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Calcio / Promozione

Real Cerretese sul tetto di Promozione: sul trionfo la firma di tre pistoiesi

Da sinistra Fedi, Melani e Chiavacci

Neri Melani, Matteo Fedi e Alessio Chiavacci protagonisti nella vittoria della Real Cerretese che torna in Eccellenza dopo vent’anni

Di Michele Flori e Andrea Guasti

Quante cose possono cambiare in venti anni? Chiedetelo alla Real Cerretese, che mercoledì scorso ha vinto il Girone A di Promozione, con due gare ancora da giocare, tornando nella massima categoria regionale esattamente a due decenni di distanza dall’ultima volta. Nel mezzo la ripartenza, dopo il fallimento, dalla Terza Categoria e i campionati vinti fino ad arrivare in Promozione e a confermarsi come una delle piazze più solide e stabili della nostra zona. Cerreto Guidi, una frazione incastonata tra Lamporecchio ed Empoli, è sul tetto della Promozione. E c’è arrivata “dando le paste” a realtà come San Giuliano, Pontremolese e Pietrasanta, giusto per elencare solo le tre squadre che succedono ai gialloverdi in classifica.

E’ un trionfo costruito negli anni, passo dopo passo, mattoncino dopo mattoncino. Senza voli pindarici e sessioni di marcato faraoniche, ma con lavoro, dedizione e competenza. Quello della Cerretese è anche un successo a forti tinte pistoiesi. Basta sbirciare i nomi in rosa per trovare alcuni nostri portacolori come il centrocampista Neri Melani, che è anche il capitano della squadra, l’attaccante Matteo Fedi e il difensore Alessio Chiavacci. Tre delle pedine che hanno contribuito in modo fondamentale al successo della formazione gialloverde. E poi ci sono quelli che vengono dalla Valdinievole, altrettanto importanti in campo e fuori. Lorenzo Meucci e Stefano Monti hanno fatto la differenza in campo, Andrea Petroni, “pistoiese” d’adozione, l’ha fatta dalla panchina con la sua enorme esperienza e capacità di gestire i momenti decisivi. D’altronde, vincenti si nasce, non si diventa e Petroni è davvero un vincente.

PAROLA DI CAPITANO

«È il primo campionato che vinco – racconta Neri Melani – e farlo con la fascia al braccio, in quella che, essendo da sette anni qui, è ormai la mia seconda famiglia, è davvero emozionante. Stavolta, e non è una frase fatta, si può davvero dire che questo è il successo del gruppo. Con alcuni ragazzi condivido lo spogliatoio da cinque anni, ma la maggior parte di loro sono qui da tre anni, da quando nel 2022 è iniziato il ciclo con Andrea Petroni allenatore e Piero Beneforti come direttore sportivo. A proposito, al nostro diesse va un grazie speciale. Ci conosciamo dai tempi della Larcianese, quando io ero quota e vincemmo la Coppa Italia Eccellenza, e il suo contributo, dietro la scrivania ma soprattutto nel rapporto umano con noi calciatori, è stato essenziale».

«Questa vittoria – prosegue Melani – arriva al culmine di un percorso di costante crescita. Nel 2023 siamo usciti in semifinale playoff, mentre l’anno scorso gli spareggi del nostro girone li abbiamo vinti per poi essere eliminati alla fase regionale. Un percorso al quale, nel corso degli anni, hanno preso parte tanti ragazzi che mi hanno mandato messaggi per congratularsi dopo la vittoria. Ed è questo che rende così speciale la Real Cerretese: chi indossa questa maglia poi non se lo dimentica, anche a distanza di tempo. Voglio spendere una parola per il presidente Riccardo Palatresi, che si merita più di chiunque altro. Ha preso la società nel 2005 in Terza Categoria e l’ha portata ad avere stabilità e attestati di stima in tutta la Toscana. Ogni azione che compie che fa per la società la fa per suo figlio Alessandro (a cui oggi è intitolato lo stadio di Cerreto Guidi, ndr) scomparso in giovane età vent’anni fa. Pres, questa vittoria è tua!».

