Sapevamo che contro Jolo e CF andavano fatti sei punti, ma non era scontato riuscirci. Domenica scorsa purtroppo ho dovuto vedere i miei compagni dalla tribuna perché ero squalificato, ma alla fine è andata bene così. Siamo stati bravi e fortunati a sbloccare la partita quasi subito, anche perché il campo era in pessimo stato, dopodiché abbiamo gestito il risultato. Ciò che ci ha fatto vincere è stato l’atteggiamento: siamo stati ordinati per tutti i 90′, senza farci mancare la solita aggressività. Abbiamo sofferto quando c’era da soffrire, ma per vincere bisogna saper fare anche questo. Ora come ora ci sentiamo in grande forma perché le cose ci riescono e anche i ragazzi nuovi si sono ambientati alla grande, sia in campo che fuori. Campagna e Vannucci non solo hanno allungato il reparto offensivo, ma sono stati decisivi già in un paio di occasioni. Questi due ragazzi sono un lusso per la categoria, come atleti e come persone».
PERIODO D’ORO, NONOSTANTE UN PAIO D’INTOPPI
«La sconfitta nel derby con l’Aglianese fa ancora male, ma purtroppo ci stava. Il livello dell’avversario è alto e Agliana è da sempre un campo difficile. Con la Gallianese invece siamo stati sfortunati – ammette Felici – e lo 0-0 ci va stretto per come abbiamo giocato. Queste due piccole battute d’arresto non ci volevano, anche perché venivamo da quattro vittorie consecutive ed eravamo lanciatissimi. L’esserci ripresi subito però dimostra quanto il Quarrata sia squadra. Ad inizio anno ci sono stati tanti cambiamenti, sia nello staff che nei giocatori, ma non ci abbiamo messo molto ad amalgamarci. Adesso siamo una rosa di 20/22 titolari e chiunque venga chiamato in causa dà tutto fino al fischio finale. Devo ammettere che siamo avvantaggiati dal grande lavoro che c’è dietro. I meriti del diesse Menna e di mister Diodato sono sotto gli occhi di tutti, ma io ci tengo a ringraziare anche Alessio Ciapetti e Maurizio Arena, vice allenatore e preparatore dei portieri. Non ci fanno mai mancare nulla e noi possiamo pensare esclusivamente ad allenarci e a giocare».
UNA VITA IN GIALLOROSSO
«Per un ragazzo quarratino come me è un vanto essere il capitano di questa squadra. Non siamo in Serie A, è vero, ma il senso d’appartenenza c’è. Basta pensare che la mia avventura qua è cominciata quando ancora ero un bambino e tuttora va avanti. Sono entrato in prima squadra nel 2012 e non mi sono ancora tolto questa maglia di dosso. Se ho mai pensato di cambiare? Ad essere onesto sì. Una stagione molto lunga e complicata, come ad esempio quella dell’anno scorso, ti resta addosso. A fine anno è normale fermarsi e fare qualche riflessione, ma per ora ha sempre prevalso il cuore. Il passato calcistico di questa società impone rispetto per i colori – sottolinea Felici -, e io ce l’ho sempre avuto».
IL BIG MATCH
«Inutile girarci intorno: la sfida col Settimello è molto importante per la corsa al titolo. Perdere significherebbe andare a -10 e non possiamo permettercelo. Manca ancora tutto il girone di ritorno, ma un gap del genere è comunque difficile da colmare, soprattutto se guardiamo il percorso fatto fin qui dai nostri avversari. Anche un pareggio smuoverebbe poco le acque: dobbiamo vincere. Onestamente prima di quest’anno non li conoscevo, ma dopo la partita di andata ho capito subito di che pasta erano fatti. Ci misero in gran difficoltà sotto il profilo del gioco, e non ci riescono in molti. La classifica parla per loro: 39 punti in 16 giornate sono un risultato impressionante.
Lo Jolo? Prima che iniziasse il campionato erano loro i miei favoriti. Negli ultimi anni sono sempre stati ai vertici della categoria, ma non sono mai riusciti a salire. Molti giocatori della rosa giocano insieme da anni e quando li affronti noti subito quest’intesa. Le due partite perse non penso siano sufficienti per abbatterli. La lotta per il titolo è appena cominciata, ma penso che andrà avanti con le solite tre di adesso: noi, lo Jolo e il Settimello. Magari in futuro potrebbero inserirsi squadre come Calenzano e Aglianese – conclude Felici -, ma al momento la distanza è molto ampia».



