Francesco Vannoni, alla sua quarta stagione in forza al Dany Basket Quarrata, è ormai un leader della formazione allenata da coach Valerio
A 21 anni non è da tutti vestire i panni di leader. Addirittura di bandiera. Una roba per pochi e fra questi rientra a pieno titolo Francesco Vannoni, nato a Prato, dove è anche cresciuto cestisticamente fino ad arrivare alla Prima Squadra. Ma da quattro stagioni a questa parte, il classe ’98 difende i colori del Dany Basket Quarrata, che ormai lo considera un vero e proprio punto di riferimento.
Membro di una famiglia dove il basket è una sorta di religione (il fratello più grande Filippo è attualmente in forza a Vaiano, dopo aver militato a lungo nei Dragons di Prato, ndr), Francesco ha vissuto le stagioni più difficili della società mobiliera, aiutandola a restare in C Silver. E adesso, dopo che la squadra negli ultimi due anni si è notevolmente rinforzata (basti pensare alla presenza in campo di Fiorello Toppo e in panchina di Beppe Valerio), la guardia è pronta a trascinarla nella ricorsa alla promozione. «L’arrivo in estate di giocatori provenienti da categorie superiori mi ha motivato e in campo mi sta aiutando a crescere. Parto in quintetto, che è una bella responsabilità, e avere gente al mio fianco così esperta mi fa sentire più tranquillo – il pensiero di Francesco – Finora sono contento delle mie prestazioni, anche se devo imparare a essere più continuo».
L’ex Prato sta comunque viaggiando a una media di 11.6 punti a partita ed è reduce dal suo massimo stagionale (21). «Puntiamo ad allungare il più possibile la striscia di vittorie. Siamo secondi in classifica, la squadra è forte e ci stiamo amalgamando velocemente, anche se le difficoltà non mancano. Una su tutte la perdita per infortunio di Pietro Biagi in un ruolo, quello di playmaker titolare, difficilmente sostituibile». I margini di miglioramento però non mancano. «Dobbiamo diventare più fluidi in attacco e ancora più solidi in difesa. Per quanto mi riguarda invece, voglio fare un passo in avanti nella capacità di leggere il gioco».