IL BOMBER E L’IMPORTANZA DEL COLLETTIVO

Secondo Matteo Fedi, miglior marcatore della squadra con 11 reti, una componente fondamentale della vittoria sono state le figure che lavorano alacremente dietro le quinte e che consentono alla macchina organizzativa di una società di andare avanti senza intoppi: «Luca, Giuliano, il mitico Dario, Roberto, Marzia, Massimo, Marco, il nostro massaggiatore Giancarlo, il doc Riccardo e tutti gli altri che sono sempre stati vicino a noi in tutto e per tutto. Li voglio menzionare tutti perché ognuno di loro ha vinto il campionato tanto quanto noi. Dal mio arrivo a Cerreto, tre anni fa, mi sono legato a questi colori e a questa realtà e sono felicissimo di aver aiutato la squadra a portare a casa questo successo. Vincere non è mai facile, in nessuna categoria, ma nelle stagioni scorse abbiamo posto le basi per provare a fare qualcosa di importante e quest’anno è arrivata questa enorme gioia».

«Il tridente offensivo? Con Bouhafa e Melani mi trovo benissimo – prosegue Fedi – e in campo c’è una grande intesa tra noi tre. Per quanto riguarda “Khalo” è inutile dire che è un attaccante fenomenale, in grado di fare la differenza in ogni partita e capace di sfornare prodezze rare. L’altro pezzo da novanta, Neri, oltre ad essere un leader, è una persona straordinaria e un giocatore totale, abile a ricoprire più ruoli in campo e dotato di un’intelligenza calcistica superiore. Detto ciò, nonostante io abbia fatto la mia miglior stagione in assoluto, credo sia stato non tanto l’anno della mia consacrazione, ma quello di un gruppo straordinario, composto da ragazzi speciali, che hanno raggiunto insieme una grande e meritata vittoria».

LA DIFESA MENO PERFORATA

Le 20 reti subite dalla Real Cerretese ne fanno la difesa meno battuta del Girone A. Di queste, solo cinque sono arrivati nel girone di ritorno, quando i gialloverdi hanno letteralmente eretto un muro davanti alla propria porta. E una parte fondamentale di questo muro porta il nome di Alessio Chiavacci: «Dopo una stagione molto dispendiosa a livello mentale avevo bisogno di trovare un ambiente in cui poter fare calcio serenamente e con tranquillità. Ho scelto la Cerretese, pur scendendo di categoria, perché sapevo che fosse una realtà seria e affermata e con l’obiettivo di fare un campionato importante.  Siamo ripartiti da un gruppo rodato che già si conosceva e con ragazzi fantastici, con Neri e Matteo mi sono integrato benissimo, sia in campo che fuori. Non eravamo la squadra favorita: abbiamo trovato realtà come Pietrasanta e Forte dei Marmi, ma anche San Giuliano, Pontremolese e la Larcianese stessa. Tutte volevano vincere, ma alla fine siamo stati noi ad esultare».

«I singoli? Difficile parlare di qualcuno in particolare – ammette Chiavacci – perché davvero tutti hanno fatto la propria parte con enorme professionalità. Se proprio devo parlare di due compagni dico Ludovico Gargiulo, che pur arrivando a stagione già iniziata ha cambiato pelle al centrocampo, dettando i tempi e facendoci fare il salto di qualità in quella zona del campo. Importantissimo è stato anche Lorenzo Meucci, che non ha saltato un minuto in tutto il campionato. In difesa c’è stato un aiuto prezioso da parte di tutti, sia chi ha giocato più e chi di meno, sia gli over che i più giovani. E ora viene il bello perché ci attende una sfida ambiziosa e impegnativa come l’Eccellenza. Ma noi ci faremo trovare pronti».

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La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

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