Quarrata, senti Raimondo: «Con Agostiniani è cambiata la musica»

Due chiacchiere con il centrocampista del Quarrata Jury Raimondo, plurivincitore di campionati e trofei con Aglianese e Jolly Montemurlo

A tu per tu con Jury Raimondo, centrocampista del Quarrata che domenica scorsa ha deciso la sfida contro il Lanciotto Campi con un gran gol, coronando un bel momento per la sua squadra che dopo un inizio difficile e il cambio di allenatore sta piano piano risalendo la china.

«Sicuramente il cambio ci ha giovato: mister Montagnolo era più schematico, prediligeva un gioco orizzontale mentre ora con Agostiniani si va più al sodo, si lotta sulle seconde palle e vengono chiamati più spesso in causa gli attaccanti tramite le verticalizzazioni. Di Montagnolo mi è rimasto impresso l’impegno e la grinta che ci ha dato. Non ha avuto fortuna sicuramente: ad inizio campionato ci andava tutto storto e pur giocando un calcio piacevole i risultati non arrivavano».

Continua poi: «Il cambio ci ha giovato perché siamo riusciti ad accaparrarci il top sulla piazza anche in termini di esperienza: Montagnolo lo scorso anno era in seconda categoria mentre Agostiniani sono 30 anni che allena tra D, Eccellenza e Promozione e conosceva già molte dinamiche della categoria e alcuni dettagli che ad altri possono sfuggire. Inoltre la squadra poi è stata registrata e migliorata con l’acquisto di Cutini, Fedele e Tredici che sicuramente stanno facendo la differenza.»

Questo è il tuo secondo anno a Quarrata dopo esperienze storiche e fondamentali ad Agliana e nelle file del Jolly Montemurlo: cosa ti hanno lasciato?

«Sono state due esperienze magnifiche, una non inferiore all’altra. Montemurlo è la città dove sono nato e lì ho conquistato il mio primo campionato di Eccellenza prima di compiere un miracolo quasi identico la stagione successiva con una salvezza insperata dato che l’organico era per il 90% composto dai reduci del campionato precedente. Subito dopo ho deciso di passare all’Aglianese in prima categoria e con la maglia neroverde ho fatto parte del gruppo che ha vinto tre campionati di fila, passando dalla Prima Categoria alla Serie D, trionfando anche nella Coppa Toscana di Prima Categoria prima di vincere nei due anni seguenti anche le supercoppe di Promozione ed Eccellenza».

«Sono state due esperienze completamente diverse perché a Montemurlo nessuno si aspettava di vincere il campionato dato che avevamo anche la Pistoiese nel girone: infatti fu un’emozione unica andare a giocare al “Melani”, ma anche veder riempito il “Nelli” di Montemurlo da migliaia di maglie arancioni, deluse nell’occasione perché riuscimmo ad impattare l’1-1 contro una squadra storica, raggiungendo un fantastico risultato. Ad Agliana invece eravamo sicuramente più costruiti per vincere e più compatti, ma come sempre è difficile confermarsi anche quando ad agosto-settembre sui giornali sei additata come favorita. Ogni domenica era una dura lotta perché ogni avversario dava sempre il 110% contro di noi, affrontandoci come se fosse sempre una finale».

Mantieni un bel rapporto anche al di fuori dal campo con dei compagni?

«Con quelli attuali ho un grande rapporto con Felici mentre con Cutini siamo amici da quando abbiamo 18 anni quindi lo conosco come le mie tasche. De Gori, Fedele, Tredici e Barontini invece sono stati con me anche all’Aglianese ed averli sempre in squadra è un valore aggiunto: alzare la testa in campo e sapere già dove vogliono la palla oppure conoscere già i loro movimenti è una fortuna che non tutti possono avere e che permette anche agli altri membri della squadra di trarre giovamento».

Chiude parlando del campionato in corso: «L’obiettivo rimane sempre quella maledetta salvezza che quest’anno ha una quota più alta perché è un campionato equilibrato, non ci sono distacchi abissali e in ogni giornata può succedere di tutto come testimoniano i numerosi exploit: emblematico il caso del Lammari che dopo aver perso contro di noi in casa sembrava spacciato, ma la settimana dopo ha fatto il colpaccio in casa della Lampo. Sicuramente tra le delusioni del momento metto senza dubbio Lampo e Larcianese mentre invece il Prato 2000 mi ha sorpreso in positivo: di loro conosco mister Settesoldi perché mi allenò a Montemurlo quando vincemmo il campionato e posso constatare che non sono primi in classifica per puro caso dato che nella sfida a Quarrata contro di noi riuscirono a far svoltare la gara a loro favore appena dopo aver subito la nostra rete del pareggio, sintomo di una grande mentalità».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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