L’Estra Pistoia affronterà, nel doppio confronto, una Reyer completa: gli arrivi di Heidegger e Kabengele produrranno presto effetti
Non ci si può nascondere dinanzi all’evidenza: la Reyer Venezia ad oggi, se al completo, è tra le squadre più temibili del campionato. Il trittico che l’Estra ha cominciato, sbattendo sia con Brescia che con Milano, si completerà domenica pomeriggio (palla a due alle 16:30) al Taliercio, seppur con qualche incognita riguardo le presenze in casa orogranata. Ma prima della sosta, come noto, ci sarà anche l’appendice delle Final Eight con sempre i lagunari a contendere ai biancorossi il risultato finale.
La truppa di coach Neven Spahija si presenterà alla kermesse col ruolo di testa di serie: un traguardo, quello giunto al giro di boa, che già rende da solo l’idea di un team costruito per ben impressionare ed essere una credibile contendente di Olimpia e Virtus. E non è un caso che, nel girone di andata, siano arrivati successi contro i felsinei e contro Brescia. Ma sempre nella prima metà di campionato c’è stata la sconfitta al PalaCarrara: il primo upset stagionale per i biancorossi, cui sono succeduti quelli al Forum, a Casale Monferrato o in casa contro Napoli.
NUOVA REYER
Ma, rispetto a quel 5 novembre, Venezia non sarà esattamente la stessa. La società lagunare ha infatti deciso di cambiare e non con qualche aggiustamento, ma proprio sul caro vecchio asse play-pivot. Sull’ultimo spot si sapeva da inizio stagione come la Reyer fosse sempre in stato d’allerta, specie dopo il “caso Caboclo” che aveva lasciato una falla in un organico estremamente competitivo. La scelta è andata infine su Mfiondu Kabengele, giocatore che nelle tre gare sin qui disputate ha dimostrato di essere ciò che si stava effettivamente cercando: 9.7 punti e 7.4 rimbalzi di media.
Spostandoci sui piccoli, il rendimento di Barry Brown si era presto rivelato la macchia su una bellissima e costosa camicia, pur parzialmente nascosta dall’esperienza di Marco Spissu (miglior assistman orogranata con 3.7 a gara). Il cambio di “filosofia” con l’arrivo di Max Heidegger ha permesso a Venezia di mantenere pressoché intatto l’apporto di punti, in attesa che il giocatore (finora 4 partite disputate) concluda la sua fase di ambientamento.
UN OTTIMO MOTORE
Le migliorie fatte alla “macchina Venezia” non devono però distogliere gli addetti ai lavori dal già ottimo motore progettato per quest’annata. Anche perché ci si scorderebbe di un signore chiamato Rayjon Tucker, terzo miglior giocatore per valutazione del campionato (18.5) dietro solo a Shengelia e a Bilan. Così come abbiamo visto come la Reyer sia tutt’oggi la squadra che cattura più rimbalzi in Serie A. Il motore degli orogranata, quindi, sono i muscoli: Jeff Brooks, Jordan Parks, Aamir Simms, Amedeo Tessitori, Kyle Wiltjer e il già citato Kabengele. Un confronto impietoso, in partenza, per quanto riguarda la profondità nel settore dei lunghi.
Almeno nella sfida di campionato potrebbero non esserci Parks e Kabengele, in fase di recupero dai rispettivi infortuni. La Reyer è stata in effetti tra le squadre più sfortunate da questo punto di vista e ne ha fatto le spese sia in campionato, perdendo posizioni, che in Eurocup, non riuscendo a qualificarsi ai play-off. L’obiettivo naturalmente è quello di giungere al momento clou della stagione con tutti gli effettivi, anche perché adesso coach Spahija dispone di tutte le armi di cui ha bisogno per continuare a tenere i suoi in alto. E la prima vera occasione potrebbe essere proprio la Coppa Italia: un trofeo su cui, allora, in laguna si potrebbe fare più di un pensierino. Quel che è certo è che, a Venezia, non si è più stati così vicini al top da quel ciclo vincente che portò ben due tricolori nella bacheca.



