Agostiniani, dal campo alla scrivania: «Scegliamo il mister e costruiamo la rosa per tornare grandi. Vi dico la mia anche su Promozione e Pistoiese»
«Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi». Così parlava Ernest Hemingway, e così parla Riccardo Agostiniani. L’ormai ex tecnico -pluripremiato e da molti riconosciuto come uno dei migliori della provincia– cambia vita, facendolo sempre all’interno della famiglia Quarrata. Sì perché, dopo la deludente retrocessione, il club giallorosso ha deciso di affidare un ruolo importantissimo ad Agostiniani, e cioè quello di direttore sportivo. Da qui, dunque, parte il nuovo corso dei mobilieri.
CAMBIO VITA
Sarà strano non chiamarla più ‘mister’, ma ‘direttore sportivo’. Com’è nata l’idea di passare dalla parte della scrivania?
«Tutto è iniziato dopo la retrocessione. Cicatrizzata la ferita, io e la società ci siamo incontrati molte volte con l’obiettivo di far collimare le nostre idee in modo da continuare insieme. E così è stato. Nelle varie chiacchierate era emersa la possibilità di farmi cambiare ruolo, opzione che ho accolto di buon grado. Non posso che ringraziare il presidente Gori e gli altri dirigenti per avermi dato quest’opportunità: una cosa è certa, la volontà comune è quella di riportare subito il Quarrata in Promozione. Abbiamo analizzato cosa non ha funzionato nello scorso campionato cercando di imparare dagli errori, adesso è giunto il momento di ripartire più affiatati che mai».
Nello specifico di cosa si occuperà adesso?
«In primis di scegliere l’allenatore e i suoi collaboratori. Poi, insieme al mister, bisognerà allestire la rosa. Oltre a questo il direttore sportivo deve gestire tanti altri aspetti, dagli allenamenti alla juniores passando per lo scouting. Per quanto riguarda il tecnico non ho preferenze: che sia un trainer navigato ed esperto, piuttosto che uno giovane, l’importante è che abbia voglia di fare, lavorando per riportare in alto il Quarrata. Relativamente alla squadra, invece, la grande differenza con la Promozione è che in Prima Categoria non ci sono le quote, di conseguenza non siamo obbligati a ricercare spasmodicamente ragazzi giovani da mettere in campo. Questi ragionamenti, fatti “dalla scrivania”, per me sono nuovi: oltre all’esperienza maturata sul campo, mi saranno utilissime le cose apprese dai direttori sportivi con cui ho lavorato in carriera»
In questo senso un plauso va fatto anche ad Alfredo Bracali, ex diesse del Quarrata…
«Mi hai tolto le parole di bocca. Con lui ho sempre avuto un rapporto stupendo, cosa che anche io cercherò di sviluppare con il futuro mister. Alfredo non ha mai contestato una mia scelta, dimostrandomi a più riprese la sua stima. Soprattutto quando le cose andavano male, ha sempre avuto una parola di conforto cercando di tirare fuori il meglio. Proverò a calarmi in questo nuovo ruolo facendo tesoro di ciò che ho imparato, non valicando le mie mansioni e collaborando al 100% con tecnico e staff. In questo senso, come detto, il primo passo sarà costruire una rosa capace di riportarci in Promozione. Sarà importante la motivazione dei ragazzi che vorranno rimanere e mettersi in gioco in una realtà nuova come quella della Prima Categoria».
QUESTIONE DI CAMPIONATI
A proposito di Prima Categoria: il cammino per tornare in Promozione potrebbe riservare più di qualche insidia…
«Certamente. Innanzitutto vincere è sempre un qualcosa di straordinario, farlo in un campionato del genere lo sarebbe ancor di più. Basti pensare al fatto che, in questi anni, solo la Sestese è riuscita a risalire al primo colpo, le altre squadre -ad esempio il Monsummano– hanno fatto tanta fatica: ciò vuol dire che il livello è alto. Tanti nostri ragazzi non hanno mai disputato questo torneo, e di conseguenza all’inizio potrebbe non essere facile. D’altronde rispetto alla Promozione ci sono varie differenze, una su tutte l’assenza della terna arbitrale. Oltre a noi, poi, molte altre formazioni vorranno vincere…si prospetta un bel duello».
Dato che lei è una delle persone più ferrate in materia non possiamo esimerci dal domandarglielo: ci dà una sua lettura del girone A di Promozione?
«Il Montecatini è stata la rivelazione del campionato, dato che ai nastri di partenza -a mio parere- era un po’ dietro alla Larcianese. Tocchini lo conosco benissimo essendo stato per 5 anni un mio giocatore: da calciatore è sempre stato un vincente, da allenatore ha confermato questa tendenza. Anche i viola, però, hanno fatto un cammino sontuoso: alla lunga sono risultate fatali un paio di sconfitte casalinghe di troppo. Anche se, a loro discolpa, devo dire che l’assenza di uno come Bastogi ha pesato parecchio».
E invece per quanto riguarda le altre pistoiesi?
«Mi ha stupito la retrocessione della Lampo, che come noi aveva una rosa di buon livello. Gli Amici Miei, invece, avevano cominciato alla grande esprimendo un ottimo gioco, anche se in questo senso il campo del “Bellucci” non ha dato una mano. Il vero capolavoro, però, secondo me l’ha fatto il Casalguidi riuscendo a salvarsi con due giornate d’anticipo. Non scordiamoci infatti che i gialloblu erano neopromossi. Dall’altra parte la Meridien, vista la forza dei singoli, poteva tranquillamente raggiungere almeno i play off. Ad ogni modo i grifoni sono stati protagonisti in Coppa Italia vincendola, merito non da poco».
Ultima battuta sulla Pistoiese: ha seguito la serie D?
«Certamente. A mio modo di vedere gli arancioni hanno pagato il brutto inizio di stagione, poi però si sono ripresi alla grande facendo un percorso invidiabile. Per mantenere la prima posizione avrebbero dovuto fare un filotto enorme, cosa comunque molto difficile vista la competitività del campionato. Ora l’olandesina deve vincere le ultime due partite e sperare in un passo falso della Giana. Io ovviamente faccio il tifo per la Pistoiese e mi auguro che possa compiersi il sorpasso. Magari proprio all’ultima giornata, quando i lombardi saranno ospiti dell’Aglianese. Sarebbe bello se fossero i nostri cugini neroverdi a regalarci l’opportunità di balzare in vetta».
L’ANNUNCIO
Di seguito il comunicato ufficiale con cui è stato reso noto il cambio ruolo di Agostiniani. «La Società A.C Quarrata Olimpia comunica che Riccardo Agostiniani nella prossima stagione non ricoprirà il ruolo di allenatore bensì quello di Direttore Sportivo. Una scelta e un sicuro investimento per la società su una persona che nella sua lunga carriera ha dimostrato tutto il suo valore, una scelta su cui la società punta per risalire la categoria. Una sfida per Riccardo che intraprende con entusiasmo, semplicità, competenza e professionalità il nuovo ruolo. La società augura a Riccardo un buon lavoro!»



