Riccardo Nardini, una vita tra Modena e Pistoia: «Non sarà una partita facile»

Aspettando la gara tra Modena e Pistoiese, parla il doppio ex Riccardo Nardini: «A Pistoia anni bellissimi, Modena un sogno che si avvera»

La sfida di domenica 28 novembre, in programma allo stadio Braglia di Modena, potrebbe rappresentare una tappa importante nel percorso di crescita della Pistoiese. Dopo il pareggio conquistato contro l’Entella, la truppa di David Sassarini vuole segnare un altro risultato positivo e allungare la striscia. Non sarà facile, perché il Modena sta attraversando un momento di forma importante, con sette vittorie raccolte consecutivamente, per non parlare del valore complessivo della rosa degli emiliani.  

Di questo ed altro abbiamo parlato con Riccardo Nardini, uomo di fascia classe 1983, ex Aglianese e Pistoiese con importanti trascorsi in Serie B con il Modena. Dopo l’ultima avventura in neroverde (s.s. 2018-2019) è tornato stabilmente al suo paese di origine, Fiumalbo (MO), divenendone amministratore. Dopo un primo mandato da consigliere con deleghe allo sport e alla scuola, dal 2019 è vicesindaco di una giunta guidata da una lista civica. «Più che una passione politica è una passione per il paese – ci ha spiegato – Vorrei dare a tutti i bambini di Fiumalbo l’opportunità, come ho avuto io, di praticare lo sport in serenità, consentendo loro di proseguire l’attività in realtà urbane più importanti senza doversi per forza sentire inferiori ai ragazzi di città. Ma ci vogliono impegno e risorse, per questo stiamo investendo molto a livello economico e di impianti».

Dopo i primi calci alla Veloce di Fiumalbo, fu a Pistoia che Nardini trovò il suo approdo a metà degli anni ’90, prima nel settore giovanile dell’Aglianese e poi in quello della Pistoiese. «Ho avuto la fortuna di arrivare in un settore giovanile, quello dell’Aglianese, che all’epoca era molto importante – ha dichiarato l’ex neroverde -. La famiglia Nesti aveva grande interesse e seguiva con attenzione la crescita dei ragazzi. Arrivammo a competere con il Margine Coperta, che in quei tempi era legata all’Atalanta e stava facendo benissimo. A Pistoia erano anni in cui si respirava calcio a grandi livelli. Io ero in convitto all’istituto agrario e vivevo la città sei giorni su sette: è stato un periodo bellissimo».

Nella stagione 2001-2002 l’approdo nel mondo dei grandi, in Serie D con l’Aglianese. «Ero il più giovane del gruppo – ha proseguito -. La squadra era veramente forte, infatti vincemmo il campionato. C’erano Allegri, Bonavita, Riberti, Rossi… Con Max c’è una grande amicizia. In campo era uno che sapeva il fatto suo. Non so quante partite ci ha fatto vincere da solo. Aveva già una mentalità diversa dagli altri. Nonostante tutto è rimasto una persona umile: viene ancora a sciare all’Abetone e ha preso casa a Fiumalbo. Non sapete quanti pranzi con lui e Stefano Grani…».

Ma è stato a Modena che Riccardo Nardini ha vissuto le stagioni più soddisfacenti della sua carriera, dal 2011 al 2016: «Per noi della provincia il Modena è come se fosse la squadra della città. Averci potuto giocare è stato come un sogno che si avvera». «Modena è una piazza calda ed esigente – ha proseguito Nardini -, dove basta poco per creare entusiasmo, anche se il risultato non è l’unica cosa che conta»

Nella seconda parte della stagione 2017-2018, invece, l’approdo alla Pistoiese con la conquista dei playoff di Serie C. «Tornare a Pistoia è stata un’esperienza molto positiva – ha spiegato -. Fu una bella cavalcata, conclusa con il raggiungimento dei playoff. Ricordo diversi derby vinti, in particolare quello con la Lucchese. Sarei potuto rimanere un altro anno ma mi feci male a un tallone, perciò andai a chiudere la mia carriera all’Aglianese, ancora in Serie D. È stato un po’ come ringraziare coloro che vent’anni prima mi avevano dato la possibilità di giocare ad alti livelli».

Due piazze che gli sono rimaste nel cuore e che continua a seguire nonostante la distanza. «La Pistoiese sta facendo il campionato che deve fare, lottando per la salvezza – ci ha detto Nardini -. Dopo quanto è successo lo scorso anno credo non sia scontato giocare ancora in Serie C. Sassarini? Non lo conosco ma me ne parlano tutti bene». Completamente diversa la situazione degli emiliani, tornati a sognare la Serie B dopo il fallimento del 2017 e la ripartenza tra i dilettanti. «La famiglia Rivetti ha grosse potenzialità – ha chiosato l’ex canarino -. I soldi non fanno tutto, ma certo possono aiutare a costruire squadre importanti. Il resto lo fa il campo».

E proprio in campo si sfideranno Modena e Pistoiese. «Non sarà una partita facile, né per l’una né per l’altra – ha commentato il doppio ex -. Quella che ha più da perdere è sicuramente il Modena. Con sette vittorie consecutive è la squadra più in forma del campionato, ma guai a sottovalutare gli arancioni. Ottenendo un risultato positivo la Pistoiese farebbe un bel colpo». 

Un ambiente, quello del Braglia, caldo e rumoreggiante. Tutto l’opposto del Melani, da anni privo della Curva Nord. «Venire a Pistoia e non poter vedere il muro arancione non è bello, né per chi veste gli scarpini né tantomeno per la città e i tifosi – ha concluso Nardini -. Purtroppo in Italia abbiamo grossi problemi d’infrastruttura: è anche per queso che il calcio di oggi non è più quello di vent’anni fa. Giocare in un ambiente senza pubblico è più facile, ma ci si sente anche meno calciatori».

Leggi anche: precedenti ed ex, il focus sul Modena, due positività tra i canarini

Leonardo Agostini
Leonardo Agostini
Laureato in Beni Culturali all'Università di Firenze e in Storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, amante del calcio e dello sport in generale. Scrivere è una passione e un gioco, la domenica allo stadio un vizio che non ha il coraggio di togliersi.

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