Quarrata, l’incubo retrocessione si materializza: le cause del fallimento

Il Quarrata retrocede in Prima Categoria. Scelte non azzeccate, giocatori sotto tono e tanta sfortuna: gli ingredienti di un anno da dimenticare

Si chiude con la retrocessione in Prima Categoria la stagione 2022/2023 del Quarrata. Una sentenza pesante, che stona e non poco con quanto fatto vedere dai giallorossi nella passata annata, chiusa al secondo posto nel girone A. In estate i mobilieri erano stati inseriti nel girone fiorentino (il B), senza però trovare fortuna. La terra straniera, infatti, non ha portato bene a Raimondo e compagni, che terminano la loro corsa -dato che la squadra nell’ultimo turno riposerà– con soli 20 punti. Andiamo allora ad illustrare quali, secondo noi, sono state le cause che hanno portato all’annus horribilis del Quarrata.

CAMBIARE PELLE

Una delle cause principali della débâcle giallorossa è stata il non sostituire a dovere gli uomini andati via in estate. Perché se è vero che durante il calciomercato hanno salutato Cutini, Doumbia, Chiavacci, Picchianti e Giuntini, è altrettanto vero che i calciatori arrivati per rimpiazzarli hanno tradito le aspettative. I nomi sopra citati farebbero comodo a qualsiasi squadra, sicuramente anche al Quarrata, che non a caso l’anno scorso era stato protagonista di un campionato completamente in antitesi rispetto a questo. I cambi hanno sostanzialmente smontato l’ossatura della rosa, cosa non da poco. Parallelamente va anche detto che tanti giocatori decisivi nella stagione precedente, in questa hanno stentato parecchio. C’è come l’impressione che ad affievolirsi siano stati proprio gli effettivi da cui ci si aspettava di più.

I PROBLEMI IN ATTACCO

L’anno scorso Cutini e Doumbia formavano una coppia formidabile capace di giocare insieme o, all’evenienza, darsi il cambio. Nella parte finale di stagione, infatti, il primo era maggiormente in forma, divenendo sempre più decisivo. Il secondo, invece, aveva tolto le castagne dal fuoco per tutto il resto del campionato. Per sostituirli la dirigenza aveva deciso di puntare su Del Bianco – ancora lontano parente della sontuosa punta ammirata nel settore giovanile del Torino – e Vigoroso – classe ’97, originario di Lucca ed ex Ravagnese -. I numeri, però, dicono 3 goal a testa, decisamente troppo poco.

Ecco che allora, nella finestra invernale, il ds Alessandro Bracali aveva optato per due nomi altisonanti, che in linea teorica avrebbero potuto scuotere i mobilieri. Ad Alessio Lava e Mohamed Abdoul Doumbia era stato affidato il compito di rivitalizzare il reparto offensivo giallorosso: missione riuscita solo in parte. L’ex Meriden ha infatti messo a segno ben 6 reti – bottino più che dignitoso – Doumbia ha timbrato il cartellino solamente in due occasioni. Sommando tutti questi fattori risulta dunque evidente il perché la squadra di Agostiniani abbia il terzo peggior attacco del girone B.

L’INVOLUZIONE DEI FRATELLI BONFANTI

Evidente è stato anche l’incredibile calo di rendimento di Alessandro e Andrea Bonfanti, i due gemelli del gol che tanto bene avevano fatto nella passata stagione. Soprattutto Andrea, che giocava a supporto delle punte, aveva vissuto un’annata a dir poco sensazionale, fatta di reti e giocate mozzafiato. Niente a che vedere con la versione osservata in questo campionato, in cui i centri sono stati solamente 2. Idem per Alessandro, che aveva dato prova di grande maturità adattandosi a ricoprire più ruoli, e che invece quest’anno si è trovato in difficoltà un po’ ovunque.

SFORTUNA

Oltre ai demeriti del Quarrata s’è messa di mezzo anche una buona dose di sfortuna, immancabile nelle annate storte. Ci riferiamo soprattutto agli infortuni, che hanno martoriato la rosa nei momenti decisivi della stagione. La cosa particolare, però, è che in realtà di stop di natura muscolare ce ne sono stati pochissimi. Ciò che fa storcere il naso, infatti, è che tutti gli infortuni sono arrivati in situazioni abbastanza inusuali. Felici, ad esempio, aveva rimediato un’apparente semplice botta contro il Calenzano a dicembre, e non è ancora rientrato in campo. Bartolozzi si era rotto un braccio, Bonechi un dito. Insomma, tutte assenze che certamente non hanno aiutato la banda di Agostiniani.

DECISIONI AVVERSE

È giusto citare anche delle decisioni arbitrali che, in alcune circostanze, hanno indirizzato il percorso dei giallorossi. Basti pensare all’ultimo match del campionato, terminato 3-2 in favore del Luco con un clamoroso rigore non dato ai pistoiesi. Ancor più grave la scelta presa per quanto riguarda la partita fra lo stesso Luco e l’Alleanza Giovanile. Inizialmente questo match, risalente alla 20ª giornata, era stato sospeso e poi vinto 3-0 a tavolino dalla squadra di Dicomano in seguito all’accoglimento del ricorso. Settimana scorsa, però, ecco la svolta: la sfida si rigioca, partendo addirittura dal primo minuto. Ergo, Alleanza Giovanile a 17 punti e Quarrata ancora speranzoso di salvarsi.

La federazione, però, ha deciso di recuperare la partita mercoledì 29 marzo, dopo l’ultimo impegno dei mobilieri, che il prossimo turno riposeranno. In questo modo la lotta salvezza è falsata, in quanto tutti gli equilibri, soprattutto quelli mentali, vengono scompaginati. La cosa più corretta sarebbe stata posticipare Luco-Quarrata e intanto far rigiocare il match con l’Alleanza Giovanile. I giallorossi magari sarebbero comunque scesi in Prima Categoria, ma non ne avremo mai la riprova.

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