Il coach del Pistoia Basket racconta tutte le difficoltà dell’impresa: «Nel finale potevamo crollare con Peak in ospedale, Kerron con sulle gambe neppure un allenamento e Dominique fuori per falli. Ma in quel momento è emersa di nuovo la nostra durezza mentale»
Il comandante della “presa” di Reggio è senza voce. Alessandro Ramagli arriva in una sala stampa dove la stima nei suoi confronti si sente, da ex amato e applaudito prima di una gara che poi non ha avuto nulla di amichevole. Specie nell’ultimo quarto quando la scossa di Reggio Emilia ha acceso il PalaBigi e fatto tremare un Pistoia Basket fin lì più bravo e in controllo del match nonostante tanti problemi fisici (l’uscita di Peak dopo una capocciata violenta con l’appoggio del canestro) e di falli. L’Oriora ha vacillato ma non ha mollato la preda e alla fine i reduci di Ramagli hanno sfatato un altro tabù, il campo reggiano dove i nostri non avevano mai vinto in A1.
«E’ una vittoria strameritata – dice Ramagli – dopo una partita ben giocata, anche se qualcosa da migliorare c’è come le palle perse nella prima metà della gara. Nel finale potevamo crollare con Peak in ospedale, Kerron Johnson che si è messo le scarpe stamattina dopo dieci giorni senza allenamenti, Dominique Johnson fuori per falli. In questa situazione gli aspetti mentali che avevamo visto a Sassari, sono venuti fuori anche stasera. Il dio del basket ha premiato chi ha meritato la vittoria».
Una vittoria del collettivo con un grande apporto della panchina. «Non ci siamo fatti mancare niente – dice Ramagli sorridendo alla sfortuna che attanaglia Pistoia – Ieri non abbiamo fatto nemmeno allenamento perché Bolpin ha avuto un problema alla caviglia, Krubally pure. Forse porta bene non fare allenamento prima della gara, visto che anche a Sassari a causa delle mutande e dei calzini che Alitalia non ci aveva fatto arrivare, non ci siamo allenati».
«Ma la situazione era complessa anche per loro – continua sportivamente Ramagli – mancava Butterfield, hanno avuto problemi con Elonu che ha ridotto le rotazioni dei lunghi che comunque rimane corposa. Direi che in questo momento non c’è da attaccarsi a chi non c’era, ma a chi c’era che ha dato la giusta risposta anche con quintetti fantasiosi».
Il 50-50 a livello di punti tra quintetto e panchina è un risultato incredibile per “le seconde linee” di Pistoia molto criticate nelle prime gare. «Diciamo che nelle ultime partite abbiamo guardato più a chi gioca bene e chi non gioca bene, che all’età e al passaporto e alla fine le cose semplici pagano».
Sul canestro di Kerron Johnson decisivo. «Dovevamo dosarne l’impiego – dice il coach del Pistoia Basket – vista la situazione, ha messo dentro un canestro importante “di budella più che energie” dopo un’azione che vorrei rivedere. Ha forzato il tiro ma è stato falciato ed era da rosso diretto».
«Abbiamo riaperto il campionato per la nostra parte della classifica – chiude Ramagli ritrovando anche l’ironia da figlio del Vernacoliere – ed è un aspetto importante. Due settimane fa c’era già la bara del misuri, come si dice a Livorno. Il film è ancora lungo da vedere, avremo altri momenti di difficoltà ma abbiamo il vantaggio che uno l’abbiamo passato e quindi conosciamo cosa si prova».



